Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Possiamo dividere la popolazione italiana in due grandi macro-categorie: le persone per la quale la casa non rappresenta un problema e quelli per cui, loro malgrado, la casa è un problema. 


Chi appartiene alla prima categoria perché una casa ce l'ha di proprietà, perché è ricco o perché ha uno stipendio alto può ritenersi fortunato e può anche non proseguire la lettura di questo articolo. Chi, invece, fa parte della seconda categoria potrebbe trovare di seguito alcuni spunti molto interessanti. In realtà, anche chi si può permettere una casa di proprietà potrebbe trovare le nostre proposte meritevoli di attenzione.


Parleremo, infatti, di co-housing e co-living. Spesso i due termini vengono accomunati e confusi ma il concetto sostanzialmente è il medesimo: un modello abitativo che si basa sull’affitto di abitazioni in edifici con servizi e spazi in condivisione in modo da abbattere sensibilmente i costi di gestione e, in molti casi, aumentare la propria qualità di vita. 
Non pariamo di una semplice “comune” in cui tutto è di tutti: i co-housing sono alloggi privati indipendenti e autonomi che hanno spazi collettivi a disposizione di un gruppo di persone che fanno parte di questa nuova comunità, i cosiddetti co-houser.


Normalmente le situazioni di co-housing vengono realizzati in corrispondenza di ristrutturazioni di edifici già esistenti: architetti e ingegneri lavorano con un gruppo di persone vere e reali, con le loro idee e le loro richieste precise, spesso in collaborazione con “facilitatore” di gestione delle dinamiche di gruppo che media le richieste del gruppo di co-houser. 
In Italia riesce difficile pensare a condividere parte della propria casa: un limite spesso più mentale che altro. Quando si è in vacanza in albergo non capita forse di condividere la sala della colazione o la reception con gli altri ospiti dell'albergo? Con il co-housing succede sostanzialmente la stessa cosa, con la condivisione però di alcune aree-chiave della casa: studi di progettazione, officine, garage, sale di produzione e altri ambienti specifici che, in molti casi, sono inaccessibili per una sola persona senza importanti disponibilità economiche.


Il fenomeno del co-housing e del co-living è molto sviluppato in Europa, specialmente al nord: in Danimarca e in Svezia tra l’1e il 2% della popolazione vive con questa modalità. 
Qualcosa si sta muovendo anche nel nostro paese, ma ancora in proporzioni minime: l'anno scorso, nel 2022, sono stati meno di trenta i progetti di questo tipo e tutti, peraltro, localizzati nel nord Italia. Niente, insomma, in confronto alle potenzialità di questa modalità di vita. Secondo le più recenti stime, a regime  si può ottenere un risparmio fino al 10 - 15% sulla spesa media mensile delle famiglie che abitano in co-housing, a seconda di cosa hanno deciso di condividere e di come hanno deciso di organizzarsi.


Quante persone servono per poter pensare seriamente ad un co-housing? Da un punto di vista economico e mentale, il progetto è sostenibile se coinvolge almeno dieci persone. Un gruppo nemmeno troppo numeroso da mettere insieme. Il tetto massimo, invece, è molto più alto: oltre le sessanta famiglie il co-housing inizia ad essere difficile da organizzare, a meno di non suddividerli in gruppi di più co-housing. 


Con le dovute differenze e proporzioni, il modello è applicabile anche per le persone anziane ma ancora autonome che, con progetti di questo tipo, possono abbattere le spese delle utenze e degli affitti, avere compagnia e assistenza nei momenti di necessità. Una realtà ancora inesistente ma potenzialmente molto interessante per i paesi delle aree interne, dove la maggior parte della popolazione è formata da persone over 65. 


Torneremo molto presto su questi progetti perché ci sembrano una forma intelligente, sostenibile e valida per aiutare coloro che non vivono in situazioni abitative ottimali. E, a giudicare dagli ultimi dati sugli affitti e il prezzo delle case, le persone in queste condizioni ci sembrano estremamente numerose. 

 

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