Una fase storica complessa, in cui l'incertezza regna sovrana a livello globale e, giocoforza, anche in ambito locale. Non ci gira intorno Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio, nell'intervista rilasciata a Metropoli Rurali sulle prospettive di questo 2022 in arrivo.
Sindaco, l'incertezza dovuta al Covid regna sovrana nuovamente, dopo che avevamo pensato fosse ormai tutto allo spalle.
«Purtroppo ho la sinistra impressione che la pandemia andrà avanti ancora un po'. Ne usciremo, perché la storia ci insegna che ogni pandemia ha avuto un inizio e una finita, ma i tempi non sono maturi per dire addio a questa. Impossibile parlare del nostro territorio comunale senza valutare la situazione a livello globale, perché è tutto interconnesso oramai. Per questo osservo che il mondo scientifico ha dato prova di grande affidabilità, mettendosi subito a lavoro su un vaccino che funziona e limita i danni, i dati scientifici parlano chiaro. I contagi rimangono alti, ma le terapie intensive sono molto più vuote rispetto all'anno scorso. Il vaccino è di gran lunga la difesa migliore che abbiamo, lo si è detto fino allo sfinimento ma repetita iuvant, se non siamo nella situazione dello scorso anno lo dobbiamo solo a loro, alle mascherine e agli studi scientifici che hanno studiato e capito come minimizzare il Covid».
In questo quadro di enorme incertezza, a cosa ci si aggrappa per guardare avanti sul nostro territorio? Forse il PNRR?
«Incerto o no, un futuro ci sarà, è inevitabile. Noi stiamo combattendo questa lotta sul territorio, ma si prospettano alcune opportunità. Parliamo, come dice lei, del Pnrr, parliamo del settennato pianificazione europea 2021-2027, e alle progettualità connesse che disegneranno la montagna del futuro».
Però per accedere a fondi dei bandi europei occorre progettazione. I comuni più piccoli come quelli collinari e montani rischiano di rimanere fuori da queste dinamiche?
«Proprio per questo agiremo a Pistoia non solo a livello dei singoli comuni ma anche a livello provinciale. Subito dopo le feste abbiamo l'obiettivo di tenere coordinamento complessivo di tutti gli attori provinciali, vale a dire tutti i comuni della provincia e tutte le associazioni di categoria. In questo modo, nel giro di due o tre mesi, vorremo avere una road map ed un piano di investimenti chiaro per ogni ambito in cui il nostro territorio potrebbe beneficiare dei bandi del Pnrr. Una unione di forze a beneficio appunto dei comuni più piccoli che potrebbe avere più difficoltà altrimenti nell'accedere ai bandi tramite i propri progetti».
Nella Toscana dei campanili pensa sia possibile unire le forze?
«Penso sia necessario, piaccia o non piaccia. Non nascondo coordinarci tra realtà diverse sarà una sfida per nulla banale, ma in caso di successo ne trarrebbero benefici tutti in termini di progetti e accesso ai bandi. Salvarsi da soli, nel senso dei singoli comuni, in questa fase di profonda crisi è illusorio, non si può fare. É bene averlo chiaro in testa».
Il 2022, insomma, non parte sotto i migliori auspici...
«La situazione globale è sotto gli occhi di tutti, la partita non si gioca a San Marcello Piteglio ma a livello globale. Gli operatori sul territorio, i sindaci in primis, avranno di sicuro delle opportunità per i loro territori e ci sarà tanto lavoro da fare. Occorre però fare uno sforzo, e lo dobbiamo fare tutti: andare oltre il quotidiano, andare oltre i piccoli problemi da risolvere ora e subito. Ok, ci sono anche quelli da risolvere, ma la vera partita del 2022 sarà indirizzato verso un grosso cambiamento di mentalità, verso a sfide più grandi, a lungo termine, non solo quelle quotidiane che ogni comune affronta ogni giorno. Queste sono le prospettive del 2022».



