Dopo due mandati, il sindaco di Marliana (provincia di Pistoia) Marco Traversari ha lasciato il passo a Federico Bruschi, eletto sindaco alle ultimi elezioni amministrative.
Abbiamo avuto modo di chiacchierare con il giovane neo-sindaco del comune collinare della provincia di Pistoia, andando a scoprire alcuni obiettivi della sua amministrazione appena instauratasi.
M.R. Da un punto di vista degli obiettivi, quali saranno le priorità per aumentare i servizi ai cittadini?
F.B. «C'è molto da fare. L'obiettivo è trovare il giusto equilibrio nel dare benefici ai cittadini storici del nostro territorio e nell'incentivare le nuove persone a trasferirsi nel nostro comune. Un elemento comune ad entrambi i casi è appunto aumentare i servizi. Nel nostro programma c'è un nuovo asilo nella zona di Momigno e Montagnana, così da permettere alle giovani famiglie con figli di non doversi allontanare da quell'area per esigenze educative. Insieme a quelli ci sono poi gli alti standard di decoro pubblico che vorremo rispettare sul nostro territorio e la copertura telefonica ed internet che non può più mancare in nessun territorio che si dichiara appetibile per attirare persone da fuori. Internet efficiente è fondamentale per lo smartworking, lo sappiamo bene».
M.R. Trasferirsi in un comune più piccolo significa avere un contatto più diretto con l'amministrazione in caso di problematiche?
F.B. «Il mio numero di cellulare è in bella mostra sul sito del comune: laddove è possibile, rispondo a tutti sempre. Di solito, in un comune come il nostro, ogni istanza viene visionata e risolta nel giro 1-2 settimane. É vero, i rapporti col sindaco e l'amministrazione sono più stretti, ma la burocrazia di Marliana è la stessa di Firenze o Pistoia, con l'ulteriore aggravante che non abbiamo il personale dei grandi capoluoghi di provincia. Non facciamo miracoli, ma i ritmi sono questi e io mi ritengo molto disponibile ad ascoltare tutti».
M.R. Avete assistito a qualche nuova famiglia che si è stabilita da voi?
F.B. «Si, una dinamica che ho visto prima da cittadino comune durante la pandemia e adesso da sindaco. Durante il periodo del lockdown molte persone hanno vissuto male le limitazioni in città. Prima pochi ci facevano caso, adesso tutti o quasi vogliono una casa col giardino, gli spazi aperti intorno, la campagna. C'è molto più apprezzamento per questi aspetti rispetto al passato. Le persone sono disposte anche a spostarsi di più per avere un ambiente rurale intorno alla propria casa».
M.R. Siete consapevoli di questa opportunità di ripopolamento del vostro territorio?
F.B. «Certo, insieme all'amministrazione stiamo facendo le nostre riflessioni, cercando di tradurrle in sostegni e incentivi per la popolazione. La nostra volontà è di andare ad aiutare e incentivare chi fa impresa. Nei territori come i nostri, i piccoli negozi, i bar, le botteghe di genere alimentari sono dei veri e propri presidi del territorio e diventano fondamentali per la società di quel posto. Frazioni come Casore, Avaglio, Serra, Montagnana Momigno hanno un gran bisogno di vita sociale. Nel momento in cui un bar o una bottega chiude, il tessuto sociale si disgrega e il paese diventa, nel migliori dei casi, un banale dormitorio. Questo è quello che vogliamo evitare e faremo in modo di mettere a bilancio aiuti per chi decide di aprire nuove attività al pubblico in queste zone».
M.R. Certo se la regione desse una mano...
F.B. «Noi intanto pensiamo al nostro ambito di competenza: le risorse, purtroppo, non sono e non saranno molto, ma il nostro indirizzo va verso il sostegno di chi decide di fare impresa da noi».



