La montagna toscana ed emiliana sono pronte a salpare l'ancora verso la stagione invernale, fatta di neve, sciatori, turismo e introiti dopo i due anni di “zero” o quasi dovuti al Covid-19. Ad Abetone, ad esempio, sono stati acquistati ed installati cannoni spara-neve di ultima generazione. Un investimento molto importante in questa fase incerta, a dimostrazione dell'ottimismo degli operatori del settore verso i possibili ritorni economici di questo inverno.
«Quelle in nostro possesso sono previsioni di gradimento da parte del pubblico più che buone – conferma Rolando Galli, presidente del Consorzio APM e della Società Abetone Funivie –, abbiamo anche registrato un incremento della vendita degli skipass stagionali che è sicuramente ben augurante. Quest'anno chi sceglierà di venire a sciare ad Abetone troverà un nuovo impianto di innevamento artificiale di cui andiamo molto fieri e che aumenterà ulteriormente la qualità dell'innevamento a terra».
A frenare tutto questo però rimane il problema dei lavoratori, che mancano come il pane in questa fase di vigilia della stagione invernale. A lanciare nuovamente l'allarme è il vicesindaco di Abetone, Andrea Formento. «Crescono nelle aziende del settore legato al turismo le preoccupazioni per una ormai cronica difficoltà di trovare personale da occupare nelle proprie attività. La montagna è in grado di dare una risposta concreta ai numeri preoccupanti che periodicamente vengono riportati sui dati della disoccupazione ma è impossibilitata a ciò dalla totale assenza di domanda di lavoro».
Solo nel comprensorio sciistico di Abetone sono decine le posizioni di lavoro aperte. Nonostante i tanti appelli, continua a mancare forza lavoro.
«Dopo l’allarme lanciato questa estate da parte di alcuni operatori – continua Formento –, tra cui il proprietario dell’hotel Regina, ancora oggi la situazione dell’offerta di posti di lavoro stagionale presso le aziende del nostro comprensorio è di decine di unità, offerta che però non trova riscontro in nessun tipo di domanda di occupazione. Il rischio è di vedere, come già successo in altre località, aziende che diminuiscono i propri servizi offerti ai turisti».
Quali le cause? Alcuni puntano il dito contro la scarsa retribuzione da parte dei datori dei lavori, ma Formento punta il dito altrove, visto che ad Abetone gli stipendi mensili per la stagione partono solitamente dai 1600 euro al mese netti.
«Le cause sono molteplici – conclude Formento – ma non sono riconducibili ad una scarsa appetibilità economica in quanto le offerte sono assolutamente in linea con i contratti di categoria ed anzi spesso sono accompagnate da benefit quale la possibilità di usufruire di vitto ed alloggio. Sono quindi cause esterne al nostro territorio che frenano l'occupazione. Cause, come il reddito di cittadinanza avuto fino adesso, sulle quali il dibattito sociopolitico a livello nazionale è quotidiano. Il nostro è un nuovo grido di allarme, lo facciamo forte e chiaro. Il nostro messaggio vuole essere di aiuto a chi cerca occupazione, a discapito di forme di assistenza diverse, che alla lunga non possono dare risposte concrete alle proprie aspettative professionali. Ai giovani e ai meno giovani dico: pensateci. Una stagione invernale al lavoro ad Abetone può essere un importante passaggio della propria carriera».



