In questa estate 2023 di caldo africano opprimente diventa difficile pensare alle scorte di legna da ardere per l'inverno. Eppure, la crisi energetica di questi ultimi tempi ci ha insegnato che non pensare per tempo a come scaldarsi d'inverno può costare molto caro. Una condizione valida per tutti ma, in modo particolare, per chi non può permettersi salatissime bollette del gas come quelle viste l'inverno scorso. In tempi di difficoltà energetiche (ed ecomiche!) può essere opportuno riprendere in mano un'abitudine antica, oggi in grande parte colpevolmente abbandonata: il taglio della legna nei boschi.
Nel caso della legna da arder giocare d'anticipo può far risparmiare tempo e denaro. I più attenti, inoltre, ricorderanno come le scorte di legna e pellet per scaldare stufe e caminetti arrivarono a quotazioni spaventose lo scorso inverno. Non solo: è anche opportuno andare a ripassare quali sono le regole per potere accedere autonomamente, rispettando legge e natura, al taglio del legno dei boschi.
Legno autoctono: non per tutti
L'attività del taglio legna nei boschi è regolamentato da norme derivanti dal “diritto legnatico”, che in origine stabiliva norme di raccolta e quantità di legna spettanti ad ogni residente. Ad oggi il diritto legnatico è stato sostituito del decreto forestale numero 34 del 2018: una legge piuttosto complessa che vede un'interessante analisi raggiungibile al link di seguito: https://rgaonline.it/article/il-decreto-forestale-n-34-del-2018-una-legge-sul-bosco-o-sulla-produzione-di-legname/ Tuttavia, essendo l'Italia il paese delle eccezioni e della burocrazia, numerose regolamenti regionali aggirano o modificano alcuni dettami della legge nazionale.
É facile, infatti, rilevare elementi contraddittori o in conflitto tra quanto affermato nel testo unico nazionale e quanto regolamentato dalle Regioni. Risulta quindi impossibile tracciare una guida comune in tutta Italia che regolamenti il taglio della legna. La soluzione? Occorre chiedere informazioni nel comune di residenza, prima di incappare in multe o peggio. Una regola generale, però, è prevista: per tagliare la legna nel bosco occorre essere residenti nello stesso comune. Presentarsi con una motosega e iniziare a tagliare arbusti rappresenta un grave illecito, oltre che un atto potenzialmente pericoloso per se e per gli altri. Fare legna da ardere autonomamente può risultare un risparmio vitale per tutti coloro che non intendono (o non possono) provvedere al pagamento di bollette energetiche insostenibili come quelle viste lo scorso inverno.
Non solo legna da ardere
Il diritto di legnatico, normato da legge nazionale e regolamenti regionali, prevede anche di poter accedere alla legna boschiva del proprio comune anche per ristrutturare la casa. É infatti previsto un cosiddetto “assegno annuale” di legno misurato in metri cubi se sono conifere, in quintali se si tratta di latifoglie. Le quantità sono decise dai comuni, in relazione alle loro proprietà boschive". In ogni caso, ribadiamo, si deve essere autorizzati per tagliare la legna del bosco: no, dunque, ad iniziative personali spontanee. In molte località alpine è ancora presente una figura di riferimento, quella del guardaboschi: una delle sue mansioni è quella di indicare la zona dove la legna può essere tagliata o meno.
Un'abitudine in disuso
Sempre più persone, anche quelle che ne avrebbero diritto, non hanno più l'abitudine a tagliare la legna per riscaldarsi, nonostante la crisi energetica. Un'interessante testimonianza arriva da Luigi Casanova, addetto forestale trentino per 40 anni ed oggi presidente onorario di Mountain Wilderness Italia. «Negli anni '80 – rivela Casanova al Quotidiano Nazionale – in un comune del Cadore gestivo più di 300 persone su 2500 residenti che andavano a fare legna. Ad ognuno di loro era assegnato una parte di bosco dove potevano far legno. Nel 2018, a fine carriera, erano appena 100 le persone su quasi 3000 abitanti totali. Le persone si sono, in massa, allontanate dalla gestione del bosco. Questo abbandono culturale e del lavoro manuale è qualcosa di deleterio che pagheremo tutti se non lo recupereremo in tempo».
Come tagliare la legna: non saremo noi a dirvelo
Un'ultima considerazione è necessaria: volutamente questo articolo non terminerà con una guida su come tagliare la legna nel bosco. Si tratta di una pratica per le quali è necessaria esperienza e manualità. Non è il nostro sito di informazione, ne qualsiasi altro, il luogo giusto dove imparare a padroneggiare una pratica così delicata.



