Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Andare ad abitare in montagna senza pagare l'affitto per quattro anni. Un sogno? No, è il progetto Coliving sperimentato nuovamente in questi ultimi mesi in Trentino Alto Adige, luogo ricchissimo di aree montane alcune delle quali in abbandono. Proprio per permettere di ripopolare queste aree altrimenti perse, la (ricca) provincia autonoma di Trento dal 2019 propone bandi annuali per andare ad abitare in determinate zone a costo zero per almeno quattro anni. 

Come cita lo stesso bando, «si tratta di un progetto volto alla ripopolazione dei paesini di montagna e alla realizzazione di nuove reti sociali e comunitarie immerse nella natura».
l progetto è già stato testato a Luserna e Canal San Bovo, piccolissimi paesini sulle Alpi trentine dove alcune famiglie hanno avuto la possibilità di trasferirsi con i propri figli e cambiare radicalmente vita, immersi nella natura e lontani da caos e traffico cittadino.

In sostanza il progetto Coliving ha dato l'opportunità ad alcune persone di coronare il proprio sogno: la possibilità di godere della vicinanza a luoghi di interesse storico e culturale, consumare alimenti a km 0 e avventurarsi in lunghe passeggiate nella natura. Un'iniziativa valevole sotto più punti di vista: ripopolare paesi di montagna periferici e ridurre l’impatto ambientale visto la minore necessità di utilizzare l'auto (a parte quando occorre scendere in città). 

L'iniziativa, più che lodevole, va contestualizzata nella (come anticipato) ricca provincia autonoma di Trento e della regione Trentino Alto Adige che, grazie anche alla sua condizione di regione a statuto speciale, può permettersi di sostenere un simile impegno economico senza troppo pesare sul bilancio regionale. Un'iniziativa del genere, per quanto lodevole, difficilmente può essere replicata in ogni regione italiana. 

L'iniziativa del Trentino Alto Adige si ripete ogni anno e può essere una grande opportunità per molte persone che sognano una vita diversa lontano dalla città (a prezzi estremamente vantaggiosi): per maggiori informazioni contattare la provincia di Trento all'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonare lo 0461 497219 in orario d'ufficio. 

Qualcuno, però, sta provando a replicare l'iniziativa, pur non sfruttando la propria condizione di regione a statuto speciale. Nella Pedemontana Veneta, ad esempio.
Il comune di Pedemonte ha proposto affitti calmierati ad 1 euro al giorno per invertire la tendenza allo spopolamento del paese. A Pedemonte, piccolo paese della Val d’Astico in provincia di Vicenza, è in corso un importante spopolamento in favore della aree di pianura: sono cento le persone andate via nel giro di un decennio. 

Per tentare di invertire la tendenza, il comune ha acquisito un palazzo privato da tempo abbandonato. A spese proprie provvederà a lavori di riqualificazione che porteranno a ricavare 4-5 appartamenti, che saranno poi dati in affitto ad un euro al giorno. 
«Il nostro obiettivo – ha sottolineato il sindaco di Pedemonte Roberto Carotta – è di portare nuove famiglie, mantenendo gli abitanti che già sono presenti. L’ideale sarebbe far arrivare giovani nuclei familiari con bambini, in modo da poter tenere aperte le scuole e tenere vivi i nostri servizi fondamentali».
L'ambiziosa iniziativa costerà al comune circa 650mila euro, sfruttando una serie di fondi “congelati” da diverso tempo e quindi ora sfruttabili per questo progetto.

Gli affitti gratuiti o a prezzi assolutamente simbolici sono una buona iniziativa da parte delle amministrazioni comunali o provinciali delle aree più interessati dallo spopolamento; tuttavia, fino adesso, sono ancora troppe poche e troppo isolate geograficamente le singole iniziative di questo tipo. Fanno eccezione, fortunatamente, le iniziative di regioni come l'Emilia Romagna che ha già offerto, sulla base di due bandi regionali, la possibilità a centinaia di famiglie di trasferirsi in montagna con un contributo ciascuno fino ad un massimo di 30mila euro a fondo perduto per l'acquisto della propria prima casa.

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