Un tempo pagavamo le nostre bollette senza farci quasi caso: i costi erano più o meno gli stessi a secondo delle stagioni (più costosa l'elettricità durante l'estate, più costoso il gas durante l'inverno grossomodo) e le nostre preoccupazioni economiche venivano rivolte altrove. Poi è arrivato il gennaio 2022 e sono iniziate le speculazioni sul mercato dell'energia, seguita poi dalla tanto temuta invasione russa ai danni dell'Ucraina. Ed ecco fatto il disastro: bollette sempre più care, prezzo dell'energia fuori controllo (facciamo gli scongiuri, forse adesso inizia a tornare nei ranghi: ne riparleremo), famiglie e aziende che si interrogano su come far quadrare i conti con costi dell'energia quadruplicati nel giro di pochi mesi.
Da qui la necessità di trovare alternative più economiche per scaldare le proprie abitazioni: abbiamo parlato e scritto del pellet, dei camini, di fotovoltaico. Stavolta parliamo invece delle pompe di calore, un sistema alternativo al riscaldamento tradizionale per case, uffici e aziende di cui probabilmente non si parla abbastanza.
Di che cosa si tratta, in parole povere?
La pompa di calore preleva calore da una fonte naturale esterna, che può essere ad esempio aria, acqua, o anche il sottosuolo: da lì lo trasferisce all’interno tramite uno scambiatore di calore, un po' come fa il frigorifero di casa ma nel senso opposto (da freddo a caldo e non viceversa come nel frigo). In parole poverissime, il sistema si serve di un compressore che comprime un gas: l’aumento della pressione produce calore. Alcune pompe di calore possono anche rinfrescare l'ambiente, sfruttando la corrente elettrica. Ovviamente il processo di riscaldamento e raffreddamento a seconda delle necessità avviene con un utilizzo dell'energia elettrica efficiente, senza servirsi direttamente del gas. Il sistema, in pratica, by-passa la caldaia e il gas che serve per farla funzionare.
É la soluzione perfetta? O c'è la fregatura?
Non c'è nessun costo nascosto: ovviamente un impianto energetico nuovo ed efficiente ha un suo prezzo. Altroconsumo parla di prezzi dalle 300 alle 2000 euro, in base alla potenza e alla grandezza dell'impianto. Il direttore di Enel Italia Lanzetta, in una recente intervista ha però lodato questo nuovo sistema sia da un punto di vista economico che energetico. «Il passaggio da caldaia a pompa di calore è meno complicato di quello che si pensi. Ad esempio, non è necessario cambiare e smontare l'impianto preesistente, ma se ne può sfruttare la quasi totalità». C'è poi la questione dei soldi: il nuovo impianto della pompa di calore costa, ma ciò comporta anche non dover più mantenere la caldaia (e la sua manutenzione, non proprio economica) e il costo del gas necessario a farla funzionare. I costi di manutenzione della pompa di calore sono ben più bassi rispetto a quelli necessari per la caldaia: si tratta di una tecnologia più moderna e più efficiente della caldaia a gas.
Un focus a parte meritano le pompe di calore geotermiche, che sono quelle che sfruttano il calore o dell'acqua di falda o del sottosuolo. Di questo segmento, infatti, esistono due tipi di impianto: pompe di calore geotermiche acqua-acqua (o pompe a sistema aperto) e le pompe di calore geotermiche terra-acqua (o pompe a sistema chiuso): queste ultime necessitano sonde geotermiche in grado di penetrare fino a 100-200 metri di profondità. Questi sistemi, pur avendo costi di gestione molto bassi, partono da prezzi importanti: un impianto geotermico domestico ha un costo base di circa 25mila euro. Questi impianti rientrerebbero nel tanto discusso Superbonus 110% ma, fino adesso, in Italia non hanno avuto un grande successo.
Come vedete, le alternative al gas ci sono e sono anche alternative valide. Certo, tutto ha un costo: vedremo se nelle prossime settimane il Governo sarà capace di varare incentivi verso mezzi di riscaldamento più efficienti che, finalmente, ci permetteranno di staccarci una volta per tutte dal gas e dalle problematiche ad esso collegato.



