Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
Pubblicità

Come immaginano la vita in montagna i giovani europei tra i 18 e 29 anni?  Ha provato a rispondere a questo quesito il rapporto di Montana174, campagna di comunicazione sulle politiche di coesione Ue nelle aree di montagna che ha intervistato 1134 giovani residenti in Europa. L'obiettivo è stato quello di sondare opinioni, difficoltà e desideri di chi sta facendo le proprie prime scelte da adulto che determineranno il futuro non solo delle loro vite ma anche di quelli dei territori montani del continente, in bilico tra un rilancio senza precedenti e lo spopolamento iniziato da alcuni anni (ma, ricordiamo, con segnali incoraggianti di inversione di tendenza successivi all'era Covid, come vedremo tra poco).



Nelle aree abitate di montagna di Emilia Romagna e Toscana, lo sappiamo, molti giovani hanno negli ultimi anni rinunciato a rimanere in loco e si sono spostati in città in cerca di lavoro o per studiare. Lo studio ha cercato di carpire cosa cercano i giovani per rimanere a vivere nelle aree rurali di montagna senza “cedere” alla città. Dall'indagine sono sorti elementi estremamente utile per amministratori ai vari livelli per rendere più al passo coi tempi le zone rurali che rappresentano.
Per chi volesse leggerlo nel dettaglio, il report è rintracciabile qui: Rapporto Euromontana. Vediamo alcuni dati. Il 77% degli intervistati vive già in montagna permanentemente o ha un 'aggancio' logistico in un'area rurale. Quindi, diciamo, “sa di quello che parla” quando si discute di montagna. Di questi, il 66% ha dichiarato di voler rimanere in montagna, segno che la maggior parte di chi rimane ci si trova bene.



Ci sono, è vero, differenze a livello europeo: in Polonia si raggiunge la massima percentuale di chi se ne vuole andare dalla montagna: 29%. In Romania e Spagna, invece, la quota di chi vuole andarsene è dell'1% o 2%. L'Italia è attorno al 10 percento: il 90% di chi abita la montagna vuole rimanere. Cosa pensano le persone che invece vorrebbero andarsene in maniera definitiva dalle zone di montagna? Non sono tanti a livello europeo, sono il 5%. Tuttavia il 53% di queste persone vuole andarsene perché sta studiando o lavora in un campo altamente specializzato e nessuno vede il proprio futuro in un “ambito lavorativo tradizionale di montagna”.





C'è un però, come abbiamo annunciato all'inizio: il Covid-19.
La pandemia ha obbligato milioni di persone a lavorare lontane dai loro posti di lavoro con lo “smart-working” da casa, cancellando quel paradigma casa-lavoro che dal dopoguerra ha caratterizzato le nostre vite. Non solo: la pericolosità delle zone affollate ha rilanciato vacanze e momenti di svago nelle aree montane e collinari, dove sono garantiti spazi più aperti e minori assembramenti. Anche a livello abitativo, i lunghi periodi di lockdown hanno fatto aumentare la richiesta di case con giardino e spazi aperti a discapito degli appartamenti, specialmente se senza terrazzi o balconi. Nella ricerca di Montana174, una parte rilevante degli intervistati si è dichiarata interessata al lavoro a distanza: si nota come effettivamente la crisi legata al Covid-19, unita al miglioramento degli strumenti digitali e alle connessioni web anche nelle aree più interne, fornisce nuove opportunità di lavoro in montagna che prima non esistevano.



Tutto questo accade a livello non solo toscano o emiliano, ma anche europe: la dinamica è simile in ogni paese per le aree rurali. Con queste premesse, spetta quindi ai territori e a chi li amministra sviluppare le infrastrutture necessarie come accesso a Internet, spazi di co-working, ma anche trasporti tra aree rurali-città. Un punto, quest'ultimo, come sappiamo dolente nelle nostre aree di riferimento di Toscane ed Emilia Romagna. Dinamiche che noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di smuovere nella direzione più progressista possibile. Il richiamo della montagna per i giovani comunque c'è eccome, ed è più ampio di quello che si poteva immaginare alla vigilia.



I prossimi anni saranno letteralmente decisivi per le sorti delle aree rurali e per capire se le spinta propositiva avuta dopo il Covid-19 potrà trasformarsi in una grande opportunità per ridisegnare la demografia del territorio.
Noi stiamo monitorando segnali positivi dalla nostra montagna e stiamo provando a raccontarveli tutti ma occorre fare di più, a tutti i livelli.

 

Pubblicità

Metropoli Rurali

AKB s.r.l.c.r
Loc Case Bezzi 30 - 51020 - Sambuca Pistoiese (PT)
P.iva/C.F. 01791770470

Contatti

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

AKB site

Metropolirurali.com - Logo