Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Nell'ultima riunione della commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana è stato fatto il punto sulle “aree Snai” (Strategia nazionale aree interne) della regione Toscana.
Nella riunione si è tenuta una lunga discussione su quanti soldi siano arrivati e quanti arriveranno per realizzare gli investimenti sulla montagna in regione. 
Di base ci sono 2 milioni di euro già stanziati dalla Regione e 6,7 milioni di euro in arrivo del fondo statale sviluppo montagna.

I due milioni di euro regionali saranno rivolti alle Unioni dei Comuni con almeno il 30 per cento del territorio montano (un milione e 400mila euro) e ai Comuni montani che non fanno parte delle Unioni (complessivi 600mila euro). Secondo la regione toscana, questo finanziamento permetterà la copertura di circa il 90 per cento dei costi dei progetti.
Parliamo, in questo caso, di fondi destinati alle amministrazione comunali, non direttamente a cittadini e imprese sul territorio, come invece fatto ad esempio in Emilia Romagna con il bando destinato alle famiglie che si trasferiscono in montagna.

Una possibilità solo discussa dal consiglio della commissione. «Valutiamo un contributo a chi decide di stabilirsi in zone montane – ha detto Stefania Saccardi, vicepresidente della regione –. Sono risorse vincolate a spese d’investimento, Anci si è mostrata disponibile, si potrebbe fare. Nel complesso adesso si arriva a quasi nove milioni di euro, una quantità di risorse che non avevamo mai visto sulle politiche della montagna”.

Qualche novità,non proprio buona, arriva anche dal governo centrale: nel nuovo disegno arrivato da Roma, un paio di comuni sono stati eliminati dalla vecchia classificazione delle aree interne; rimarranno, dunque, fuori da futuri possibili bandi dedicati a quelle aree. Nell’area Lunigiana-Garfagnana media valle e Appennino Pistoiese escono dall’attuazione della “SNAI “Aulla e Marliana; nell’area Valdarno, Val di Sieve escono Pontassieve, Pelago, Rignano, Carmignano e Reggello. «Escono solo per le strategie future, le progettazioni già approvate rimangono, e l’esclusione riguarda solo la Snai, non altri finanziamenti europei e dunque l’incidenza sarà francamente minima» ha precisato Saccardi.

Significativo il commento di Luciana Bartolini, esponente Lega, che è tornata sul contributo di 30mila euro alle famiglie in stile Emilia-Romagna. «Mi piace il contributo, che potrebbe essere di 30mila euro come in Emilia-Romagna, per restare o andare ad abitare in montagna. Come gruppo avevamo proposto qualcosa di simile. Potrebbe essere di stimolo anche per le coppie».

«Il fatto che il Governo abbia messo così tante risorse rispetto al Fondo per la Montagna è una cosa storica, mai successa prima, e un finanziamento analogo, se non superiore, è previsto per il 2023, a conferma che c’è un’attenzione straordinaria sulla montagna» – ha concluso il presidente della commissione Marco Niccolai.

Quello che noi, osservatori esterni, ci permettiamo di commentare è come l'attività della regione Toscana -seppur meritevole- non comprenda incentivi diretti a famiglie e imprese operanti su questi territori. I soldi, non pochi occorre ammetterlo, vanno sostanzialmente ai comuni per i loro progetti destinati sì alla comunità ma in modo non immediato. Una possibile apertura della regione verso i sostegni diretti ai privati, come già avviene in altre regione, è arrivata comunque sul finire della riunione. Vedremo se dopo l'estate questa eventualità verrà recuperata e messa in pratica. 

 

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