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In economia si chiama “sentiment”: è l'opinione generale degli operatori professionali sulla situazione di un mercato finanziario. Quella che, a detta di tutti, in questo momento è a dir poco pessima. Confcommercio e Confesercenti della provincia di Pistoia hanno entrambe chiesto ai loro consociati, con due distinti giri di sondaggi, la situazione attuale. Le sensazioni sono negative per tre ragioni: i danni del Covid e del lockdown che, specialmente nelle aziende più piccole, non sono ancora stati coperti; gli incredibili rincari dovuti al caro-energia iniziato questo inverno; i venti di guerra in Europa dopo l'invasione russa in Ucraina, con tutte le ricadute economiche e psicologiche del caso.


Una crisi complessa e trasversale, che coinvolge più settori: dalle strutture turistiche fino ad arrivare a bar e ristoranti, dalle industrie fino al mercato immobiliare. Tutto è sconquassato da questa nuova crisi che, purtroppo, appare ancor più complessa e lunga di quella legata al Covid-19.


«La guerra preoccupa molto e frena anche i consumi, è indubbio – dice Riccardo Bruzzani, direttore Confsercenti Pistoia –, c'è meno voglia di andare al bar o al ristorante, molti nostri consociati hanno visto un calo nell'ultimo mese. Non è chiaro dove inizi la preoccupazione psicologica di un allargamento del conflitto e dove inizi la volontà di risparmiare visti i forti rincari di tutte le filiere, carburanti in primis. Rimane il fatto che le aziende stanno viaggiando dentro una nuova crisi economica alimentata dai rincari a pochi mesi da quella del Covid-19. Siamo estremamente preoccupati per la tenuta del tessuto economico del territorio».



«Quello che si registra è una situazione di incertezza incredibile – conferma Tiziano Tempestini, direttore Confcommercio Pistoia - Prato. I bilanci delle aziende si stanno gonfiando sulla parte dei costi di gestione, dalle materie prima che dalle energie fino arrivare ai costi della mobilità per via della benzina vicina ai due euro. Inoltre bisogna aggiungere le speculazioni da parte di alcuni grossisti che, nonostante scorte alimentari ancora buone, applicano dei rincari importanti apparentemente senza motivo. Non tutti, ma alcuni tendono ad applicare rincari. La stessa incertezza si rivede nei consumatori, che tendono a spendere meno, a subire un'emotività negativa che porta anche a cambiare le abitudini di consumo».


A rimanere in stand-by c'è anche il settore immobilare: l'enorme incertezza del momento ha portato a “congelare” molte trattative apparse in ripresa dalla fine del 2021.
«Si, rispetto ai mesi precedenti – conferma Veronica Vattucci, dello “Studio Pieve” di Pieve a Nivole – le trattative stanno rallentando, c'è molta insicurezza e spavento per quello che questa guerra potrà portarci dal punto di vista finanziario e economico. Stiamo notando un rialzo nei tassi di interesse che insieme all'aumento di gas, petrolio ed energia non incentivano sicuramente in maniera positiva».


Le persone cercano, nei limiti del possibile, di spendere il meno possibile per le proprie compravendite.
«Attualmente – prosegue Vattucci – lavoriamo con richieste che tendono a voler spendere meno del valore di mercato, causate anche dagli innumerevoli immobili all'asta».


Confermata, invece, la tendenza alla “fuga dalla città” già vista negli ultimi due anni.
«É vero, si tende ad allontanarsi dai grandi centri abitati e a ricercare maggiore indipendenza e spazi esterni nelle zone di campagna. Una dinamica vista dall'inizio della pandemia che ancora oggi si mostra forte».


Ci avviamo, dunque, in un'estate estremamente difficile per il territorio toscano ed emiliano, che condividono questo trend di estrema incertezza e paura economica. A questa situazione va aggiunta la questione del turismo, estremamente legata all'andamento del Covid che, purtroppo, ancora non più dirsi completamento sconfitto. Per il territorio collinare e montano si tratta dell'ennesima sfida da superare. Un territorio collinare e montano che, al momento, è una delle poche aree a garantire un'alta qualità della vita a fronte di un costo della vita minore, specialmente per quanto riguarda case e affitti che risultano ben più basse delle case di città. Un elemento su cui è necessario riflettere in questi tempi di ristrettezze economiche a cui noi tutti siamo chiamati a rispondere.

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