Si va verso un recupero dell'immobile della ex stazione ferroviaria Fap (Ferrovia Alto Pistoiese) di Pracchia, da anni in stato di totale degrado ed abbandono. Nei giorni scorsi l'Unione dei Comuni Montani ha acquistato attraverso un bando di Rfi (Rete ferroviaria italiana) l'edificio ex Fap. L'obiettivo dichiarato è quello di volerlo risistemare e destinarlo alla realizzazione di attività culturali, sociali e turistiche a beneficio della cittadinanza e dei turisti. Un tempo la stazione di Pracchia era il punto di partenza della linea ferroviaria privata Pracchia-San Marcello Pistoiese-Mammiano e, visto la sua vicinanza con la linea Porrettana delle Ferrovie dello Stato, ebbe per anni la funzione di stazione di scambio con appunto la linea Porrettana.
Quella ferrovia, rimasta attiva fino al 1965, era il simbolo di una montagna in forte espensione economica. A oltre 60 anni dalla sua chiusura, la situazione sul territorio montano è ben diversa: paradossalmente, la ben più importante ferrovia Porrettana che collega Pistoia e Bologna è diventata una ferrovia di serie B, mentre della ferrovia Pracchia – Mammiano non rimane praticamente traccia. Anche con il recupero dell'area attorno la stazione ex Fap, i binari non torneranno di certo al loro posto: il comune di Pistoia ha comunicato che l'immobile, una volta recuperato, «potrebbe rappresentare il punto di riferimento di una serie di iniziative che collegano la montagna alla piana, sviluppate intorno alla ferrovia e alla rete sentieristica che si articola su tutto il territorio. L'utilizzo dell'immobile, una volta ristrutturato, si intreccia e si fonda anche sui progetti di valorizzazione della linea ferroviaria Porrettana come il progetto denominato "Pracchia porta della Montagna", presentato da una cooperativa locale che ha tra gli obiettivi la valorizzazione del turismo slow con ampliamento dei servizi di accoglienza attraverso la creazione di un punto servizi, un green point, ma anche un punto ristoro e molto altro ancora».
Al comune di Pistoia e all'Unione dei Comuni Montani va il nostro plauso per l'iniziativa: il fabbricato diroccato da decenni com'è stato fino adesso non rendeva giustizia alla gloriosa storia della Fap. Però come la pensiamo noi di Metropoli Rurali Alto Reno ormai lo avete capito: la montagna pistoiese e in buona parte anche quella emiliana non sono la Costa Salentina, la Costa Smeralda o le Alpi della Val d'Aosta. É improbabile che le zone di riferimento della nostra Metropoli Rurale possano vivere di forte turismo tanto da sostenere un'intera economica.
Paradossalmente la ristrutturazione e il rilancio turistico della stazione ex Fap avvengono a pochi metri dalla linea Porrettana: qui tuttora la linea è interrotta proprio tra Pracchia e Porretta per un masso caduto sulla sede ferroviaria ad inizio inverno. Ad oggi ancora non è dato sapere quando verrà ripristinata e aperta. Bene le iniziative di questo tipo ma che siano accompagnate, nei prossimi mesi, anche da una rinnovata attenzione ai servizi sul territorio, alle strade usate da chi risiede e lavora in montagna, alle presenza di internet veloce, alle agevolazioni fiscali per chi risiede e sceglie di continuare a risiedere in collina e in montagna. Pensare alle aree rurali solo con una prospettiva turistica è qualcosa che, a questo punto, non possiamo permetterci.



