La Valbisenzio è un territorio nella provincia di Prato, in Toscana, di cui fanno parte i comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo. Una valle piuttosto stretta, attraversata dal fiume Bisenzio, da una strada regionale (la 325) e dalla ferrovia Direttissima Firenze-Prato-Bologna. Le distanze in vallata sono relativamente ridotte: Vaiano dista da Prato, la seconda città più grande di Toscana, circa venti minuti di auto; da Vernio, invece, serve circa una mezz'oretta di auto per giungere a Prato. L'area della Valbisenzio ben si presta a livello immobiliare, visto il prezzo delle case molto basse rispetto al (quasi) inavvicinabile centro di Prato.
I sindaci del territorio hanno fatto notare come, a fronte di un incremento demografico di queste aree negli ultimi due anni, stia mancando il giusto supporto da parte delle istituzioni per la mobilità delle persone all'interno della valle. In particolare, la strada 325 mostra tutti i difetti dell'età: stretta, attraversa i paesi ed è spesso alle prese con dissesti idrogeologici causati dal territorio impervio attraversato. Nei giorni scorsi è trapelata la notizia dell'ipotesi di un nuovo collegamento stradale lungo la valle che, tuttavia, non ha trovato grosse conferme nelle sedi istituzionali. Senza però un'opportuna mobilità, la valle rischia di essere sempre meno attrattiva per persone e aziende che vorrebbero sceglierla per allontanarsi dal caos e dai costi della città.
«La Valbisenzio – hanno reso noto i tre sindaci della Val Bisenzio, Bosi, Bongiorno e Morganti – è un’area di 200 kmq con 20mila abitanti. Un territorio attraversato in senso longitudinale dalla SR325, unica arteria di collegamento con un traffico veicolare giornaliero che supera abbondantemente i 20mila transiti. In questa fase storica, dopo gli anni della pandemia, la Val di Bisenzio attraversa un periodo particolarmente florido: risultano infatti in aumento gli indici demografici, non solo per le nuove nascite, ma anche per un fenomeno migratorio in ingresso; aumentano in modo rilevante le presenze turistiche, grazie alle opportunità di turismo ambientale slow e a nuove importanti realtà ricettive e risulta in incremento il numero degli occupati, grazie alla nascita di nuove imprese ed all’ampliamento di altre, tanto da rendere quest’area centrale e strategica - con un volume di affari di 7 miliardi di euro - nel distretto tessile pratese».
Eppure, il deficit delle infrastrutture del territorio rispetto ad altri è evidente.
«Le maggiori criticità – continuano i sindaci – si riscontrano in ambito sanitario, con ospedali sostanzialmente lontani. In più c'è la scuola: non esistono scuole oltre la secondaria di primo grado e le nuove riforme rischiano di mettere in discussione l'esistenza degli istituti comprensivi presenti, mettendo in dubbio l'autonomia scolastica. Si tratta di criticità che, considerata la vicinanza della città di Prato, potrebbero essere facilmente superate se il sistema integrato di mobilità si rivelasse all’altezza dei bisogni del territorio».
Ecco il focus: la mobilità. Come detto, la Valbisenzio è vicino alla città di Prato, dove risiedono tutti i servizi di cui necessita il cittadino. La distanza, però, è acuita da infrastrutture non all'altezza.
«Il trasposto su ferro presenta un'insoddisfacente frequenza di servizio. Il trasporto su gomma per insufficiente quantità e qualità del servizio non può rappresentare un’alternativa ottimale all’uso dell’autovettura privata. Ecco perché del continuo ingolfamento della SR325, con i prevedibili rischi per la sicurezza dei cittadini e del territorio. Le oggettive difficoltà di interconnessione con le aree metropolitane di Prato, Pistoia, Firenze e Bologna pregiudicano fortemente la qualità della vita degli abitanti della vallata ed in particolar modo di coloro che hanno necessità di spostarsi perché studenti, lavoratori dipendenti, pendolari, liberi professionisti con attività in città».
Il rischio concreto è che questa positiva fase storica di sviluppo economico e di incremento di popolazione rischia di arrestarsi davanti alle tante, troppe, criticità del sistema di mobilità.
«Per questo – concludono – abbiamo allo studio situazioni per decongestionare il traffico sulla sr325, dimezzare i tempi di percorrenza per raggiungere i servizi, e attrezzarci con una viabilità alternativa in caso di blocco della SR325. Siamo consapevoli che un’ipotesi del genere abbia bisogno dei giusti tempi di maturazione ma non intendiamo rinunciare alla nostra visione politica di voler superare quella condizione di territorio marginale, quell’idea di periferia e di area disagiata che non ci sentiamo più appartenere in vallata».



