Anche la frutta è sulla via di diventare un bene di lusso. Complici i cambiamenti climatici, in Italia la frutta sta subendo rincari tra il 10% e il 15% rispetto al 2022, secondo i dati raccolti da Coldiretti. Il motivo? Molto semplice: la frutta scarseggia e quella che si trova, ovviamente, registra prezzi alle stelle. Un peso importante in questa dinamica ce l'ha avuta la disastrosa alluvione di maggio in Emilia Romagna, ma c'è anche altro, come vedremo tra poco.
L'alluvione e i suoi danni
In quel cataclisma, sono andati persi molti prodotti di stagione come pere, mele, susine e kiwi: frutta all'epoca dei fatti in piena fase di maturazione che era pronta per il raccolto e per essere poi venduta. Con gli ortaggi non è andata molto diversamente. Diminuzione del raccolto e rincari sono andati sostanzialmente di pari passo anche per questo tipo di prodotti. Nel mese di luglio, i prezzi della frutta e della verdura sono aumentati rispettivamente del 13,8% e del 19,8%. In termini assoluti ogni famiglia, per mangiarla, ha dovuto spendere nei primi sette mesi dell’anno 390 euro in più contro i 195 nei primi sette mesi del 2022.
Insieme all'alluvione, l'aumento dei prezzi è stato anche favorito dalle prolungate siccità che hanno colpito il nostro paese, unite alle lunghe ondate di caldo anomalo che hanno reso estremamente complicata la resa dei prodotti della terra. Vista la gravità dei danni subiti da molti frutteti emiliani e romagnoli, gli esperti temono che serviranno almeno 4/5 anni per far tornare a pieno regime i raccolti.
Coldiretti spiega i rincari
«Dal campo alla tavola – spiega Coldiretti, sezione Toscana, interpellata sul caro-prezzi – il prezzo si moltiplica e non certo per colpa degli agricoltori che si accollano tutti i rischi e gli incrementi dei costi di produzione come concimi e mezzi tecnici, compreso quello per il gasolio per le pratiche agronomiche, che da più di un anno divorano i già risicati margini di guadagno. Più ci sono passaggi tra l’agricoltore ed il consumatore e più il costo di quel determinato prodotto aumenta e questo avviene in condizioni normali, ma quando si inseriscono elementi straordinari come inflazione, fattorie climatici e quindi anche speculativi, il prezzo al dettaglio è ancora più instabile». Nel calderone dei rincari, vanno in effetti valutati anche due altri aspetti: inflazione e speculazione sui vari livelli della filiera. Non tutti i produttori speculano, ma è indubbio che alcuni lo abbiano fatto.
Alcuni consigli per risparmiare
Per evitare almeno in parte i salassi su frutta e verdura, il suggerimento principale è non frequentare un unico punto vendita ma girare per i negozi. Laddove si abbia tempo, più si cambiano i punti vendita e più si ha la possibilità di trovare prezzi concorrenziali. Si eviti, poi, di riempire troppo il carrello, ossia di fare tanto magazzino. Quella di inserire frutta e verdura in quantità elevate potrebbe essere, alla lunga, una strategia controproducente.
Per quanto riguarda frutta e verdura, nei supermercati è bene abbassare lo sguardo tra i prodotti in vendita. Questo perché i prodotti delle aziende che pagano di più sono posizionati ad altezza occhi. Quelli, invece, meno famosi finiscono negli scaffali in basso, più nascosti. É proprio lì, però, che spesso si trovano i prezzi più vantaggiosi. Infine, il consiglio più prezioso di tutti, tanto semplice quanto verificato: mai andare a fare compere con i figli e senza aver mangiato. Questo perché, è scientificamente provato, a stomaco vuoto e con i bimbi, si tende a comprare e spendere più del necessario.



