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É stata per lungo tempo la locomotiva d'Europa, ma adesso è in evidente affanno. L'economia tedesca è ufficialmente in recessione. A certificarlo è arrivata dall'ufficio nazionale di statistica tedesco, il loro “Istat” in pratica. Il prodotto interno lordo tedesco, PIL in altre parole, si è contratto: -0,3% rispetto all'anno precedente. Un calo decimale, è vero, ma che segna come l'Europa sia sempre meno a trazione tedesca. Secondo il Fondo Monetario Internazionale il dato sul PIL tedesco è il peggiore registrato tra le economie avanzate. Per contro il nostro dovrebbe attestarsi (condizionale d'obbligo perché si tratta ancora di stime) tra il +0.7% e il +1% circa. 

Italiani: c'è poco da rallegrarsi
L'economia europea non è una competizione: il calo della Germania rischia di danneggiare anche le economie delle nazioni che hanno più legami con essa. Quella italiana, ad esempio, non fa eccezione. Non solo. Una recessione tedesca rischia di avere conseguenze anche nel resto dell’Unione: sia per questi rapporti industriali, sia perché tutti i paesi europei esportano molto in Germania. Lo vedremo più avanti in questo articolo.

I motivi di un calo 
Secondo quanto riporta l'ufficio statistica il caldo del PIL è da ricercarsi soprattutto nei rincari del costo della vita. Un po' come in Italia, insomma, i prezzi sono ancora molto alti e gli stipendi non hanno recuperato il potere d’acquisto. E, anche come in Italia, l'aumento dei tassi d'interesse per tenere a bada l'inflazione non ha aiutato: a patire di più sono stati i mercati immobiliari, le costruzioni e tutta la filiera di investimenti privati che necessitano di cifre in prestito dagli istituti bancari per iniziare. 

Non è tutto: la Germania, ancor più dell'Italia, è rimasta coinvolta dalla crisi energetica attivatasi con la guerra in Ucraina. La sua industria è fortemente energivora, ossia ha bisogno di molta energia per funzionare, e dipende dai combustibili fossili più di quelle degli altri paesi dell’Europa occidentale. Il calo di questi ultimi mesi del prezzo della materia prima non toglie che le quotazioni siano ancora alte. Altro “calcio” all'economia tedesca è da ricercare nel forte rallentamento dell'economia cinese, da molti anni un mercato di riferimento per le esportazioni tedesche.

Il confronto con le altre 
Come detto, per l’Italia le stime sono di una crescita minima dello 0,7 per cento, per la Francia dell’1 per cento e per la Spagna addirittura del 2,5 per cento. In generale, il Fondo Monetario rileva che quella tedesca sia l'economia più in difficoltà d'Europa. 

I legami economici tra Italia e Germania
La Germania è uno dei principali partner commerciali dell'Italia e viceversa. Le esportazioni italiane verso la Germania comprendono molti prodotti, tra cui moda, design, automobili e macchinari. D'altra parte, la Germania esporta macchinari, prodotti chimici, veicoli e attrezzature industriali in Italia. la collaborazione tra Italia e Germania si estende agli investimenti diretti. Molte aziende italiane hanno stabilito filiali o partnership con imprese tedesche, e viceversa. Questi investimenti incrociati non solo creano posti di lavoro e stimolano lo sviluppo economico, ma favoriscono anche lo scambio di conoscenze e competenze. Il settore manifatturiero è un esempio tangibile di questa collaborazione.

L'industria automobilistica, ad esempio, vede joint venture e collaborazioni tra aziende italiane e tedesche, contribuendo alla produzione di veicoli di alta qualità e all'innovazione tecnologica. Un circolo virtuoso, quando il vento è favorevole, ma che rischia di trasformarsi in un boomerang quando una delle due economie scivola verso il basso. 

 

 

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