Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Passare da due metri e mezzo di neve al Passo dell'Abetone alle margherite e alle maniche corte nel giro di dieci giorni. Succede anche questo in questa prima fase di 2021. Questa esplosione della primavera anticipata non fa che aumentare il rammarico di essere segregati in casa a causa del virus, a meno di non essere così fortunati da avere casa in una zona rurale con un bel giardino. Guardiamoci intorno e cosa troviamo? Temperature gradevolissime, persone senza giacche o piumini, diversi che azzardano una t-shirt, finestre aperte per arieggiare le stanze già di prima mattina. Guardiamo ora il calendario: fine febbraio. Siamo stati trasportati ai tropici senza nessuno ci dicesse nulla o cosa?


In meteorologia si dice che «è normale che non sia normale» ma probabilmente quanto stiamo vivendo va oltre anche questo antico adagio.


La verità è che il cambiamento climatico sta accelerando ogni anno di più. In meteorologia si dice che «è normale che non sia normale» ma probabilmente quanto stiamo vivendo va oltre anche questo antico adagio. Tutto sta accadendo molto velocemente, in particolar modo dalla fine degli anni '90: estati sempre più lunghe e calde, inverni sempre più brevi e miti con, di tanto in tanto, nevicate eccezionali e ondate di freddo pungente ma solo per pochi giorni. Una delle conseguenze del cambiamento climatico, infatti, non sono necessariamente temperature solo più calde. Significa, più spesso, un estremizzazione dei fenomeni: è il caso, ad esempio, dei temporali con grandine o dei tornado in pianura Padana. Eventi relativamente rari che stanno diventando ogni stagione più frequenti.



Anche in questo febbraio estremamente mite in tutta Europa basta volgere lo sguardo indietro a metà mese per osservare uno scenario pesantemente diverso: le nostre montagne erano immerse dalla neve fin quasi al piano. In Europa il gelo attanagliava tutto il continente, arrivando perfino a congelare parte del fiume Tamigi, come non accadeva dal 1963. In tutto questo, il clima in pianura in Toscana ed Emilia Romagna rischia di diventare sempre più estremo, specialmente nel periodo estivo. Per trovare refrigerio occorrerà sempre di più guardare verso l'alto, verso colline e montagna, ricordandoci che in media la temperatura cala di 0.8 gradi ogni 100 metri di altitudine.



Pandemia o no, i grandi del pianeta dovranno seriamente iniziare a pensare al problema del cambiamento climatico. Altrimenti, una volta debellata la pandemia, il nuovo nemico da sconfiggere potrebbe essere ancora più aggressivo e irriversibile di quello appena vinto.


 

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