Crescere un figlio in un ambiente sano, distante dalla città (ma non troppo), in mezzo alla natura, abbassando incredibilmente l'età anagrafica di un borgo purtroppo semi-abbandonato. É la scelta che Salvatore Coppola e Lisa Ventrone hanno scelto per il piccolo Giacomo Andrea Coppola che ha compiuto tre mesi nei giorni scorsi. La bella famigliola ha scelto di vivere a Monsummano Alto, piccola frazione posta sull'omonimo colle a circa 300 metri sul livello del mare. Casa loro dista circa cinque minuti di auto dal centro del paese, distante circa 2 chilometri. Ciononostante, casa loro è immersa dal verde, lontana dal traffico della città ma al tempo stesso non lontana da quei servizi (supermercati, uffici postali, bancomat) indispensabili per una famiglia con un bimbo piccolo.
«Il nostro piccolo Giacomo Andrea – racconta papà Salvatore – abbassa decisamente la media anagrafica della giù sparuta popolazione di quest'area, dove da anni non ci sono nuovi trasferimenti e dove, purtroppo, molti anziani sono mancati negli ultimi anni. Siamo molto contenti di questa scelta di rimanere a vivere qui in collina: credo davvero che Monsummano Alto non poteva vantare abitanti di qualche mese da almeno una decina d'anni!».
Il borgo di Monsummano Alto si è fortemente spopolato nell'ultimo secolo: solo di recente qualche persona è tornata ad abitare il colle, da cui peraltro si gode una vista mozzafiato sulla Valdinievole e sugli Appennini. La famiglia Coppola è originaria della Campania ma proprio su questo borgo ha scelto di mettere radici e di far crescere il piccolo Giacomo Andrea Coppola.
«Con questa scelta – prosegue papà Salvatore – abbiamo lanciato una sfida con noi stessi: vogliamo far crescere nella natura il nostro piccolo con l'intento di avvicinare in questa zona immersa nella natura molti altri bimbi che diventeranno i suoi amichetti quando sarà più grande. Vorremo anche mostrare la bellezza di questo posto ai genitori, vorremo far vedere quanto sia bello e gratificante per i bambini crescere a contatto con la natura».
Tanta bellezza e pace costano, occorre dirlo, qualche piccolo sacrificio su altri aspetti.
«Indubbiamente la zona è molto isolata e non vi è un vero e proprio paese qui, occorre scendere a Monsummano con l'auto e guidare per 5-6 minuti. Abitare a Monsummano Alto significa non avere il gas, il metano, l'acqua dell'acquedotto. Noi però abbiamo qualche fortuna: abbiamo una sorgente naturale a pochi passi da casa che ci da acqua buonissima dai rubinetti e un camino con cui scaldare la nostra casa. Occorre pensare alla legna di tanto in tanto ma, vista la situazione in Europa, non fare troppo affidamento sul gas in questo momento mi sembra più un vantaggio che uno svantaggio. Nonostante questo, i vantaggi sono molto maggiori: nel periodo della pandemia da Covid, abitare qui ci ha permesso di preservare la nostra salute e tutelarci molto di più dal virus rispetto all'abitare in città, senza contare che il lockdown in mezzo alla natura ha pesato molto meno rispetto a stare in un appartamento in centro dove sarebbe stato incredibilmente complicato».
Mamma e papà, che a giugno si sposeranno, sono convinti di aver fatto la scelta giusta per loro figli.
«Nostro figlio crescerà in mezzo alla natura e forse, quando sarà più grande, farà vedere quanto è bello vivere così anche ai suoi amichetti. Siamo contenti di questa scelta e della opportunità che non solo gli abbiamo dato, ma che ci siamo dati noi come famiglia».



