Negli ultimi decenni era diventato poco più che un oggetto da arredo, una componente un po' “naif” della casa da accendere una volta l'anno, se va bene. A meno di averlo in casa, si intende, visto che molte abitazioni recente non l'hanno affatto. Parliamo del buon vecchio camino, anticamente chiamato anche focolaio: una parola che evoca calore e familiarità nell'immaginario collettivo, ma anche un po' fuori dal tempo. E invece, c'è voluto poco per far tornare il camino da oggetto “retrò sentimentale” a un vero e proprio asset di risparmio economico e una fonte fondamentale per riscaldarsi in casa in questi tempi di costi energetici impazziti.
Lo vediamo proprio in queste settimane: prima la pandemia, il cambiamento climatico e poi la guerra in corso in Ucraina, nel centro del continente europeo. Tutti elementi che hanno portato il costo del gas e del petrolio a livelli impressionanti e di costante crescita. Non sono più tabù le parole “razionamento” del gas e di altri combustibili: si fa sempre più concreta la possibilità del ripetersi di quella fase di Austerity che nel 1973 semi paralizzò l'Italia. Una situazione che impiegò anni per ripristinarsi e che adesso farebbe ancora più danni. In questo scenario non proprio confortante, il camino di casa, il buon vecchio focolaio è tornato prepotentemente al centro della attenzione, attualissimo come non mai.
Il camino ha un funzionamento incredibilmente semplice ed elementare: brucia la legna che in una zona rurale può essere reperita senza il bisogno di attrezzature speciali; funziona anche senza elettricità e il suo combustibile, la legna appunto, ha un costo molto ridotto rispetto a qualunque altro combustibile. In un economia di guerra anche queste piccole cose fanno la differenza: la stessa che c'è tra un appartamento di città e una casa in una zona rurale, la prima senza camino, la seconda con il camino. Se il gas non fosse più qualcosa di scontato e alla portata di tutti, si tratterebbe alla fine della differenza sostanziale tra stare al freddo o un po' al caldo. E scusate se è poco.



