Dopo anni di apparente immobilità, qualcosa si muove per le politiche regionali toscane sulla montagna e sugli incentivi per abitarla. É un piccolo passo non ancora definitivo, ma sicuramente effettuato nella giusta direzione: il Consiglio regionale della Toscana ha chiesto e ottenuto, dal Senato della Repubblica, l’iscrizione agli atti per tagliare del 30% degli oneri contributivi per chi abita nelle aree interne montane e collinari. Un provvedimento che segue quanto già avviene nelle aree del sud particolarmente svantaggiate, che già usufruiscono di una tassazione agevolata.
La proposta di legge si chiama “Modifiche alla legge 30 dicembre 2020, n. 178”, in materia di agevolazione contributiva per l’occupazione nelle aree interne. Adesso la palla passa al governo centrale di Roma.
«Si tratta di un ottimo risultato proficuo e lungimirante – dichiara Elena Rosignoli, consigliere regionale facente parte della Commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana insieme a Marco Niccolai, anche lui firmatario del provvedimento – frutto di un lavoro di squadra volto a valorizzare quelle aree più marginali potenzialmente attrattive e funzionali se fornite da idonei strumenti agevolativi. Questo disegno di legge vuole essere uno di questi strumenti ed è importante non solo per la nostra regione ma al livello nazionale proprio perché applicabile su tante realtà».
«Mi auguro che il Senato – ha aggiunto Marco Niccolai – possa quanto prima calendarizzare il disegno di legge ed esprimersi su quella che riteniamo un’opportunità fondamentale per creare occupazione nelle aree interne».
Il passaggio al Senato è necessario ed obbligatorio, in quanto le regioni a statuto ordinario come la Toscana non hanno la possibilità e competenze di legiferare direttamente sull'argomento. Nel frattempo, anche altre regione si sono fatte avanti in Senato con proposte di legge simili a quella portata a Roma dalla Toscana. I tempi di calendarizzazione preoccupano un po', vista la possibilità di tempi lunghi per arrivare alla discussione in Senato della proposta. I motivi sono due: già i tempi di attesa degli iter parlamentari sono piuttosto lunghi a condizioni normali, inoltre adesso è presente una (giustificata, visti i tempi) priorità di attenzione verso l'andamento del conflitto bellico in Ucraina dopo l'invasione russa. Metropoli Rurali seguirà comunque l'andamento di questa importante proposta a favore delle aree interne del nostro paese che, da quasi due anni, vi stiamo raccontando.



