“Il tabacco dei poveri”: così veniva chiamata la pianta dai petali color giallo-arancio un poco radi le cui foglie essiccate erano un tempo tabacco da pipa o naso. L’Arnica (di lei si parla) oltre a sfoggiare un piacevole aspetto e sprigionare un forte quanto gradevole odore, detiene molteplici proprietà benefiche. Particolarmente diffusa in alta montagna, dove complice alla sua buona crescita è il clima fresco e soleggiato, questo sgargiante fiore si rivela davvero adatto per favorire la cicatrizzazione delle ferite, alleviare traumi, contusioni ed ematomi: le sue sostanze forniscono un concreto sollievo al dolore dato da punture di insetto e scottature lievi, così come lenire le infiammazioni di bocca e gola.
La panacea di tutti i mali, dunque? Di sicuro quelli appartenenti ai più spericolati ed ecco il merito del secondo suo soprannome: “erba delle cadute”. Un appellativo, questo, che si è meritata grazie al valido supporto in caso di urti diminuendo notevolmente i gonfiori ad essi connessi. Celebrata dai tedeschi antichi come erba afrodisiaca, una leggenda del passato racconta che l’Arnica sia nata dai capelli di una giovane donna, i quali caddero a seguito di un incantesimo. Un’altra storia , parla di un drago buono che aiutava gli abitanti di montagna e che venne ucciso da un cacciatore: dalle ferite dell’animale sgorgò sangue di colore giallo dal quale nacquero fiori dello stesso colore paglierino.
Fiori che, vividi ed accesi, sbocciano tra luglio ed agosto e sono dunque un prezioso gioiello della medicina, insieme alle radici. Molti i preparati omeopatici che da questa pianta montana possono nascere: oli essenziali, creme, pastiglie, spray, gel, oli essenziali e tinture madri. Un’alleata importante, che come tutte le erbe officinali deve essere tuttavia manovrata con cura. No alla leggerezza, si al supporto dei professionisti: lasciamo perdere il fai te e chiediamo sempre a farmacia o erboristeria di consigliarci il preparato o unguento migliore. Sebbene l’Arnica sia ottima da applicare sulla cute (integra, non comprendente dunque ferite aperte o ulcere), molti dei suoi componenti sono altamente tossici e assolutamente non ingeribili. L’uso prolungato può inoltre provocare dermatiti con pustole. Lasciamoci consigliare!



