Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Diciamoci le cose come stanno, quando il presidente della Repubblica, in questo caso Sergio Mattarella, parla, sappiamo che tutte le parole sono misurate, pesate e attentamente analizzate. Il presidente della Repubblica non fa comizi o della semplice conversazione, ma dà dei messaggi e delle indicazioni ben precise, studiate, che rispecchiano nel loro insieme la strada da intraprendere dovuta ai cambiamenti e alle evoluzioni significative che avvengono nel paese, che siano queste in positivo o in negativo.

Durante la presentazione di “Polis” (leggi qui l'articolo completo: I piccoli borghi tornano al centro: Poste e Mattarella confermano il cambio di paradigma  ), il nuovo servizio proposto da Poste Italiane che incentiverà e incrementerà i servizi di pubblica utilità nei piccoli paesi e borghi delle zone collinari e montane, il presidente Mattarella dal palco rivolto ai primi cittadini presenti ha speso parole di un peso notevole: il messaggio del capo della Repubblica ha conferito un'importante responsabilità ai primi cittadini, indicando le linee guida di un futuro che li vedrà operare con un ruolo di primo piano nel gestire una fase di transizione e cambiamento epocale.

Un cambiamento che ormai è già avviato da tempo ed tutt'ora in corso, cosi profondo e radicale che sta portando ad un progressivo cambiamento delle abitudini e stili di vita, lavorativi e abitativi di tanti italiani.

Noi di Metropolirurali (link editoriale Cambi di paradigma: la rivincita della aree interne collinari sulla città ) ci eravamo permessi di evidenziare e lanciare un piccolo messaggio ai sindaci “di paese” relativo alla loro nuova importanza.

Riportiamo dall'articolo linkato: “Gli amministratori che si ritrovano alla guida dei vari comuni presenti sulla fascia appenninica devono essere consapevoli di questo cambio di paradigma destinato ad acuirsi nei prossimi anni: occorre una forte presa di coscienza e di conseguenza di comportamenti e richieste da parte di essi verso la politica centrale. Se anni fa il sindaco del piccolo comune collinare o montano non aveva alcun voce in capitolo tanto da essere quasi snobbato dalla politica centrale nazionale, oggi si ritrova in una situazione ben diversa, completamente ribaltata, si ritrova ad essere attore protagonista in un cambio di paradigma totale”.

Lo abbiamo scritto con estrema convinzione il 2 Maggio 2022. Parole nate grazie alle testimonianze, ai dati, alle valutazioni e alle analisi fatte, sicuri che questo “ritorno al centro” delle aree interne fosse già in atto e che secondo noi non era per niente da sottovalutare. Anzi, già allora sarebbe stato fondamentale volerlo vedere e di conseguenza prenderne coscienza, iniziando a costruire un'idea e un progetto. 

Ora occorre rimboccarsi le maniche e fare, occorre mettere in campo oltre i soldi (che col Pnrr ed altri interventi ci possono essere e tanti), un certo dinamismo, con un'ottimizzazione dei tempi per arrivare ad avere fin da subito una visione di come possa e debba cambiare un territorio fino adesso trascurato ingiustamente. Un territorio che, adesso, si prepara a gestire quella che nei fatti è un'autentica migrazione interna che, oltre che essere stata sottovalutata, è stata anche fatta passare come qualcosa di temporaneo e con un effetto limitato.

 

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