Riparo, difesa, protezione: sono questi e non solo, i sinonimi del termine “rifugio” la cui accezione di comfort risuona nelle nostre menti quando pensiamo, per l’appunto, ad un luogo dove trovare conforto da fatiche. O dove berci un “bombardino” (tipica bevanda montana a base di caffè, panna, zabaione e brandy) tra le altre cose, o mangiare una bella fetta di torta dopo una lunga giornata sugli sci. Al giorno d’oggi, il Rifugio è un ristoro di montagna dove, dopo il divertimento degli sport invernali, ci fermiamo per rifocillarsi.
Strutture praticamente indispensabili che ormai, soprattutto per gli assidui frequentatori degli ambienti alpini, sembrano far parte della montagna stessa come se lì vi fossero stanziati da sempre. Romantico, senza dubbio: ma è davvero sempre stato così? I rifugi di montagna, seppur la loro conformazione ricorda strutture antiche, sono in realtà piuttosto giovani: è stato solo nel corso del XIX secolo, infatti, che la loro funzione è diventata quella che attualmente conosciamo. Un cambio di passo notevole, che è andato in linea con l’altrettanto cambio di mentalità della popolazione nei confronti dei monti: non più luoghi impervi e faticosi ma ambienti dove fare sport, camminare e respirare aria buona!
Il primissimo rifugio risale al 1877: un luogo scavato all’interno della roccia della Marmolada nato per seguire le esigenze degli esploratori che, poco prima del 900’, cominciarono a lasciarsi incuriosire. Da lì, l’ascesa che ha portato alla concezione attuale con una diffusione ampissima degli stessi. Gestiti per lo più dal Club Alpino Italiano (Cai) i rifugi non solo si sono moltiplicati ma hanno sempre di più modificato il loro aspetto diventando ambienti curati, ecosostenibili e sì, anche di moda! In passato, prima del boom, l’interesse per la montagna era piuttosto limitato: non essendo diffusi gli sport a lei connessi, si preferiva di gran lunga zone collinari di più facile transito e con meno problematiche quotidiane. Ecco perché gli unici “casottini” montani del pre-ottocento, erano fondati per lo più da monaci!
Intorno al 1700, alcuni uomini di chiesa scelsero infatti di ritirarsi sulle vette dando vita ai primi “Hospitia” (Ospizi) dove non solo vivevano ma davano, quando ve ne era bisogno, assistenza a eventuali viandanti. Oltre a motivi religiosi, i rifugi del tempo erano inoltre fondati per necessità prettamente militari, per dare riparo ai soldati in transito da confine a confine. Fu dunque l’era del benessere, a costruirne l’idea odierna di luoghi dove bere, mangiare e riposare: oggi, fermarsi al rifugio non è più esclusivamente una necessità ma anche un “tocco di chic” alla giornata. Non solo, dai: i rifugi sono anche ottimi punti di osservazione del paesaggio circostante. Il più alto d’Europa, tra l’altro, lo abbiamo proprio noi in Italia! Trattasi della nota “Capanna Regina Margherita” la quale, con i suoi 4.559 mt. di altura sulla punta Gnifetti, si classifica sul podio dei rifugi più suggestivi da visitare. E che vista!



