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Il Mondo è pronto per una legge sull'ecocidio? Tra gli abitanti dei suoi paesi membri si direbbe di si, ma la strada è ancora molto lunga. Iniziamo, però, con le nozioni: con ecocidio, si intende l'intenzionalità nel danneggiamento e nella distruzione del tutto o in parte di un ecosistema o di un ambiente naturale. L'uomo, dalla rivoluzione industriale in poi, ne sta commettendo a ciclo continuo. Ed è per questo che un sondaggio Ipsos (società multinazionale di ricerche di mercato e consulenza con sede a Parigi) ha provato ad indagare tra i cittadini residenti nel cosiddetto G20 (con il quale si intendono Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione Europea). 


L'indagine mostra che il 72% dei cittadini è favorevole alla criminalizzazione delle azioni che causano gravi danni irreversibili a lungo termine alla natura o al clima da parte di alti funzionari governativi o dirigenti d'azienda. In altre parole, la stragrande maggioranza dei cittadini vorrebbe una “legge sull'ecocidio”.

 

Dalla teoria alla pratica
Il G20 è un gruppo informale internazionale di stati e, di certo, non può legiferare alcunché. Questo spetta ai governi dei singoli paesi o, al più, all'Unione Europea per gli stati che ne fanno parte. Come spesso accade, gli stati hanno introdotto norme a sostegno dell'ambiente in ordine sparso. In Belgio, ad esempio, dal 2024 l'ecocidio è stato riconosciuto come reato federale. Molti altri stati, tra cui Francia, Italia, Paesi Bassi e Brasile, sono indietro con i lavori legislativi e si sono limitati solo a proporre delle leggi non ancora ratificate dai rispettivi parlamenti. 


La preoccupazione sulla salute del Pianeta in termini ambientali è molto diffusa. Il 59% degli intervistati si dice molto o estremamente preoccupato per lo stato del pianeta. Il 69% è d'accordo sul fatto che la Terra si stia avvicinando a punti di rottura legati al clima e alla natura a causa delle attività umane, mentre il 53% si sente molto o parzialmente esposto ai rischi climatici e ambientali. I dati pubblicati a giugno dallo stesso sondaggio hanno mostrato che il 71% ritiene che sia necessaria un'azione urgente - entro questo decennio - per affrontare i rischi ambientali e ridurre le emissioni di carbonio.

Italiani, tra i più preoccupati 
Facciamo adesso un focus nel sondaggio Ipsos su cosa pensano i nostri connazionali. A seguito delle ripetute ondate di caldo estive, unite ai temporali sempre più estremi che si registrano nel nostro paese, gli italiani si dichiarano estremamente preoccupati sulla questione ambientale: ben l'88% dei nostri connazionali, infatti si dice estremamente-molto o parzialmente preoccupata per lo stato della natura. Il 62% degli italiani, invece, ritiene che il Pianeta si trova vicino ai punti di rottura riguardo per esempio ai ghiacciai e alle foreste pluviali. Appena il 32% pensa che la tecnologia possa risolvere i problemi ambientali senza che l’uomo apporti grandi cambiamenti al suo stile di vita e, dato sconfortante ma condivisibile, solo il 27% pensa che il governo nazionale stia facendo abbastanza per lottare contro il cambiamento climatico.

Tutti d'accordo. E allora cosa aspettiamo?
Le difficoltà sono numerosissime nel legiferare a favore dell'ecologia perché in gioco ci sono enormi interessi economici, in Italia come altrove. Quasi sempre, le leggi che proteggono l'ambiente richiedono misure che possono penalizzare alcuni settori economici, come l'industria, l'agricoltura intensiva e l'energia fossile. Gli stessi settori sono forti di una potente influenza politica e lobbistica, rendendo difficile l'approvazione di leggi che potrebbero limitare la loro attività.Inoltre, l'implementazione di politiche ecologiche efficaci richiede una visione a lungo termine, che spesso contrasta con la logica politica dei cicli elettorali. Con l'ecologia, insomma, difficilmente si vincono le elezioni. Tutto questo continua, purtroppo, ad alimentare il circolo vizioso in cui noi e il nostro pianeta ci siamo avvitati. 

 

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