Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Una nuova intervista di Metropoli Rurali: il sindaco Tomasi fa il punto degli interventi fatti nel 2021 nelle aree collinari e di montagna del suo comune, oltre a buttare le basi per gli interventi operativi nel 2022, che si preannuncia complesso e ricco di sfide.

Sindaco, il comune di Pistoia quest'anno ha portato avanti diversi miglioramenti nelle frazioni di collina e montagna. Ci sono altri progetti e prospettive per queste aree nel 2022?
«Quest'anno abbiamo lavorato molto sulla rete del metano e continueremo a farlo anche nel 2022. Abbiamo in programma di estendere le reti del metano anche a Cireglio, Castello di Cireglio, Le Piastre, iniziando dalla dorsale lungo i paesi. Nella Valle delle Bure, invece, la dorsale è fatta e mancano solo alcuni tratti per allacciare i singoli paesi. La maggior parte dei lavori non sarà 'spot' ma sarà in continuità con quanto fatto nel 2021, come ad esempio quelli fatti ai parchi giochi di Cireglio, alle fognature nell'area di Orsigna giusto per citarne alcuni. E poi continueremo ad aumentare i progetti educativi. Ad esempio, abbiamo aperto il primo nido 0-3 a Le Piastre. Pensavamo che potesse avere basse adesioni ed invece si è riempito di bambini. Anche questo è un bel segnale».

Ci sono attività anche legate al rilancio culturale?
«Si. Abbiamo un grosso progetto riguardo al parco letterario del Castello di Cireglio e al Borgo Museo di Castagno. Poi vorremo continuare con le tante attività connesse alla ferrovia Porrettana, con i vari Porrettana Express che hanno portato sul territorio tantissime presenze con decine di treni sold-out nel corso dell'estate. Infine, sempre per rimanere in ambito ferroviario, stiamo lavorando insieme ad Unione dei Comuni e Fondazione Cassa di Risparmio per recuperare le vecchia stazione FAP di Pracchia».




Quali possono essere gli strumenti per l'amministrazione comunale non solo di evitare lo spopolamento per le aree di alta collina o montagna, ma anche per favorire nuovi residenti fissi?
«Noi ci abbiamo provato con alcuni sgravi fiscali e incentivi. Ad esempio, i residenti nelle frazioni oltre i 600 metri di quota con figli hanno diritto ad un bonus di 1000 per i primi tre anni. E poi abbiamo ci sono gli sgravi sulla Tari, del 40% per i privati e del 20% per le aziende. Inoltre, abbiamo anche un importante riduzione degli oneri di urbanizzazione, che sono di base tagliati del 70% e possono arrivare al 100% in cambio di opere di manutenzione e migliorie delle aree pubbliche circostanti».

Tutto questo basterà per evitare lo spopolamento?
«Questo è quanto il nostro comunale può fare, ma non è poco. Chiaro che una grossa partita si gioca anche sul mantenimento dei servizi sul territorio, che tradotto vuol dire lottare con banche, poste e altre aziende per far mantenere i servizi attivi sulle aree montane: lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, perché senza servizi la montagna perde attrattività.
I fondi europei del PNRRpotranno "aiutare" le aree rurali montane e collinari per progetti fino adesso rimasti fermi a causa della crisi economica prima e del Covid dopo?
«Stanno uscendo un bando dopo l'altro. Ce n'è uno uscito pochi giorni fa sul recupero dei borghi appenninici, ma temo rimarremo fuori visto che è riservato ai paesi con meno di 5mila abitanti. Noi però li esaminiamo uno per uno insieme al nostro ufficio tecnico».

Le aree di montagna di Pistoia non rischiano di rimanere svantaggiati, visto che fanno parte di un grosso comune prevalentemente cittadino e di pianura?
«É una dinamica che sulla carta potrebbe svantaggiare alcune frazioni montane, ma in realtà non è così: grazie alle nostre risorse e alla vastità di bandi in cui potremo rientrare, possiamo comunque utilizzare parte dei fondi che intercettiamo per le aree comunali cittadine, in modo da non escludere quelle aree che altrimenti potrebbero rimanere fuori dai bandi».

In generale, come vede l'attuale situazione globale?
«Ricca di incertezze, soprattutto nel quotidiano, basta pensare agli eventi di capodanno che avevamo studiato e che abbiamo dovuto annullare. Sale molto la stanchezza, sale la paura dei nostri concittadini ma è anche normale. In effetti, chi abita in collina e montagna è stato e rimane avvantaggiato nel gestire una pandemia, con tutto lo spazio e l'assenza di grandi folle che hanno a disposizione. Purtroppo c'è voluta la pandemia per far riscoprire quelle zone anche per viverci, visto che in tanti in questi due anni le hanno fortemente rivalutate».

A cosa possiamo aggrapparci per guardare al 2022 senza paura?
«Al fatto che le pandemie iniziano ma hanno anche una fine, il 2022 va affrontato senza paura e consapevoli delle grandi opportunità che possono palesarsi, anche improvvise. Dalle grandi crisi escono sempre grandi opportunità e talvolta miglioramenti. Inoltre, abbiamo la consapevolezza di avere un territorio forte e bello, con tante potenzialità e grandi capacità attrattive. Parlo di Pistoia ma parlo sopratutto della montagna, anche in chiave di turismo lento e riscoperta del territorio. La partita non è facile, ma abbiamo in mano carte molto buone. Di questo dobbiamo essere consapevoli».

 

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