Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Problema o opportunità? Sicuramente è un gran cambiamento, figlio di quei mutamenti climatici che si stanno manifestando sempre più chiaramente negli ultimi 20 anni in Italia.
Parliamo delle zucchine, che quest'estate sono cresciute rigogliose a quote davvero inconsuete. Sulla Montagna Pistoiese, infatti, si stanno raccogliendo davvero tante ottime zucchine a 1000 metri sul livello del mare. Le temperature sempre più miti, sia in inverno che in estate, hanno aumentato di molto l’altitudine dove si possono coltivare anche gli ortaggi. Quote dove un tempo, più che patate e cipolle... non cresceva un granché.

Raccolto fuori quota: una rivoluzione
Coldiretti, visto l'ottimo raccolto “fuori quota” parla di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione appena all'inizio, nel bene o nel male.
«L’innalzamento dell’altitudine di coltivazione, dove ci sono temperature più miti – spiegano dall'associazione – è una ‘rivoluzione’ per alcune colture di ortaggi che da sempre siamo abituati a trovare in pianura. Adesso, invece, questa situazione climatica preoccupante offre al tempo stesso delle opportunità di sviluppo e diversificazione per gli agricoltori montani. Con le zucchine, per esempio, che stanno crescendo bene anche a quote ben lontane dalla pianura».
La fascia di temperatura adatta alla coltivazione non si è semplicemente alzata: è più preciso dire che si è spostata in alto. In pianura, infatti, il sole e le alte temperature di luglio e agosto riducono la produttività delle piante di zucchine del 35/40% nel periodo da maggio a settembre. 

In pianura la resa è in crollo
Sempre più agricoltori in pianura, visto l'aumento costante delle temperature massime estive, risultano scoraggiati da provare la coltivazione di questi ortaggi. Permettere alle zucchine di crescere senza problemi in pianura significa un aumento consistente dei costi di produzione: occorre proteggere le piante con rete ombreggiante e somministrare loro consistenti volumi di acqua. Tanti costi in più da sostenere per un prodotto che, oltretutto, rischia di finire invenduto a causa dell'alto prezzo finale al consumatore. Tutti fattori che, alla fine dei conti, non rendono remunerativa la produzione di questi ortaggi in pianura. Discorso diverso, invece, in montagna, dove le zucchine hanno dato prova di poter crescere con molta minor spesa. 

L'esperimento (riuscito) pistoiese
Per questo aziende agricole in piena montagna, specialmente nella zona della cosiddetta “Foresta del Teso”, hanno sperimentato la coltivazione in piccole particelle di terreno a quota mille metri di quota. Ebbene, le zucchine sono cresciute assai bene grazie alle temperature miti, all'abbondanza idrica e al ridotto irraggiamento solare.
«Per adattare meglio al contesto la coltivazione – spiegano da Coldiretti –, è stata scelta una particolare varietà di zucchino che può essere allevata ad alberello, raggiungendo un’altezza di circa 1 metro. Questa forma di allevamento porta importanti vantaggi: la possibilità di ridurre le distanze tra le piante ottimizzando al massimo le superfici di coltivazione che in montagna sono poche, mantenendo la vegetazione ben arieggiata e distante dall’umidità del suolo che potrebbe provocare l’insorgere di malattie fungine a cui la coltivazione è particolarmente sensibile».

Problema o opportunità?
L'uomo, così come la natura, sono portati alla resilienza, vale a dire ad adattarsi a condizioni in continuo mutamento. Ai nostri occhi, la possibilità di coltivare zucchine in quota risulta più un'opportunità che un problema. Anzi: dimostra ancora una volta la grandi (e, in molti casi, nuove) potenzialità economiche delle aree rurali fuori dalle città di pianura. 

 

 

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