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Meno di 3 euro il costo d’acquisto di una bustina di semi di aglio montano. Sì, abbiamo capito bene: una varietà di aglio che nasce come antica pianta da giardino  ma che cresce in maniera spontanea  anche nei prati ad alta quota! Diffusa anche su comprensorio pistoiese, il suo color bianco o violaceo si riflette ai raggi del sole regalandoci una vista romantica e d’effetto. Per la raccolta, i mesi di boom vanno da aprile a giugno, anche se non è raro constatarne la crescita a Marzo: la sua specifica diffusione montana chiede molto sole, dunque il massimo sviluppo si concentra nei mesi prettamente primaverili. Petali filiformi, quelli dell’aglio montano, che non solo si rivelano belli da vedere ma anche buoni da….mangiare!


I fiori dell’aglio montano sono infatti perfettamente commestibili e vengono spesso utilizzati come ornamento in insalate o piatti freddi.  Una pianta perenne il cui succo (forse per l’odore sprigionato) pare rivelarsi particolarmente efficace per tenere lontani insetti, tarme e….talpe! Ebbene: la simpatica e goffa talpa è ghiotta di tuberi e radici, dunque spesso raggiunge gli orti dei contadini per far scorpacciata andando a rovinare il raccolto di una semina intera. Anziché utilizzare agenti chimici (dannosi per il terreno e per l’animale stesso!) ecco che piantare l’aglio selvatico si rivela un metodo efficace, indolore e rispettoso dell’ambiente. Chiamato anche aglio orsino, la pianta è talmente ricca di vitamine e minerali che proprio gli orsi, al risveglio dal letargo, ne fanno un bel banchetto per rimettersi in forze!!



Una pianta aromatica decorativa, particolarmente scelta da chi desidera conferire ai piatti un leggero sapore di aglio senza che questo sia eccessivamente forte dunque non da tutti gradito. Dell’aglio montano si usa tutto: foglie, bulbo e, come abbiamo visto, i fiori a crudo! Per quanto riguarda le foglie, queste possono sia essere aggiunte (sempre a crudo) a insalate primaverili o essere mescolate con quelle di basilico per dare un tocco di sapore in più al pesto fatto in casa. Il bulbo, invece, può essere tritato ed utilizzato come condimento a sughi, pasta, zuppa o minestroni. Il sapore delicato ricorda l’aglio, ma ne diffonde l’aroma in modalità più tenue potendo dunque essere ben digerito da tutti; tra le proprietà terapeutiche, quelle di essere una pianta depurativa, diuretica, vaso-dilatatrice e febbrifuga (capace dunque di abbassare la febbre).


Se usato come lozione (potete trovarlo in erboristeria) ha un effetto depurativo e lenitivo: non è infatti raro trovarlo come base di molti preparati cosmetici! Gli effetti collaterali di tale pianta aromatica non sono né consistenti né comuni: si sconsiglia semplicemente l’assunzione a chi è allergico all’aglio in generale. Nonostante l’effetto blando, la variante “orsina” (no, stavolta non ci si riferisce al Covid) ne è comunque una “cugina”, dunque meglio constatare la nostra compatibilità organica al fine di non incorrere in spiacevoli reazioni.

 

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