Aria di Natale ma anche... aria di smog in pianura. E che smog! La prolungata alta pressione atmosferica di questi giorni ha avuto, come conseguenza, un deciso aumento della concentrazione di inquinanti che si registrano nelle nostre città di pianura. Come molto spesso accade, la Pianura Padana è stata per giorni al primo posto nelle (poco invidiabili) classiche sull'inquinamento di tutta Europa. L'arrivo di forti venti di Föhn nella giornata di venerdì, però, ha fortemente rimescolato l'aria, pulendola dalle polvere sottili. Dove il vento non è arrivato, i valori di inquinamento dell'aria sono rimasti molto alti. Dove? Soprattutto in Toscana, in particolar modo nelle province di Pistoia, Prato e Firenze. Risultato: un'aria pessima da respirare per milioni di persone, prima nel nord Italia e poi anche nel centro nord. Un primato molto italiano: su buona parte d'Europa, infatti, i venti atlantici riescono a smuovere l'aria e a spazzare via l'inquinamento più frequentemente in Italia dove, negli ultimi mesi, l'alta pressione stabilizza per giorni e giorni il tempo atmosferico.
Inquinamento: perché proprio in pianura?
Le zone di pianura sono quelle più soggette ad inquinamento dell'aria. Il clima di questi ultimi giorni non ha affatto aiutato. Il ristagno di agenti inquinanti è da ricercarsi nelle prolungate condizioni di inversione termiche in pianure favorite dall’assenza di vento e pioggia. L'aria inquinata tende a concentrarsi verso il basso, verso le pianure: l’inversione termica di questi giorni, appunto, si traduce in aria relativamente fredda e pesante al suolo sovrastata da aria più calda (e più leggera) sopra. Non a caso, in questi giorni, in pianura sono state registrate temperature minime e massime più basse rispetto alle località di montagna, dove spadroneggia il sole e l’aria tiepida.
In questo modo gli inquinanti come PM10, PM2.5 e biossido di azoto ristagnano in basso. I valori di PM10 negli ultimi giorni a Pistoia sono stati sconfortanti: nella giornata di mercoledì in città sono stati toccati i 120µg/m3 (microgrammi per metro cubo), mentre giovedì 21 dicembre si è arrivati intorno ai 70 g/m3 sia nel capoluogo che nelle località della vicina Valdinievole.
Aria (molto) malsana
Secondo l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite soglia per la salute umana indicato dall’OMS è di 50 µg/m3. A Pistoia, insomma, ma anche a Montecatini, Prato e Firenze si sta respirando aria di pessima qualità. Il nord Italia è stata “salvata” dai venti da nord a partire dal 22 dicembre, ma ha avuto a che fare con aria ancor più inquinata praticamente da metà dicembr ein poi.
Le mappe per prevedere lo smog
In Toscana, i valori di inquinamento previsti per i giorni successivi sono facilmente consultabili da tutti: da alcuni giorni, sul sito internet del Lamma (Acronimo per «Laboratorio di Meteorologia Modellistica Ambientale») sono disponibili gratuitamente le mappe del modello atmosferico CAMx. Nella sezione «qualità dell’aria» si possono visionare, ora per ora, la stima di concentrazione dei principali inquinanti atmosferici su tutto il territorio toscano per 72 ore. Prodotti simili sono disponibili anche per le province del nord Italia sui siti delle varie agenzie per il controllo del territorio regionale, come ad esempio gli enti “Arpa” (acronimo per Agenzia regionale per l'Ambiente).
Un problema tutto della pianura
L'inversione termica cambia di zona in zona e di momento in momento. Tuttavia, nove volte su dieci, l'aria viene schiacciata verso il suolo nei primi 150-200 metri di quota. Sopra questa fascia, quasi sempre l'aria è soggetta al rimescolamento e presenta quantità minime di inquinanti, in assenza da fonti di particolato come, ad esempio, centrali a carbone, acciaierie, fabbriche, etc.
Anche in questo caso, insomma, torniamo a sottolineare un beneficio delle zone collinari o, ancora meglio, di montagna dove lo smog è praticamente impossibile da registrare. Questo perché, per loro natura, le particelle inquinanti sono più pesanti e tendono naturalmente a scivolare verso il basso, verso valle, liberando gli strati d'aria superiori. Quando ci si gode una boccata d'aria di ossigeno in altura, lontano dalla città, si intende anche questo.



