Lo avevamo preventivato e, puntualmente, si è avverato: il periodo più caldo dell'estate non si è fatto attendere ed ha investito senza pietà l'Italia da nord a sud. Come abbiamo detto nell'ultimo articolo, non si tratta di mera meteorologia: ogni ondata di calore si presenta coi connotati dell'eccezionalità, i record di calore e persistenza vengono via via battuti con grande facilità. Anche “isole felici” quali le zone di montagna e collina sono capitolate in questi giorni: Campo Tizzoro, a quasi 800 metri sul livello del mare, il 13 agosto ha registrato una massima di +31.4 C°. Ad Abetone, a quasi 1500 metri sul livello del mare, ben 4 giorni con temperature massime tra +23 e 25 C°. La stazione meteo di Sestola, posta a 1030 metri sul livello del mare, ha toccato i 30 gradi nella giornata del 13 agosto.
La domanda potrebbe essere: “è normale?”. Il concetto di “normale” è piuttosto vago. Possiamo però confrontarci con la media trentennale climatica di quelle zone ed affermare che quanto registrato si ponga a circa 7/8 gradi in più della media del periodo a tutte le quote. La cosa che, occorre utilizzare questo vero, “spaventa” è la facilità e la frequenza con cui le bolle di caldo africano riescono a risalire verso nord, investendo l'Italia anche nelle sue regioni più settentrionali. Dal caldo estremo di questi anni non si salvano nemmeno le quote più appenniniche più alte. E le pianure? Verrebbe da rispondere “lasciamo perdere”: le zone di pianura di Toscana ed Emilia Romagna hanno toccato e in alcuni casi superato i 40 gradi centigradi, ed anche nella giornata odierna è probabile che questi valori possano essere ripetuti.
Un occhio al futuro prossimo lo vogliamo dare: il picco del caldo, in quota e in pianura, dovrebbe essere registrato nella giornata di domenica. Dopodiché le temperature dovrebbero iniziare, lentamente, a scendere nel corso della settimana. Piogge? Poche o nessuna: le sole precipitazioni saranno collegate a brevi annuvolamenti pomeridiani sui rilievi. Oltre al tempo di questi giorni, però, tutto questo porta ad una riflessione a lungo termine: con che coraggio e con quale spirito insisteremo nei prossimi anni a vivere estati in cui 38 gradi a metà giornata sono quasi la normalità? Con che coraggio lavoreremo e andremo a fare la spesa con queste temperature? É vero che esistono i condizionatori, ma questi sono validi solo per le persone che passano molto tempo in casa. E chi deve stare fuori, per lavoro ad esempio? É semplicemente fregato.
Un ulteriore elemento per pensare alle aree rurali di collina e montagna come possibile soluzione abitativa, sopratutto in chiave futura, visto che il riscaldo globale -purtroppo- pare non voglia arrestarsi.



