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Non servono giri di parole: il Mediterraneo sta diventando una bomba a orologeria climatica, già innescata e pronta a esplodere non appena si presenteranno le condizioni favorevoli. E non è un’esagerazione. Lo dicono i numeri, lo confermano i precedenti storici: il Mediterraneo è sempre più caldo, sempre più carico di energia pronta a trasformarsi in fenomeni estremi.


Nelle ultime ore, al largo di Siviglia, la superficie marina ha raggiunto l’impressionante temperatura di 30,5°C. Il Mar Ligure ha toccato i 29°C, e lungo tutta la costa toscana l’acqua viaggia ormai stabilmente intorno ai 28°C. Si tratta di temperature anomale, superiori alla media stagionale di oltre 5 gradi, e destinate ad aumentare ancora, complice la persistenza dell’anticiclone africano e dei 40 gradi all’ombra registrati in questi giorni e che potrebbero ritornare da metà luglio in poi. Un’analogia, quella della “bomba a orologeria” coniata dallo staff del Centro Meteo Toscano, che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente.


Il mare che cova la tempesta
Questa immensa quantità di calore immagazzinata nel mare rappresenta una riserva di energia pronta a scatenarsi alla prima occasione. Basterà l’ingresso di aria più fresca in quota – una perturbazione atlantica o anche solo un refolo da nord – e l’instabilità potrà innescare eventi meteorologici violenti, improvvisi, potenzialmente devastanti.
È possibile che ciò non accada già a luglio, mese solitamente contraddistinto da condizioni più stabili dell’anno, con l’attività delle depressioni atlantiche lontana dal bacino del Mediterraneo. Storicamente, il flusso atlantico comincia ad abbassarsi dalla seconda metà di agosto. A quel punto, con un mare ancora più caldo di quanto non sia oggi, potrebbero iniziare i guai. Chi pensa che queste siano solo parole, o peggio ancora allarmismo, dovrebbe dare un’occhiata alla storia recente.

Agosto 2022: il giorno del Derecho
Il 18 agosto 2022, con anomalie marine simili a quelle attuali, una massa d’aria più fredda in quota innescò un violentissimo sistema temporalesco noto come “Derecho”. Si tratta di un fenomeno raro e distruttivo: un temporale lineare esteso per centinaia di chilometri, con raffiche di vento violente e persistenti. Il termine Derecho (dallo spagnolo “diritto”) indica proprio la natura lineare del vento che accompagna queste tempeste. Secondo il National Weather Service degli Stati Uniti, per essere classificato come tale, il sistema deve mantenere venti sostenuti superiori a 93 km/h per almeno 400 km, con picchi ben oltre i 100 km/h. Quel giorno, il fronte temporalesco si estese dalle Baleari ai Balcani, passando anche per la Toscana, e fu accompagnato da raffiche fino a 200 km/h, grandine, nubifragi e oltre 70.000 fulmini in poche ore. Il bilancio fu tragico: 12 morti, più di 150 feriti, danni per milioni di euro.


Ottobre 2023: Valencia sommersa
Non meno drammatico fu il caso dell’alluvione di Valencia del 29 ottobre 2023. Le temperature del mare davanti alla costa valenciana erano inferiori rispetto a quelle attuali – “solo” +4°C – ma bastarono per generare una serie di temporali autorigeneranti che causarono un disastro: 235 vittime. Ancora una volta, il mare fu il carburante di una tragedia annunciata.


Livorno 2017: la ferita toscana
E come dimenticare l’alluvione di Livorno del settembre 2017? Anche allora il mare era più caldo della norma, e anche allora si formarono celle temporalesche persistenti e violente. In poche ore morirono otto persone.


Il futuro? Già scritto. Il quando è l’unica incognita
Con queste premesse, pensare che l’estate (e probabilmente anche parte dell’autunno) possa trascorrere senza eventi estremi è un’illusione. È solo questione di tempo. Le acque del Mediterraneo impiegheranno mesi per raffreddarsi e smaltire l’eccesso di calore accumulato. E finché resteranno a queste temperature, resteranno anche una minaccia concreta.


Siamo pronti?
La vera domanda non è se ci saranno fenomeni estremi, ma se siamo pronti ad affrontarli. Se abbiamo imparato qualcosa dagli eventi passati, o se, ancora una volta, ci faremo trovare impreparati, sorpresi di fronte alla natura che ormai è diventata estrema anche alle nostre latitudini. Il mare, oggi silenzioso e apparentemente calmo, potrebbe presto mostrare il suo volto più feroce. E allora sarà troppo tardi per dire che nessuno ci aveva avvisati.

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