Persone al mare che si godono la spiaggia come fossimo a inizio settembre; passeggiate in montagna con abbigliamento primaverile. In questo inizio 2024, l'inizio di novembre somiglia più che altro ad mese di giugno qualsiasi. Va bene? Assolutamente no. L'antropologo Pietro Lacasella ha scritto un lucidissimo articolo sul blog Alto Rilievo – Voci di Montagna che vi consigliamo di andare a leggere. Lacasella sottolinea come l'attuale società, in un contesto di svariati gradi al di sopra delle medie climatiche stagionali, percepisca una «sensazione di benessere, riflesso nitido di una società che per godere nel presente è disposta a sacrificare il futuro».
Lacasella centra il punto: assistiamo ad un disastro che, tuttavia, risulta piacevole nel breve termine: passeggiate in montagna a maniche corte, sole godibilissimo, riscaldamenti spenti. Si sta bene, e si risparmia anche. Lacasella riporta una serie di dichiarazioni della meteorologa professionista Sofia Farina con la quale ha compiuto una passeggiata in montagna nei giorni scorsi. «Nei dati riportati – si legge – , le percezioni hanno preso concretezza: avevamo infatti camminato in una giornata torrida, con lo zero termico oltre i 4000 metri a novembre. E lo avevamo fatto con grande spensieratezza, commentando solo di tanto in tanto il piacevole calore che rinfrancava le braccia scoperte. Le condizioni che abbiamo osservato negli ultimi giorni e che ci aspettiamo dai prossimi guardando agli output dei modelli meteo-climatici sono da piena estate, non da inizio novembre, e infatti le carte dell'anomalia termica sono tinte di colori caldi, che segnalano temperature di svariati gradi al di sopra delle medie climatiche stagionali».
Eppure, il risultato è spettacolare in termini edonistici: giornate splendide, aria limpida temperature apparentemente perfette. Lacasella sottolinea: «Mentre camminavamo allegramente, una larga parte dei ghiacciai alpini spandeva acqua nelle valli in una fusione tardiva. Questa consapevolezza è ora fonte di inquietudine, soprattutto perché quel calore era appunto piacevole. Un piacere profondo, che si rinvigoriva di passo in passo fino a trasformarsi in un benessere effimero, riflesso nitido di una società che per godere nel presente è disposta a sacrificare il futuro. Provare piacere per una situazione anomala non è normale: eppure è una dinamica pervasiva, che rallenta la comprensione dell’emergenza climatica».
L'altra faccia della nostra passeggiata in alta montagna novembrina in maniche corte è il disastro di Valencia: quel “solicino” novembrino ma caldo che ci siamo goduti sulle montagne italiane, quel clima gradevolmente mite è la coda del calore eccezionale immagazzinato dai nostri mari nel corso di questa estate. L'estate eccezionalmente calda e il calore acquisito dal Mar Mediterraneo sono purtroppo concause della tremenda alluvione in Spagna. Il clima, insomma, mostra le sue due facce: da una parte giornate eccezionalmente calde a novembre, dall'altro un'alluvione capace di far cadere il quantitativo di pioggia che cade in un anno in mezza giornata. Cos'altro dovrà accadere per prendere veramente coscienza di quanto sta velocemente sta cambiando il clima?



