L'idea che i servizi siano città-centrici è ormai vecchia e a sancire questo cambio di paradigma ci sono anche Poste Italiane con il nuovo progetto chiamato “Polis”. Il piano delle poste promette da qui al 2026 di andare oltre l’idea città-centrica tanto in voga a inizio anni 2000 che tutti i servizi per i cittadini debbano essere razionalizzati e accentrati nei grandi poli comunali a danno delle piccole aree fuori dalle città, che noi da anni raccontiamo su Metropoli Rurali. Una rivoluzione che, nemmeno a farlo apposta, va esattamente nella direzione che il nostro portale indica da almeno due anni a questa parte: il recupero attivo e concreto delle aree interne sia da un punto di vista abitativo che da un punto di vista dei servizi. “Polis”, secondo i piani, porterà tanti servizi in quelle aree che, al momento, ne sono sprovvisti.
Polis, infatti, andrà a coinvolgere circa 7mila uffici postali nei centri con meno di 15mila abitanti, puntando qui a promuovere una nuova coesione sociale, economica e territoriale dei piccoli centri urbani. Il progetto, finanziato con 800 milioni di euro del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr ma dal valore di oltre un miliardo, si propone di ridare centinaia di servizi a quei territori che da anni ne erano sprovvisti. I benefici, insomma, si preannunciano enormi. Prendiamo, ad esempio, gli abitanti del comune di Balme, in provincia di Torino: hanno il tribunale a una distanza di 65 chilometri, l’Inps a 39 chilometri, i carabinieri a 12 chilometri. Per ottenere 8 certificati oggi devono percorrere 241 chilometri. In futuro non sarà più così, troveranno ciò che cercano all’ufficio postale, con un beneficio per loro stessi e per l’ambiente.
A sottolineare l'importanza di questo cambiamento di rotta, da noi di Metropoli Rurali tanto auspicato ed atteso, è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha presenziato l'evento di lancio del progetto. «Il progetto Polis, sportello unico di Poste per tutti i comuni, è particolarmente a garanzia dei piccoli centri e dimostra la vicinanza alle persone e ai territori che l’azienda ha confermato in questi anni. Ed è un impegno a far sì che nessuno rimanga indietro. Il progetto di Poste ci ricorda che 16 milioni di persone vivono nei comuni con meno di 15mila abitanti: è un’Italia fondamentale, che copre l’8 per cento del nostro territorio e quindi una parte decisiva dell’Italia. Decisiva per lo sviluppo e l’equilibrio».
A Metropoli Rurali manteniamo sempre un certo scetticismo verso i grandi proclami ma, vista l'entità di questo progetto e la necessità di dover rendere conto all'Europa (per via dei finanziamenti Pnrr) siamo piuttosto ottimisti. Piano piano, vediamo concretizzarsi quel passaggio che andiamo a raccontare da anni di riscoperta e recupero attivo delle zone fuori dai grandi centri urbani. Aree molto importanti dell'Italia che, tuttavia, negli ultimi anni hanno quasi dappertutto mostrato segnali di decadimento: vuoi per il traffico ormai fuori controllo, i costi della vita sempre più alti, l'enorme difficoltà di poter godersi un angolo verde, un orto, uno spazio privato immerso nella natura. Tutte condizioni che, fuori dalla città, trovano possibilità di realizzazione molto maggiori.
Non manca però qualche nota amara: detto della validità del progetto Polis e di quanto potrebbe significare per le aree interne fuori dalla città, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha sottolineato come delle centinaia di sindaci accorsi da tutta Italia all'evento di presentazione, nessuno sia stato ascoltato o preso in considerazione nella formulazione del progetto. «Più volte durante la presentazione di Polis – scrivono da Anci in una nota –, ai sindaci è stato riconosciuto con grande enfasi il ruolo essenziale che svolgono nel rappresentare lo Stato a diretto contatto con i cittadini, in ogni angolo d’Italia. Peccato che in questa occasione i sindaci abbiano potuto fare solo da spettatori, visto che non è stata ascoltata la voce di nessuno di loro. L’Anci, apprezzando le finalità del progetto ‘Polis’, finanziato con i fondi del Pnrr, si rammarica per l’occasione perduta. Che purtroppo è la conferma che, come spesso accade, l’omaggio ai sindaci è più un rituale che un reale interesse alla collaborazione e all’ascolto del loro punto di vista».
Noi di Metropoli Rurali siamo profondamente interessanti allo sviluppo di questo progetto e lo seguiremo passo passo. Sperando davvero che si tratti di un cambio di tendenza importante verso quello che andiamo scrivendo da anni: la creazione di una Metropoli Rurale interna che offra una migliore distribuzione demografica sul territorio, minori costi per i residenti ed una maggiore qualità della vita.



