Un progetto di valorizzazione del territorio promosso da un gruppo di cittadini e di associazioni della Montagna Pistoiese. Si chiama “Trashed Abetone”: non solo una giornata di volontariato per raccogliere piccoli rifiuti nel bosco (avvenuta lo scorso 4 luglio) ma anche incontri presso le scuole della montagna dedicati all’educazione ambientale e alla conoscenza di un territorio troppe volte bistrattato. A creare l'iniziativa c'hanno pensato quattro persone che amano profondamente la montagna ed il suo territorio, vale a dire Enrico Buonincontro, Matteo Reggiannini, Solange Farinati e Pamela Ceccarelli che già nel 2020 avevano dato vita a un gruppo spontaneo di cittadini pronti a ripulire la montagna dall’inciviltà altrui.
«Il nostro progetto – dice Pamela Ceccarelli a Metropoli Rurali Alto Reno – ha lo scopo primario di rieducare all'ambiente le persone. É vero, abbiamo organizzato l'evento della raccolta che ha avuto un grande successo sia in termini di rifiuti recuperati che di partecipazione, ma dobbiamo agire soprattutto sull'educazione e sulle coscienze delle persone, sopratutto dei giovani. Per questo il progetto andrà avanti con incontri nelle scuole del comune di San Marcello Piteglio e di Abetone Cutigliano. Occorre partire dai ragazzi».
Nel mondo si fanno passi da gigante nella raccolta differenziata e nella gestione dei rifiuti ma la “riscoperta” della montagna avvenuta prepotentemente nelle fasi del Covid-19 ha mostrato un'inciviltà ancora troppa diffusa.
«Ci sono turisti virtuosi che portano via i propri rifiuti e altri, incivili, che utilizzano la montagna come fosse la loro pattumiera. L'anno scorso c'è stato un buon giro di turismo su da noi ma abbiamo visto troppe volte comportamenti sbagliati».
Proprio questa riscoperta della montagna in atto nasconde però qualche possibile problema.
«All'inciviltà di pochi turisti, rispetto alla maggioranza che si comporta nel giusto modo – afferma Ceccarelli – c'è da aggiungere una necessità di consapevolezza della montagna. Una consapevolezza che spesso manca nei cittadini che non sono cresciuti qui».
La montagna, magica e immersa nel verde, necessità comunque di qualche compromesso.
«Qua la sensazione è di libertà assoluta, non c'è smog, non c'è stress da parcheggio, non c'è quasi mai traffico, i prezzi di case e affitti sono molto più bassi della città. Ci sono però altri lati da valutare quando si viene in montagna, anche da aspiranti residente: una linea telefonica non sempre veloce come in città, necessità di riscaldarsi col gpl e con il pellet, inverni rigidi sopra i mille metri».
E poi una grande verità, spesso dimenticata troppo facilmente.
«La montagna va amata per quel che è, in silenzio e nel silenzio. Non si può pensare di avere lo stesso modo di vivere di una città, cambiano molte cose e bisogna accettare dei compromessi. Se uno è consapevole di questo – conclude – in montagna si troverà benissimo anche da abitante».



