Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Per gli appassionati di meteorologia (e non solo...) è un must: Capracotta, paese appenninico in Molise, provincia di Isernia, posto alla bellezza di 1421 metri sul livello del mare, chiamato “casa” da 801 abitanti secondo l'ultimo censimento Istat. Cos'ha di speciale questo meteorologicamente questo posto? Vista la sua posizione in quota e il particolare orientamento della valle sui cui si trova, Capracotta è famosa per le sue formidabili tempeste di neve.

Nel 2015 il piccolo paese molisano è entrato di diritto nel Guinness World Record per la nevicata più abbondante nell'arco delle 24 ore: 250 centimetri di accumulo in 18 ore (265 centimetri in 24 ore) il giorno 5 marzo, strappando il record a Silver Lake (Colorado) che resisteva addirittura dal 1921. Ma com'è vivere in un paese con un clima che può diventare così estremo? D'estate una pacchia ma, nei mesi invernali, le cose rischiano di farsi complicate. E, non a caso, Capracotta e i territori limitrofi stanno vivendo un progressivo spopolamento che sembra non avere fine.

In questi giorni, proprio a Capracotta, è in programma il convegno “Montagna Aperta”, iniziativa dedicata al rilancio della montagna e delle sue culture attraverso un approccio multidisciplinare insieme ad esperti di turismo, docenti universitari e istituzioni.

«L'obiettivo – ha detto il sindaco di Capracotta, Candido Paglione – è quello di riaccendere l'attenzione sulla montagna e sulle aree interne, visto che la nostra montagna sconta ancora un deficit di servizi e di accessibilità per quanto riguarda i diritti fondamentali. Vogliamo confrontarci con l’Italia della montagna e delle aree interne per capire quali possono essere le soluzioni alle nostre problematiche. Ci confronteremo con alcuni tra i massimi esperti della materia proprio per provare ad individuare un percorso condiviso per contrastare lo spopolamento dei nostri paesi. Noi siamo determinati a fare ogni sforzo per sconfiggere la paura di restare e per alimentare, invece, la voglia di tornare ad abitare i nostri luoghi. La montagna, infatti, è un luogo vivo dove si produce e si fa impresa che non ha bisogno di interventi caritatevoli, ma del pieno riconoscimento della accessibilità a tutti i diritti fondamentali, così come avviene nelle altre aree del Paese». 
La zona di Capracotta e tutto l'Alto Molise vantano territori di rara bellezza ma difficilmente accessibili, con un sensibile deficit di scuole e sanità di prossimità. Tutto ciò porta allo spopolamento, da qui la necessità di discuterne per trovare un freno a questa perdita di abitanti. «Dobbiamo ritrovare il gusto di vivere in montagna e cercare di far tornare le persone che sono andate via – aggiunge il sindaco –. La montagna è di una bellezza eccezionale, ma se qualcuno si sente male serve qualcuno che si prenda cura della gente con la sanità di prossimità. Qui è carente l’accessibilità alle scuole e la mobilità, con strade che troppo spesso non sono pienamente transitabili». Come trovare una soluzione allo spopolamento con queste poco incoraggianti prospettive? «Noi puntiamo ad una rinascita, il convegno serve proprio a rifletterci sopra e a dare delle ricette per il rilancio di quest'area. Tutto da soli però non possiamo fare: ci devono aiutare le istituzioni, la Regione, ma anche l’Università e gli investitori».
La missione ripopolamento appare difficile ma non impossibile. Il sindaco Paglione crede fermamente nella possibilità di rilancio del suo territorio. A fine novembre, durante la consueta Festa degli Alberi locali, ha ribadito nuovamente questo concetto. «Insieme ai bambini e ai ragazzi del nostro plesso scolastico abbiamo piantato tre piantine. É stata una cerimonia semplice ma che rappresenta per noi la speranza di un nuovo protagonismo per i nostri territori all’interno della transizione ecologica che stiamo vivendo. Una speranza anche per le nostre comunità, costrette a misurarsi ogni giorno contro un nemico difficile da combattere: lo spopolamento.
E un incoraggiamento a resistere e a continuare a impegnarci, tutti insieme, per invertire la tendenza in atto. Vogliamo, infatti, poter guardare al futuro con una punta di ottimismo, perché abbiamo ancora una bella storia da raccontare, quella del nostro ambiente, dei boschi, dei paesaggi e della qualità della vita che da queste parti non ha concorrenti. Alle nuove generazioni affidiamo la cultura del rispetto dei luoghi e dell’amore verso l’ambiente». Di fronte a tanto impegno e amore per il proprio territorio, sentiamo di esprimere il nostro più grande in bocca al lupo al sindaco e a tutti i capracottesi.

 

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