Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Dopo i primissimi giorni del 2021 tutti abbiamo pensato: "oltre il danno, la beffa". Sulle nostre montagne, infatti, si era depositato un manto nevoso farinoso, soffice, compatto dai due metri ai tre metri e mezzo, ed era come neve avvelenata: non si poteva usare, perché gli impianti di risalita erano chiusi, le piste erano chiuse, bar e ristoranti chiusi, alberghi e negozi chiusi a causa delle misure antiCOVID-19. A lungo si è sperato che qualcosa cambiasse nel corso delle settimane, per salvare mezza stagione, un quarto della stagione, uno scampolo della stagione. Ma le cose non sono andate come sperato. Poi è arrivata la primavera, e con la primavera il DPCM "Sostegni" del governo Draghi, con un capitolo specifico per la filiera produttiva montana, cioè imprese e lavoratori bloccati dalle misure antipandemia e che sono stati danneggiati dalla perdita dell'intera stagione lavorativa.


Si tratta di un fondo nazionale di 700 milioni di euro (cento milioni in più rispetto a quanto preventivato in un primo momento), destinato per il 70% ai comuni montani con una presenza turistica, relativa all'anno 2019, pari a tre volte gli abitanti residenti nel comune; il 30% sarà destinato agli altri comuni montani e alle attività commerciali dei comprensori sciistici (tutte quelle attività che ruotano attorno all'attività scistica: scuole, maestri, noleggio, rifugi ecc.) Il fondo sarà predisposto dal Ministero delle Finanze e sarà disciplinato da un apposito decreto del Ministero del Turismo entro trenta giorni dall'entrata in vigore del DPCM "Sostegni".


A queste risorse, va aggiunta per i lavoratori stagionali e del turismo (quindi anche per molti lavoratori delle nostre montagne) che non godono di altre forme di sostegno (forme pensionistiche o cassa integrazione) un indennizzo una tantum ed omnicomprensivo di 2400 euro. In più ci saranno quote parti del fondo  per le fiere (100 milioni di euro complessivi), del fondo per i bar e i ristoranti dei centri storici (200 milioni di euro complessivi), e una parte dei 10 miliardi di iindennizzi a fondo perduto, che fanno salire le risorse previste per il sostegno del settore turistico a un miliardo e settecento milioni di euro.


Ribadiamo, si tratta di cifre su base nazionale, per cui la parte che sarà destinata alle nostre montagne sarà frazionale, ma ci sarà. Ai nostri ministri il compito di disciplinare la materia con attenzione, equità e buon senso; ai nostri amministratori il compito di predisporre bene le carte e i numeri, per far sì che le nostre montagne e soprattutto tutta la gente che ci vive, possano risollevarsi. Almeno un poco.


 

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