L'attuale comune di Alto Reno Terme potrebbe diventare il comune di Porretta-Granaglione. Il cambio di denominazione è stato proposto dal sindaco uscente Giuseppe Nanni, che si ricandida a capo di una lista civica di centro sinistra per le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021. Per niente d'accordol o sfidante Daniele Cipollini, candidato per una lista di centrodestra. Cipollini ha sottolineato come «togliere la parola Terme sia un torto alla storia e all’identità del territorio», mentre Nanni ha proposto la sua idea per «facilitare un’integrazione tra i due territori» che, occorre dirlo, in passato hanno registrato qualche reciproco 'mal di pancia' nei confronti della fusione tra i due comuni.
Per il momento rimaniamo super partes e volutamente scegliamo di non commentare la proposta di cambio nome. Una cosa però la possiamo dire: secondo noi la questione del nome non è uno degli elementi fondamentali di un territorio. Abbiamo scelto di immaginarci una “Metropoli Rurale” che non solo vada oltre i confini comunali, ma anche quelli regionali. Solo così il territorio montano a cavallo di Toscana ed Emilia Romagna potrà diventare un grande paese competitivo con la città e attrarre nuovi residenti provenienti, appunto, dai grandi centri urbani sempre meno a misura a d'uomo.
In fase di campagna elettorale ogni argomento è buono per dividersi e creare dibattito, e va bene, ma occorre la consapevolezza che la rinascita delle aree montane non passa dal cambio o meno di un nome. Passa, invece, da dinamiche molto più importanti che i nuovi amministratori dovranno prendere in considerazione: ad esempio, incentivi per chi sceglie di abitare e creare lavoro nelle aree rurali, viabilità adeguata, collegamenti ferroviari cadenzati, accesso ad internet veloce, giusto per citarne alcuni. Ci auguriamo di vedere dei bei confronti soprattutto su queste ultime tematiche.



