Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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«Il Coronavirus ha cambiato molte cose. Sicuramente il mercato immobiliare non è fuori da questi mutamenti improvvisi».


A parlare è Elena Elementi, titolare di “Elementi Immobilare di Elementi Elena” di Porretta Terme, comune Alto Reno Terme. Un territorio, quello di Porretta, estremamente interessante sotto molti punti di vista: ha oltre 4mila abitanti, ha tutti i servizi necessari al cittadino (ospedale compreso), ed è ben collegata con il capoluogo regione Bologna, da cui dista circa un'ora di auto o poco più col treno grazie alla ferrovia Porrettana. Elena Elementi lavora nella zona di Porretta dal 2007 e ben conosce le dinamiche di questo territorio.

«A differenza della parte pistoiese in cui manca un grande centro urbano attrattivo, sul lato emiliano Bologna è molto più 'accentrante' per chi lavora. Chi, per un motivo o per un altro non voleva o non poteva abitare a Bologna pur lavorando in zona, prima del Covid non voleva spostarsi dal capoluogo oltre Vergato, circa 18 chilometri più a nord est, verso Bologna appunto. Porretta e zone limitrofe rimanevano off limits per persone abituate alla città e con lavori nella zona di Bologna».


Qualcosa, però, sta iniziando a cambiare.
«Molti lavoratori ora sono in smart working e vanno in ufficio in città non più di due volte a settimana. L'ora di auto necessaria per raggiungere il posto di lavoro così diventa un sacrificio molto più piccolo rispetto a doverci andare da lunedì al venerdì. Ecco, a queste condizioni Porretta e i suoi dintorni diventano molto più appetibili anche per chi lavora nel capoluogo di regione o nel suo hinterland».

A risentire positivamente di questa contro-tendenza sono state anche le aree limitrofe Porretta, come ad esempio Castel di Casio, Gaggio Montano, Silla che si trova sulla linea Porrettana in posizione vantaggiosa vista la presenza della stazione ferroviaria. In realtà l'interessamento sempre più alto verso le aree montane o di collina lontano dai centri abitati più grandi come Bologna non deve sorprendere più di tanto: in ballo c'è anche una questione economica importante.
«Mettiamo conto di avere da parte circa 100mila euro per acquistare una casa. Per comprare qualcosa in centro a Bologna nelle zone migliori non bastano, al massimo può rientrarci un monolocale o un'occasione all'asta. Occorre guardare alle periferie, con tutto ciò che comportano: servizi a volte meno alla portata ma una qualità della vita sicuramente migliore. Nella zona di Gaggio Montano, ad esempio, con poco più di 100mila euro si compra una casa indipendente abitabile con giardino privato, al massimo da ammodernare. Di questi tempi, con gli incentivi legati alle ristrutturazioni edilizi, si possono fare ottimi affari. Di esempi così ce ne sono molti, anche a Castel di Casio e Camugnano. E, poco distante, i 100mila euro possono diventare quasi la metà».


Quel “poco distante” significa la zona verso il versante toscano: Lentula, Castello di Sambuca, Taviano, giusto per citare alcune zone.
«Lì i prezzi sono ancora più bassi, ma c'è un motivo morfologico – spiega Elementi: le valli in cui si trovano le case sono molto più strette, i paesaggi meno aperti. Può piacere, ma il paesaggio della collina emiliana è molto diversa, decisamente più aperta e dolce. Ovviamente chi ha necessità, appena oltre il confine toscano può fare affari d'oro».


E poi c'è il “caso” di Pavana, una caratteristica località appenninica situata a circa 500 metri sul livello del mare ad appena cinque chilometri da Porretta. Una zona caratterizzata anche da ville di pregio, villini, case in borgo, vendute costantemente a prezzi molto più contenuti rispetto a Porretta Terme nonostante la poca distanza. Ma c'è un perché, come spiega Elementi.
«Pavana è in Toscana. La cosa non è un difetto, ci mancherebbe, ma per un emiliano avere la residenza in Toscana significa avere molta documentazione e burocrazia da cambiare. Molti per questo si spaventano e non comprano e preferiscono rimanere con acquisti in Emilia Romagna, ad esempio Porretta Terme. Quella zona però ha sempre occasioni a prezzi estremamente interessanti».


Infine, occorre parlare anche del fenomeno delle seconde case, che con il lockdown hanno avuto un vero e proprio boom in questa area, in parallelo anche con un altra dinamica: quella dei trasferimenti di persone in pensione che si stabiliscono in collina con una prima casa.
«Tante, veramente tante persone si sono stabilite in queste zone una volta raggiunta la pensione. Persone che provengono non solo da Bologna, ma anche da altre città più lontane, che già conoscevano queste zone per origini familiari o per altri motivi. É un mercato che si è risvegliato e che ha messo in moto anche molte vendite di persone che per anni sono state indecise se vendere o meno. Pure le seconde case stanno avendo una buona richiesta: dopo aver vissuto mesi tra zone rosse, arancioni e gialle, le persone non vogliono più correre il rischio di rimanere confinati in città, magari in appartamenti piccoli e senza terrazzo».

 

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