Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Spesso si associa la montagna a luogo quasi esclusivo di villeggiatura, dove i soldi che girano sono solo quelli dei turisti che vengono dalla piana. Niente di più sbagliato: l'economia montana è un intricato sistema di imprese e aziende molto più radicate sul territorio di quanto si pensi guardando dall'esterno. Ne è un bell'esempio Luisa Soldati, imprenditrice che da molti anni porta avanti il suo salone di bellezza prima a Maresca e dopo a Campo Tizzoro, il “Lui e Lei per Stare Bene”.


Luisa, com'è fare l'imprenditrice a Campo Tizzoro nel 2021?
«Mi sono trasferita qui nel 2019, perché la zona è più di passaggio rispetto a Maresca dove avevo lo studio prima. Non mi sbagliavo, Campo Tizzoro è molto frequentata. Purtroppo c'è stato il Covid ed il lockdown poco dopo che avevamo aperto il nuovo negozio. É stata una mazzata tremenda, ma non ci siamo arrese e adesso stiamo tornando su livelli di lavoro buoni».


Il suo non è un semplice negozio dove ci si taglia i capelli...
«Esatto. É una 'head spa', dove si usano solo prodotti naturali e biodinamici. Siamo affiancati anche da un'associazione olistica che propone una serie di appuntamenti incentrati sul benessere della persona attraverso le tecniche più svariate».


Mi permetta una provocazione: anche in montagna ci si stressa?
(ride) «In realtà a tutti serve ritrovare la pace con se stessi, in montagna anche di più. É vero che c'è meno traffico e l'aria è più pura, ma si lavora e ci si stressa anche noi quassù!».


Che ruolo vede, come imprenditrice, per la montagna?
«Parlo della zona dove lavoro, quella che vedo ogni giorno. Campo Tizzoro si è rinnovata, c'è stata una bella rivalutazione dell'area SMI che adesso ospita una serie di aziende con oltre 200 addetti. Sono fabbriche di livello internazionale, da cui vanno e vengono tir di ogni nazionalità ogni giorno. Segno che c'è un bel giro. Purtroppo le zone di montagna come queste soffrono i un pregiudizio difficile a morire»


In che senso?
«In montagna si soffre di una storta di 'vittimismo incallito'. A livello imprenditoriale si ha sempre l'idea, inconscia o meno, di non essere all'altezza. Occorre ribaltare questo pregiudizio perché quassù abbiamo un sacco di potenzialità inespresse. Siamo a pochissima distanza da non uno ma da tre aeroporti internazionali: Pisa, Firenze e Bologna. Non è una posizione comune in cui trovarsi. Siamo anche vicini ad una ferrovia che però avrebbe bisogno di essere potenziata e più collegata con Firenze: i treni da Porretta a Bologna sono frequentissimi, quelli da Porretta a Pistoia sono molti, molti meno».


Per i giovani ci sono opportunità lavorative in montagna?
«In parte. Purtroppo la difficoltà sono legate all'accesso al credito, ma questo è . Sarebbe opportuno che esistesse un ente predisposto a far crescere le aziende, specialmente quelle dei giovani, visto che all'inizio i rischi di non rimanere sul mercato ci sono. Ed è un peccato, perché in montagna ci sarebbero molti ambiti imprenditoriale da esplorare e molti spazi dove poter realizzare un impresa nuova. Occorre volontà e un po' di adattamento, ma quello che si fa a Pistoia si può fare anche a Campo Tizzoro».


Un cambiamento mentale non da poco...
«É un circolo vizioso: se si considera la montagna come un luogo senza futuro, i giovani se ne andranno. La zona non si ripopolerà e caleranno i servizi. Dobbiamo invertire questo paradigma: il primo passo è mentale: pensare alla montagna come un posto su cui investire, non un posto da cui allontanarsi».

 

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