Due dati a bruciapelo: trenta gradi registrati a gennaio a Gavarda, in Spagna, e trenta gradi toccati in Virginia, Stati Uniti, sempre a gennaio. Per completare il quadro possiamo aggiungere i 20 gradi raggiunti a Kinlochewe in Scozia (+19.6, per la precisione, il giorno 28 gennaio), nuovo record assoluto di temperatura mensile per la Gran Bretagna.
Qualche altro dato: in Francia, nella giornata di giovedì 25 gennaio 2024, si sono registrati 25.8 gradi a Ceret, nella regione dell’Occitania, mentre a Le Luc, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il termometro è salito fino a 22.7. Caldo anche in Svizzera la colonnina di mercurio ha toccato i 22 gradi a Biasca, nel Canton Ticino, ai piedi delle Alpi.
Nel nostro paese, pur senza record assoluti di caldo, prosegue indisturbata una primavera senza fine, costellata da giornate soleggiate, qualche nebbia in pianura (con aria pessima, impregnata di inquinanti) e nessuna neve sugli Appennini. Le Alpi, in quota, si salvano, ma lo zero termico costantemente sopra i tremila metri (come è di norma ad aprile...) sta complicando le cose anche da quelle parti.
Perché il caldo è preoccupante?
I record di caldo non sono preoccupanti presi a se stanti. Le problematiche arrivano da altri aspetti. In primis c'è la frequenza con la quale i record di caldo vengono raggiunti in tutto il globo, Europa e Stati Uniti in primis. C'è anche da considerare la velocità in cui le temperature medie stanno salendo. A 30 gradi in Spagna a gennaio non si arriva in due ore: i record di caldo di questo genere necessitano di giorni di sopra-media sia prima che dopo la registrazione del picco di temperatura. Inoltre c'è il problema probabilmente più importante: i record di caldo significano surplus di energia nell'aria e sulle acque superficiali dei mari. Un Mediterraneo più caldo d'inverno significa partire con un surplus di energia che, visto la tendenza all'aumento delle temperature anche d'estate, difficilmente riuscirà a smaltirsi.
Caldo significa energia, energia significa eventi meteo più estremi
L'equazione, pur con qualche semplificazione, è piuttosto lineare. Le temperature più elevate della superficie del mare forniscono l'energia necessaria per alimentare dai semplici temporali in mare fino ad arrivare agli uragani e alle tempeste tropicali. Aumentando la temperatura della superficie del mare, si va ad aumentare l'energia disponibile per la formazione e l'intensificazione di questi eventi meteorologici estremi.
Caso Italia, dove diventerà più difficile vivere
Secondo noi, le ondate di caldo estreme, sempre più frequenti d'estate e di inverno, andranno a rendere più complicata la vita nelle grandi città. In alcune di queste, specialmente al nord in Pianura Padana, ricevono l'aria peggiore di tutte sia nella stagione calda che in quella fredda. Prendiamo ad esempio Milano: d'inverno, durante i lunghi periodi di alta-pressione, le polveri sottile rimangono nei bassi strati, schiacciate dall'atmosfera e non rimescolate a causa dell'assenza di vento. D'estate, durante le rimonte di caldo africano, all'aria già calda si aggiunge l'effetto “isola di calore”, che porta ad un surplus di temperatura tra 1 e 3 gradi a seconda dei momenti.
La soluzione? Colline e campagne
Non vogliamo semplificare una dinamica complessa ma è innegabile che basti spostarsi di poco per beneficiare di un clima più sano e gradevole per l'essere umano. Nel 90% dei casi, gli inquinanti e l'aria ristagnante rimane tale tra gli 0 e i 300 metri di quota. Sopra di questa altitudine, infatti, si è solitamente al di sopra dalla maggior parte degli inquinanti durante le lunghe fasi di alta pressione invernale, sempre più frequenti nel nostro clima. D'estate, invece, allontanarsi dall'isola di calore urbana permette di poter godere di temperature meno estreme, specialmente di notte. È importante sottolineare però che il cambiamento climatico è una sfida globale e che nessuna regione è completamente immune agli impatti. Lo migrazione climatica, insomma, deve essere condotta e pensata attraverso una ricerca approfondita, valutando attentamente tutte le considerazioni personali e professionali.



