Metropoli Rurali
AKB s.r.l.c.r
Loc Case Bezzi 30 - 51020 - Sambuca Pistoiese (PT)
P.iva/C.F. 01791770470
Di quei luoghi immersi nel verde si erano innamorati tanti anni fa: a Frassignoni, non lontano da Pracchia, avevano comprato casa quasi mezzo secolo fa. Lì vivevano il paese ogni giorno, lì avevano scelto di godersi la pensione, lontano dal traffico e dal caos di Bagno a Ripoli, dove erano formalmente residenti.
Tutta la valle del Reno piange Andrea Bresci e Gabriella Massini, deceduti martedì in un tragico incidente stradale a Pracchia. Secondo una prima ricostruzione, Bresci alla guida avrebbe subito un malore prima di perdere i sensi e schiantarsi con la sua auto contro una casa. Salvo per miracolo il nipotino di 11 anni.
Una notizia shock per il paese. A Frassignoni i coniugi Bresci erano stimati e conosciuti da tutti, ma i loro volti erano ben noti anche a Pracchia. Andrea è stato da anni parte attiva della Pro Loco, prima che un problema al cuore patito tre anni fa lo costringesse ad abbandonare alcune delle sue attività preferite Quello stesso cuore che poi, martedì, lo ha tradito definitivamente.
La notizia ha scosso tutta la valle del Reno: dopo che in tanti avevano visto l'elisoccorso Pegaso in volo sul paese di Pracchia, tutti avevano capito la gravità dell'accaduto. «E' stato tutto un via vai di telefonate per capire chi fosse coinvolto. Poi quando è stato chiaro chi fossero, le persone non volevano crederci Andrea e Gabriella ci avevano lasciato» ci ha raccontato una commerciante.
I coniugi Bresci erano soliti lasciare Bagno a Ripoli per Frassignori con la bella stagione, all'incirca da aprile fino ad autunno inoltrato da quando entrambi erano in pensione, mentre prima ancora i soggiorni erano limitati ai fine settimana e alle ferie estive. Da alcuni anni, però, erano praticamente stabili su quei monti. «Vivevano il paese come fossero sempre stati qui – racconta un residente –, non stavano semplicemente in villeggiatura. Mia mamma li conosceva bene, ha pianto quando ha saputo cosa è successo». Noi ci uniamo al dolore della famiglia per questa doppia tragedia.
I cantieri non apriranno prima della prossima primavera, ma la preoccupazione tra i residenti e i lavoratori della montagna è già alta: il tunnel stradale del Signorino, passaggio fondamentale della strada Porrettana, chiuderà per circa un anno.
Se da una parte c'è soddisfazione per la realizzazione di necessari interventi di manutenzione alla galleria, dall'altra c'è la paura che il blocco della galleria possa contribuire all'isolamento di alcuni territori a monte del tunnel: Sambuca Pistoiese e le frazioni di Stabiazzoni, Bellavalle, Pavana, con le relative case sparse saranno le aree che subiranno più disagi.
Il percorso alternativo prevede il passaggio dalla vecchia via Bolognese, che si inerpica sulla montagna per nove chilometri tra Signorino e Spedaletto. Per percorrerlo sono necessari nove chilometri di tornanti e curve strette, con un tempo di percorrenza di circa 15 minuti. In questo modo, da Sambuca Pistoiese ad esempio, si raggiungerà Pistoia in quasi 40 minuti! E poi c'è la questione dei camion e dei mezzi pesanti, che quotidianamente percorrono la SS64 Porrettana e che, col tunnel chiuso, dovranno inerpicarsi sulla vecchia via Bolognese.
Quello su cui vogliamo concentrarci è la necessità di non penalizzare oltremodo il territorio di Sambuca Pistoiese e i suoi abitanti, che rischiano di rimanere tagliati fuori dal capoluogo provinciale.
Sia ben chiaro: il tunnel necessita da anni di manutenzione e non siamo qui a dire che i lavori di adeguamento non siano più che opportuni. Un anno di chiusura ci sembra un tempo molto lungo, ma non siamo tecnici e non mettiamo in dubbio le stime fatte dai tecnici: se serve un anno di chiusura, un anno sia. Quello su cui vogliamo concentrarci è la necessità di non penalizzare oltremodo il territorio di Sambuca Pistoiese e i suoi abitanti, che rischiano di rimanere tagliati fuori dal capoluogo provinciale a meno di non arrampicarsi su una stradina ad oltre 900 metri di quota (questa l'altezza del valico sulla vecchia via Bolognese alternativa al tunnel!) insieme anche a tutto il traffico pesante della valle.
Visto e considerato che il tunnel dovrà rimanere chiuso, dagli enti preposti (provincia ma anche Regione) ci aspettiamo la dovuta attenzione per questi territori. Come? Con ausili agli spostamenti, corse gratuite col bus per i residenti, agevolazioni sugli spostamenti ferroviari. Già, la ferrovia: esiste la ferrovia Porrettana, che tuttavia non tocca Sambuca Pistoiese trovandosi lungo la valle del Reno, a circa 30 minuti di auto da Pracchia.
Un bel rebus, che sarebbe meglio venisse già risolto prima della partenza dei lavori. Altrimenti in montagna sarà il caos.
Via libera agli ultimi trentacinque territori comunali dove portare la fibra ottica per navigare veloci in internet, fino a mille megabit al secondo. Si tratta del piano per la banda ultralarga finanziato dalla Regione: 80 milioni di euro investiti dall’inizio della legislatura nel 2015, per una rete (che rimarrà pubblica e sarà data in concessione per venti anni) che ne vale almeno duecento, realizzata da Open Fiber e messa a disposizione degli operatori commerciali.
La Regione, tra le prime a muoversi in Italia per abbattere il digital divide tra territori, ha finanziato ovunque in Toscana l'installazione della fibra nelle aree a fallimento di mercato, quelle cioè dove gli operatori privati rinunciano ad investire. Tutti i comuni sono praticamente coinvolti, anche se in alcuni casi (come quelli più grandi) solo per piccole o piccolissime. frazioni. Nel 2015, all’inizio della legislatura, solo il 98,3% di tutta il territorio regionale poteva contare sulla banda larga ed appena il 38,4% su quella ultralarga, molto più veloce: nel 2019 le percentuali erano già salite rispettivamente al 99,9 e 84,5 per cento.
A questo punto il progetto può dirsi dunque avviato in tutti i territori, compresi quelli montani di Sambuca Pistoiese e Piteglio.
“Con questa ultima conferenza dei servizi – ha sottolinea l’assessore all’innovazione, Vittorio Bugli - implementiamo la banda ultralarga su tutto il territorio della Toscana. Un lavoro lungo, ma che ha portato a buoni risultati. E innovativa ed efficace si è rivelata anche la scelta di conferenze di servizi uniche : fin dall’inizio ci ha consentito infatti di essere più rapidi nelle procedure che portano all’avvio dei cantieri e alla realizzazione dell’opera”. Il meccanismo è semplice: anziché in riunioni separate, tutti gli enti coinvolti vengono coinvolti contestualmente, insieme si affrontano i problemi, piccoli o grandi che siano, e ciascuno in quella sede si prende la responsabilità di autorizzare i lavori. “E’ un processo di semplificazione importantissimo – commenta Bugli - che fa guadagnare tempo e soldi”.
Ovunque è stato poi scelto di sfruttare, laddove possibile, infrastrutture e cavidotti che già c’erano. “Questo – spiega ancora l’assessore – ha consentito di ridurre al minimo gli scavi e i disagi per i cittadini”. “Stiamo costruendo la più grande infrastruttura del territorio . Conclude - perché arriva in tutte le case e in tutte e aziende. Siamo partiti tra i primi in Italia e non vogliamo perdere questo vantaggio. Adesso più che mai una buona connessione anche nelle zone che finora erano difficilmente raggiungibili dalla fibra ottica è necessaria per le imprese e per gli studi”. Oltre che per accedere ai servizi on line della pubblica amministrazione.
La provincia di Pistoia ha provveduto a riaprire una lunga serie di uffici postali che erano stati chiusi nelle aree montane tra il 2019 e l'inizio del 2020. Un gran bel risultato, visto che per molti territori, l'ufficio postale rappresenta un servizio fondamentale ed essenziale per la comunità. In questo 2020, la provincia di Pistoia, insieme a Poste Italiane, è riuscita a fermare una pericolosa possibilità: quella della chiusura definitiva di decine di uffici postali che avrebbero prodotto un ulteriore rischio spopolamento per molti territori decentrati rispetto ai capoluoghi di pianura.
QUOTE: L'attuale presidente Marmo, dopo le prime riaperture avvenute dopo il mese di aprile 2020, ha sollecitato nuovamente Poste Italiane per aumentare ancora i giorni di apertura dei vari uffici postali montani.
Di seguito riportiamo la lista degli uffici che sono stati “salvati” dalla definitiva chiusura, e i giorni di apertura validi per il 2020, nell'area della Metropoli Alto Reno o immediate vicinanze:
L'attività dell provincia di Pistoia non si è fermata in tal senso: l'attuale presidente Marmo, dopo le prime riaperture avvenute dopo il mese di aprile 2020, ha sollecitato nuovamente Poste Italiane per aumentare ancora i giorni di apertura dei vari uffici postali montani, in modo da agevolare ancor di più la cittadinanza nell'usufruire dei servizi delle Poste e smaltire le code viste nella prima fase post-lockdown. La sensazione è che, visto il continuo pressing da parte delle istituzioni, nelle prossime settimane si possa assistere a nuove aperture, a tutto vantaggio della popolazione residente nei borghi collinari o montani della provincia di Pistoia.