Il giornalismo generalista, specialmente quello su internet, è ormai un guazzabuglio dove si trova tutto e il contrario di tutto. Nove volte su dieci, i siti che tentano di fare informazione online producano soprattutto sensazionalismo in malafede. Troviamo così titoloni “strillati” volutamente esagerati, con testi spesso raffazzonati e tendenziosi.
Solo la minoranza, uno su dieci, offre spunti interessanti e soprattutto verificati, con citazioni di fonti e rimando ai siti da dove si colgono le notizie principali.
É anche per questo che sulla questione climatica ci sentiamo in dovere di fare un po' di chiarezza e cercare di capire lo stato delle cose. Il clima e i suoi cambiamenti sono un tema molto dibattuto sia dalla comunità scientifica che dal mondo dell'informazione. Da più parti si legge di un possibile clima europeo ormai al collasso, di cambiamenti radicali pronti a piombarci addosso dall'oggi al domani, portando ad esempio l'ondata di calda del luglio 2023 come prodromo di un possibile cataclisma alla “The Day After Tomorrow”.
Ovviamente non è così. Le cose sono, come molto spesso succede, un po' più complesse.
Amoc: il nastro trasportatore della Corrente del Golfo
Le motivazioni del collasso del clima europeo, si legge da più parti in rete, viene attribuito al cosiddetto Amoc, acronimo per “Atlantic meridional overturning circulation”.
L'Amoc è un complesso sistema di movimenti di acqua oceanica nell'Atlantico alla base della Corrente del Golfo. Questa sigla, Amoc, è tornata in auge dopo che un articolo pubblicato lo scorso 25 luglio su “Nature Communications” ne ha annunciato un suo imminente blocco. Secondo i calcoli del team autore della ricerca, capitanato da Susanne Ditlevsen dell'Università di Copenaghen, la circolazione potrebbe fermarsi già nel 2025, e comunque non oltre il 2095.
La convinzione dei ricercatori parte dal fatto che l'Artico si sta riscaldando fino a quattro volte e mezzo più velocemente rispetto al resto del pianeta, motivo per il quale i ghiacci della regione si stanno sciogliendo ad una velocità mai vista prima. Anche la calotta glaciale della Groenlandia si sta restringendo rapidamente, immettendo sempre più acqua dolce nel mare.
Una grande quantità di acqua, quella dei ghiacci, meno densa di quella salata oceanica. É proprio questa dinamica di scioglimento dei ghiacci che potrebbe intaccare l'Amoc.
Se l'Amoc, e di conseguenza la Corrente del Golfo, si bloccasse improvvisamente, le conseguenze sarebbero oggettivamente brutali: il clima Europeo potrebbe effettivamente avvicinarsi a quello di Canada e Stati Uniti settentrionali nel giro di pochi anni. Basta ricordare che Napoli è all'incirca alla stessa latitudine di New York e che gli inverni nelle due città sono ben diversi a livello di freddo e neve.
Amoc bloccata così velocemente?
In realtà sulla velocità di un eventuale blocco di Amoc c'è un grande dibattito in corso. Molti sono gli studiosi che ritengono come la corrente del Golfo non sia semplicemente una questione di densità dovuta a più o meno sale concentrato. Su una cosa però c'è una certa unicità di veduta: «Di fronte al continuo riscaldamento, l'Amoc rallenterà. Questo è un dato molto solido – sostiene il climatologo Hali Kilbourne del “Centro di Scienze Ambientali dell'Università del Maryland” in un intervista rilasciata a Wired.Us –. L'incertezza, e il punto su cui la scienza deve ancora fare chiarezza, è il quando. Ma credo che quando lo capiremo, sarà già successo».
E il caldo anomalo cosa c'entra?
Il caldo anomalo del continente europeo registrato quest'anno a luglio e l'anno scorso durante buona parte del trimestre estivo sarebbero tra le concause del rallentamento di Amoc, non il risultato. Anche perché, come descritto, è più probabile che un rallentamento o un blocco di Amoc porti temperature più basse in Europa (specialmente d'inverno) e ancor più calde ai tropici, non il contrario.
Quello che vogliamo sottolineare, per concludere, è di stare attenti a non banalizzare troppo dinamiche estremamente complesse che hanno una storia di studi molto recente e “nuova”. Soprattutto, prestare molta attenzione e prendere con la dovuta cautela i titoli e gli articoli che promettono di avere la verità in tasca. Nel mondo scientifico l'esercizio del dubbio è una costante, ed è estremamente difficile ottenere un dato certo, assoluto e semplificato di un sistema altamente complesso come il clima.



