Metropoli Rurali
AKB s.r.l.c.r
Loc Case Bezzi 30 - 51020 - Sambuca Pistoiese (PT)
P.iva/C.F. 01791770470
Ormai ve lo andiamo dicendo (scrivendo) da mesi: la vita in montagna e in collina è cambiata radicalmente negli ultimi anni. Se qualcuno si aspetta di trovare strade non asfaltate e senza luce, paesi semideserti e mancanza totale di strutture sanitarie o negozi dove fare la spesa, si trova decesamente fuori strada. A maggior ragione che i nostri paesi sulle alture toscane ed emiliane sono discretamente popolate e con molti centri urbani importanti: San Marcello e Porretta solo per citarne un paio. Tutti paesi non più sperduti tra sentieri impervi e inaccessibili ma è collegata alle città da una serie di reti stradali.
Tutto questo andamento più sereno riduce drasticamente l’influenza dello stress sull’organismo che viene assorbito molto più in fretta rispetto a chi abita nei centri urbani.
Anche internet non è più un problema e sia le case che gli altri edifici (ad esempio le scuole) hanno facile accesso al web, e sarà sempre meglio nei prossimi anni. E poi c'è la questione non affatto secondaria della salute. Come riporta il sito ufficiale della Fondazione Veronesi, uno studio recente, condotto dall’Università di Navarra, in Spagna e pubblicato su “Frontiers in Physiology”, ha dimostrato come le popolazioni che vivono e sono fisicamente attive ad un'altitudine compresa fra i 457 metri e i 2.297 metri hanno un rischio di sindrome metabolica assai inferiore rispetto a color che vivono al di sotto dei 122 metri sul livello del mare.
E il tutto indipendentemente da un eventuale familiarità del disturbo. Questa dinamica trova spiegazione nel fatto che a mano a mano che si sale di quota, diminuiscono i livelli di ossigeno nell’atmosfera, costringendo l’organismo a incrementare la propria attività metabolica per riuscire a procurarsi le energie necessarie, utili a supportare il buon funzionamento di tutti gli apparati e dei tessuti, con un netto miglioramento soprattutto di cuore e polmoni e un maggiore dispendio energetico. In generale, nelle zone rurali di collina e montagna i ritmi sono molto più lenti e quando si rientra la sera possiamo in un attimo neutralizzare lo stress accoccolandoci in casa e ammirando il paesaggio che ci circonda.
Tutto questo andamento più sereno riduce drasticamente l’influenza dello stress sull’organismo che viene assorbito molto più in fretta rispetto a chi abita nei centri urbani.
Una nevicata d'altri tempi, oltre due metri di neve caduti non in una stagione bensì in un solo fine settimana. Sta accadendo ad Abetone, dove la neve ha superato ufficialmente i due metri di accumulo questo pomeriggio. Sulle piste siamo oltre i tre metri. Una situazione che inizia a farsi difficile per chi lavora e risiede in zona: decine gli interventi di vigili del fuoco e dei carabinieri che da venerdì sono impegnati nel gestire l'emergenza maltempo. Problemi anche alla circolazione stradale, che risulta estremamente rallentata sopra i mille metri, dove non ha praticamente mai smesso di nevicare: più in basso, invece, rovesci di neve si alternano a rovesci di pioggia.
Grandi problemi anche per quanto riguarda l'energia elettrica, con migliaia di black-out registrati su tutta la montagna pistoiese a causa delle piante cadute sulle linee elettriche. E-Distribuzione è attualmente operativa per cercare di ripristinare tutti i guasti, ma le difficoltà permarranno fino a quanto le condizioni meteorologiche non miglioreranno. Un problema, quello dei black-out, condiviso anche con le valli della Garfagnana, alle prese con problemi analoghi a quelle delle montagne pistoiesi (anche se su quest'ultime è caduta più neve a parità di quota). Una nevicata così, d'altronde, non la si vede certo nemmeno tutti i giorni... ma tutti gli anni.
Non tanto per gli accumuli (due metri ad Abetone sono tantissimi ma in passato si sono registrati accumuli anche superiori) bensì per la velocità con la quale la neve caduta. Un evento estremo, che ancora una volta ci permette di capire quanto il nostro clima (sia verso il caldo che verso il freddo) si stia estremizzando pericolosamente anche alle nostre latitudini.
La Regione Emilia-Romagna incentiva l'acquisto o la ristrutturazione delle case in area appenniniche con il “Bando Montagna”. Sono già 341 le giovani coppie della regione che hanno comprato casa in Appennino grazie ai 28mila e 500 euro (importo medio assegnato a fondo perduto) finanziati dalla Regione nella prima tranche del bando da 10 milioni di euro.
E ora, altri 10 milioni arriveranno col secondo bando previsto per il 2021. Un finanziamento che, secondo i piani della regione, potrà mobilitare investimenti per almeno altri 10 milioni di euro: dunque, anche un’iniezione significativa di risorse a beneficio dell’economia dei territori montani, grazie ai cantieri che si apriranno per gli interventi necessari, nel 93% dei casi realizzati da imprese locali.
L’obiettivo del nuovo bando è dare risposta ad un'altra fetta cospicua delle tante domande arrivate: 2.310 in totale quelle ammissibili. Numeri che confermano il forte interesse in atto per l’Appennino. Un’inversione di tendenza da parte soprattutto dei giovani su cui può aver influito anche l’emergenza Covid, ma che più in generale rivela la ricerca di uno stile di vita più sostenibile. 20 milioni, con l’obiettivo di reperire altre risorse.
Tra gli obiettivi del bando anche quello di contrastare lo spopolamento dell’Appennino, condizione imprescindibile per costruirne su solide basi il rilancio economico e sociale. Per questo il bando prevede per tutti i beneficiari del contributo - sia coloro che già vivono in montagna che quanti intendono trasferirsi - l’obbligo della residenza nel comune montano per almeno cinque anni, residenza che va comunque presa entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’atto di acquisto o dalla data di ultimazione dei lavori di recupero.
E ora, altri 10 milioni arriveranno col secondo bando previsto per il 2021. Un finanziamento che, secondo i piani della regione, potrà mobilitare investimenti per almeno altri 10 milioni di euro
Priorità per i comuni più in difficoltà.
Il bando ha previsto contributi a fondo perduto da un minimo di 10 mila euro, a un massimo di 30 mila euro e comunque non superiori al 50% delle spese sostenute in caso di acquisto dell'immobile e, in caso di ristrutturazione, al 50% dell’importo lavori e alla somma non portata in detrazione fiscale. Precise anche la destinazione dei fondi: nuclei famigliari in cui almeno uno dei componenti (ad esclusione dei figli) sia nato dopo il 1^ gennaio 1980 (età massima 40 anni) e abbia la residenza anagrafica in Emilia-Romagna o comunque svolga un’attività lavorativa esclusiva o principale nel territorio regionale. Tra i requisiti anche l’Isee inferiore a 50mila euro se relativo a un nucleo già formato, e fino a 60 mila per nuclei da formare.
Tra le diverse premialità prioritarie quelle a favore degli interventi realizzati in comuni montani in cosiddetta fascia 1 e 2 (su tre fasce, quelli più penalizzati sulla base degli indici di reddito, di anzianità e di spopolamento). Punteggi aggiuntivi anche per i nuclei familiari che trasferiscono la residenza da un comune non montano (in particolare se un componente del nucleo ha un lavoro in montagna); per le famiglie con figli conviventi e/o minori; per quelle già residenti, ma con attività lavorativa in altro comune montano.
Aperto il 15 settembre e chiuso il 30 ottobre il bando prevede che l’intervento sia concluso entro 9 mesi (in caso di acquisto dell’immobile) o di 24 mesi (in caso di recupero, con fine dei lavori). Già alla fine di gennaio si aprirà la fase di rendicontazione e di successiva liquidazione dei contributi.
Maggiori informazioni sul sito istituzionale della regione Emilia Romagna.
Sono in arrivo due giorni importanti per i nostri territori collinari e montani. Anci Toscana organizzerà un confronto multilivello dal titolo “Presenti al futuro: le nuove sfide per la montagna”. L'appuntamento è in programma del 26 e 27 novembre.
Saranno tanti (li vedremo tra poco) gli ospiti che si confronteranno sulle nuove sfide a cui sono chiamati i territori periferici del versante toscano. Le istituzioni, infatti, stanno iniziando a cogliere i cambiamenti epocali di questa fase per la nostra società. Mutamenti che coinvolgono anche le nostre aree di riferimento, quelle collinari e montane: luoghi che con il tempo hanno vissuto un declino fatto di spopolamento, abbandono, di mancanza di servizi e di opportunità. Un trend che però oggi sta velocemente invertendo la tendenza.
«Stiamo assistendo ad un risveglio di questi territori, ad una rinnovata attenzione, ad un interesse condiviso per farli rinascere, ripopolare, valorizzare, per ritrovarli come parti fondamentali della vita e dell’economia della nostra regione» ha scritto Anci Toscana.
Ben vengono i confronti su queste tematiche. É da qui, infatti, che le istituzioni devono partire per aggiornarsi sulla situazione e costruire il futuro di queste aree.
Gli ospiti, come accennato, saranno di prim'ordine: il ministro per la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, lo scrittore vincitore del premio Strega Paolo Cognetti, l’architetto e urbanista, recentemente pluripremiato per il ‘bosco verticale’ di Milano, Stefano Boeri, il direttore dell’Istituto di architettura montana Antonio De Rossi; oltre al presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni, gli assessori regionali Stefania Saccardi e Stefano Baccelli. Poi nei due giorni si terranno quattro sessioni tematiche, con la partecipazione di sindaci, esperti, accademici, docenti universitari, associazioni, fondazioni: si parlerà del rapporto tra montagna e città, di risorse e sviluppo, di boschi e foreste, di presidio del territorio.
Il programma completo dell'iniziativa è scaricabile qui:
https://ancitoscana.it/images/Prsenti_al_futuro_Montagna_7.pdf
Ben vengono i confronti su queste tematiche. É da qui, infatti, che le istituzioni devono partire per aggiornarsi sulla situazione e costruire il futuro di queste aree. L'importante, però, è che non si rimanga alle mere parole: va bene il confronto, ma poi arrivino i fatti. Parliamo di investimenti nelle infrastrutture, internet veloce e sovvenzioni alle persone o alle famiglie che decidono di trasferirsi dalle pianura alle zone poste più in alto di quota. Altrimenti saranno chiacchiere al vento.
Frana di Pavana e chiusura strada Porrettana, si va verso la riapertura la prossima primavera. Ad annunciarlo è il sindaco di Sambuca Fabio Micheletti, che ha effettuato un sopralluogo sul posto.
«Sono stato sul cantiere della frana di Pavana per un aggiornamento dei lavori. Era presente anche l'ing. dell'Anas. I lavori con la benevola complicità del tempo procedono alacremente. Da quest'estate le maestranze lavorano anche il sabato per tutta la giornata. La palificazione e' a buon punto. Mancano ancora 16 pali. Per darvi un'idea, per metterne uno, ci vuole quasi una giornata di lavoro. Tenendo conto che arriverà il maltempo, ieri mi dicevano che la strada sarà risistemata e riaperta in primavera. Naturalmente ne ho approfittato per alcune puntualizzazioni.Finiti i lavori la ditta dovrà risistemare la strada sottostante di Teglia che e' stata utilizzata e usurata dai macchinari utilizzati per realizzare i lavori».
Ma i lavori potrebbero in un futuro prossimo spostarsi anche su altre aree che necessitano interventi.
«Mi aspetto anche un intervento di sistemazione di un tratto di Panoramica usurato dal traffico veicolare durante la completa chiusura della statale.
In un ottica di leale collaborazione tra gli enti interessati riterrei quasi doverosi questi interventi. Sono fiducioso».
E ancora: «sempre sulla strada Porrettana lavoriamo per sciogliere il nodo problematico costituito dalla casa pericolante del Corniolo. Dopo l'ordinanza di ripristino notificata alla proprietà e rimasta inottemperata abbiamo aperto un confronto in sede istituzionale con Anas per farci carico del problema e risolverlo. Occorre verificare tecnicamente se sia possibile percorrere la soluzione della demolizione che Anas sarebbe disponibile ad eseguire. Mi sono attivato in questa direzione».
Il rischio frane, però, è presente anche in altri punti della direttrice.
«Sempre sulla strada Porrettana stiamo lavorando per un importante intervento di messa in sicurezza nei pressi del Lastrone (vicino al Corniolo). C'è il pericolo di una frana. Abbiamo stanziato le risorse: più di 60 mila euro. Credo che i lavori inizieranno appena l'Anas ci darà il suo nulla osta. Mi immagino che verrà istituito un senso unico alternato sulla strada.Portate pazienza. La sicurezza prima di tutto. Naturalmente ho chiesto un aiuto alla Regione perché intervento è importante».
«Concludo con una sottolineatura: con i lavori sulla viabilità di Campeda e quelli sulla Sp 24 Pistoia/Riola e sulla Sp 24 Pian delle Casse/Treppio, lavori che sono di imminente realizzazione, più quelli già finanziati sulla Sp Taviano Badi, sulla viabilità di Sambuca, complessivamente intesa, verranno realizzati lavori per oltre 6 milioni di euro. In questa cifra sono naturalmente compresi i soldi per il ripristino della frana di Pavana e quelli spesi sulla viabilità forestale. Sono convinto che tra un anno il miglioramento sarà percepito da tutti gli utenti. Per ora si tribola, ma sono fiducioso per il futuro».
Mentre Toscana ed Emilia Romagna sono alle prese con l'isolamento forzato rispettivamente di zona rossa e zona arancione, sempre più datori di lavori stanno riorganizzando le proprie aziende (laddove possibile) per poter far lavorare in smart working i propri dipendenti. In futuro, d'altronde, sarà così: molti impiegati dovranno recarsi in ufficio uno o due volte la settimana, facendo il grosso del proprio lavoro stando a casa al pc. In questa situazione, abitare in città risulterà sempre meno allettante, sia da un punto di vista dello stress che dei costi delle abitazioni.
Torniamo dunque a vedere le offerte più interessanti a Porretta Terme, frazione capoluogo del comune Alto Reno Terme in provincia di Bologna, ben servita dalle vie di comunicazione sia con Pistoia che con il capoluogo emiliano. Abbiamo preso in considerazione abitazioni in vendita nel raggio di poche centinaia di metri dalla stazione ferrovia (posta nel centro del paese), così che si possa prendere il treno anche senza dover per forza usare l'auto. Partiamo con un interessante trilocale di 70 metri quadri offerto a 60mila euro con soggiorno, cucinotto, due camere con terrazzo, bagno completamente rinnovato e cantina. Ben più grande (140 metri quadri!) la casa in via della Stazione offerta a 99mila, con due bagni e terrazzo panoramico sulla città. L'abitazione è anche dotata di garage.
In questa situazione, abitare in città risulterà sempre meno allettante, sia da un punto di vista dello stress che dei costi delle abitazioni.
Poco distante, troviamo una lunga serie di appartamenti tra i 60 e gli 90 metri quadri a pochi passi dalla stazione, tutti offerti tra i 55 e 65mila euro. Parliamo di case in centro, vicine dunque non solo alla stazione ferroviaria ma anche a tutti gli altri servizi. Per chi è da solo e non ha eccessive esigenze, sempre in zona stazione c'è un bilocale da 45 metri quadri a 35mila euro, già parzialmente arredato. Sappiamo bene come il gusto per una casa sia soggettivo e quanto sia importante vederle almeno in foto prima di farsi un'idea. Noi però non siamo un'agenzia immobiliare, ne puntiamo ad esserlo.
Il nostro obiettivo è farvi presente queste opportunità che il nostro territorio può offrire. Perché, visto che andremo verso una fase in cui non sarà più obbligatorio recarsi al lavoro tutti i giorni nell'ufficio di città, pensare di acquistare una casa ad un prezzo estremamente vantaggioso fuori dai grandi centri abitati può essere una buona idea. Soprattutto considerando i tempi in cui le disponibilità economiche si sono ridotte in molte famiglie. Il nostro invito è quello di guardare voi stessi, facendo una rapida ricerca su uno dei principali siti specializzati in annunci immobiliari e valutare.
Oltretutto non possiamo non notare che rispetto alla nostra ultima ricerca di questo tipo su Porretta, svolta non più di tre mesi fa, la stragrande maggioranza della case è cambiata.
Segno, dunque, che per fare l'affare giusto occorre monitorare spesso le offerte online. Buona caccia!
Smart working, mercato immobiliare e Metropoli Rurale Alto Reno. Qual é il filo rosso che unisce questi tre entità così diverse da loro? La risposta è relativamente semplice: un po' per la pandemia, un po' perché la digitalizzazione è arrivata in praticamente tutte le categorie lavorative relative ai servizi, lo smart working è uno dei protagonisti di questo infausto 2020. E, per una volta tanto, un protagonista positivo.
Questo nuovo modo di lavorare da casa andrà sicuramente (anzi, ha già iniziato!) ad influenzare il mercato immobiliare delle zone periferiche, compresa la "nostra" Metropoli Rurale Alto Reno.
A tal proposito, riprendiamo un ottimo articolo pubblicato dal portale money.it che ha ben sintetizzato cosa andrà a succedere nei prossimi anni.
"Gli agglomerati urbani più piccoli - si legge - vedranno un aumento della domanda di immobili, e questo comporterà l’apprezzamento delle quotazioni e dei relativi canoni di affitto.
Le aziende si sposteranno dalla città alle zone periferiche della città o nell’hinterland ma si collocheranno sempre in prossimità di un’autostrada o di un arteria stradale principale. Questo perché difficilmente potranno sempre lavorare con i dipendenti in remoto e periodicamente potrebbero avere necessità di chiamare a turno i dipendenti per coordinare i lavori o quant’altro".
Per questo che sarebbe conveniente anticipare tutti ed iniziare a rivalutare anche le zone periferiche e collinari dell'Alto Reno come possibile soluzione abitativa e lavorativa
In effetti, il mondo del lavoro diventerà non solo ed esclusivamente telematico, ma principalmente tale. Tradotto: ai dipendenti sarà comunque chiesto di recarsi in sede qualche volta al mese, a seconda delle esigenze.
«Sarà necessario essere ubicati in una zona che agevoli i dipendenti che si recano in sede e arriveranno, in genere, con un’automobile percorrendo una delle strade principali. Auto che come detto in passato rispetto alle abitudini dei dipendenti probabilmente crescerà di dimensione e sarà poco pratica da usare dentro i centri molto urbanizzati».
Ma c'è anche la possibilità di non avere la macchina e di riuscire a raggiungere la propria sede via treno. La nostra area di interesse, quella dell'Alto Reno, è attraversata dalla ferrovia Porrettana, che collega Pistoia e Bologna via Pracchia-Porretta. Ma potrebbero essere le stesse aziende a scegliere di spostare la propria sede in modo "smart". Continua così l'articolo: «L’azienda potrebbe optare per collocarsi vicino ad una stazione ferroviaria o una fermata del metro o del passante ferroviario. Questo avverrà in particolar modo nelle imprese che manterranno una sede di rappresentanza in città e potrebbe nascere una via vai di dipendenti che potrebbe, di tanto in tanto, fare la spola tra la sede principale e quella di rappresentanza usando i mezzi pubblici».
In generale, dunque, quello che dobbiamo aspettarci è l’aumento delle quotazioni di immobili ad uso ufficio e aziendali in generale che si trovano vicino lungo un arteria stradale importante, oppure ancora vicino ad una stazione ferroviaria, anche non necessariamente in città.
Come in tutti i mercati, anche in quello immobiliare vale la regola della domanda e dell'offerta. Più la domanda aumenta, più i prezzi aumentano. Per questo che sarebbe conveniente anticipare tutti ed iniziare a rivalutare anche le zone periferiche e collinari dell'Alto Reno come possibile soluzione abitativa e lavorativa.
Torniamo a parlare di mercato immobiliare, questa volta scegliando un'area alto collinare molto interessante, servita dalla ferrovia Porrettana e a relativa poca distanza sia dal capoluogo di provincia Pistoia che dalla città di Porretta Terme. Andiamo a Pracchia questa volta che - paradossalmente - si trova all'interno del territorio comunale di Pistoia, pur trovandosi a 9 chilometri in linea d'aria da piazza Duomo. Iniziamo con qualche nota introduttiva: Pracchia si trova a circa 600 metri sul livello del mare, a mezz'ora di strada dal centro di Pistoia e ad altrettando dalla città di Porretta Terme. La frazione si trova peraltro vicina alla località Campo Tizzoro, distante appena 3 km.
Diamo uno sguardo agli immobili esclusivamente nei pressi della stazione ferroviaria di Pracchia, servita tutti i giorni dalla relazione Pistoia - Porretta. A 45mila euro troviamo un appartamento al secondo e ultimo piano di una villa composto di cucina, bagno, camera da letto con soppalco, arredato. Oltre a questo, ci sono quasi 100 metri quadri di giardino. Lo stabile viene dichiarato in buone condizioni e a giudicare dalle fotografie non sembra affatto una presa per i fondelli. Ancora più invitante, a parere nostro, un appartamento di 100 metri quadri compresa una cantina di 30 mq, altre due rimesse più piccole e distante 50 m dall’abitazione e ben 2000 metri quadri di terreno, di cui 500 pianeggianti (per orti, gazebi, piscine, etc.).
Il prezzo dell'immobile, abitabile da subito, è di 38mila euro. Meno, per intenderci, di un auto di medio livello nuova di concessionario! Quasi allo stesso prezzo, a 35mila euro, viene offerto un trilocale con cucina, sala, 2 camere, 1 bagno, terrazza e cantina in ottime condizioni, oltretutto con riscaldamento autonomo a gpl con termosifoni e stufa a pellet. Concludono l'immobile doppi vetri e zanzariere. Bisgnoso di qualche intervento di sistemazione è invece un terratetto su via Nazionale da 80 metri quadri offerto a 19mila euro. Il range di prezzo per case abitabili da subito, insomma, è questo.
Ovviamente sul mercato troviamo immobili anche un po' più costosi (non vi abbiamo menzionato ville con giardino da 70mila euro non lontane dalla stazione, ma vi invitiamo ad informarvi autonomamente) ma per il momento abbiamo scelto di concentrarci sui prezzi più aggressivi che abbiamo trovato sul mercato, sempre a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Pracchia che permette - come più volte ricordato - di raggiungere comodamente e senza cambi di treno sia la stazione di Pistoia che quella di Poretta Terme. Buona ricerca!
Prima o poi arriva a tutti: parliamo della voglia di allontanarsi dal caos della città, dal traffico, dai rumori di auto e camion, dalla noia e dalla routine di una vita tra i palazzi. La voglia che arriva è quella di condurre un’esistenza di maggior valore, più incentrata sulle proprie passioni, sullo stare in mezzo alla natura, in un ambiente più sano e meno stressante per se stessi e per i figli. C'è, è innegabile, un po' di spavento nell'abbandonare le comodità di una vita in città, ma sono sempre di più quelli che, anche considerando le problematiche del Covid-19 attuali e future, ci stanno seriamente pensando. A pensarci bene, è forse più spaventoso pensare di rimanere in una grande città!
In questo sito più volte vi abbiamo offerto un punto di vista diverso sul vivere la montagna tutti i giorni, non solo da turisti. Prima di tutto, con una riflessione forse banale ma importante: la “Metropoli rurale dell'Alto Reno” è per buona parte in collina e non in montagna, con caratteristiche climatiche in buona parte non troppo lontane da quelle di pianura (con un la maggior semplificazione possibile, non più di cinque gradi in meno di differenze tra l'alta collina e la pianura).
E poi, un altro buon motivo per pensare seriamente a cambiare vita e a prendere in considerazione la montagna/collina come nuovo posto dove costruire un futuro sono i prezzi delle case: anche di questo abbiamo parlato negli altri articoli, mostrandovi come con poche decine di migliaia di euro si possano acquistare appartamenti o case di dimensioni generose a prezzi di un terzo più bassi rispetto a case di pari grado in città. Comunque non serve che vi diciamo niente: basta una ricerca sui maggiori siti di compra-vendita immobiliare per farsi un'idea propria.
Non bisogna pensare alla scelta di acquistare casa in collina come un ritorno all'antico, alla “vita dei nonni”: oggi anche le aree rurali tra collina e montagna sono dotate di connessione veloci e presto saranno servite anche da quelle ultra-veloci, in modo tale da poter rimanere connessi anche a casa con i grandi centri urbani e poter lavorare in smart working. Per questo ci affascina scoprire anche a noi che scriviamo, insieme a voi, tutti i possibili risvolti di un nuovo inizio non in città, ma un po' più in alto: dove l'aria è migliore, dove il traffico è meno, dove si trova parcheggio e dove lo stress, di sicuro, è minore che tra i palazzi cittadini.
Porretta Terme è un caso piuttosto emblematico di cosa può offrire il territorio dell'Alto Reno per le persone che comunque mantengono un lavoro nelle aree di città di Bologna e Pistoia. Quest'ultima per il momento la mettiamo in secondo piano, concentrandoci più sul capoluogo di regione emiliano che offre sicuramente più opportunità di occupazione, non fosse altro per la sua maggiore estensione. Ci occuperemo del caso di Pistoia, più avanti. Premessa importante: Porretta è collegata a Bologna Centrale con una coppia di treni a cadenza oraria, a partire dalle 5 del mattino da Porretta, con rientro entro le 23.15 sempre a Porretta (ultima partenza da Bologna alle 22). Il tempo di percorrenza è di 1 ora e 10 minuti, al costo di 5 euro e 40 (ma per i pendolari sarebbe ovviamente più conveniente un abbonamento).
Diamo uno sguardo alle case in vendita nei pressi della stazione ferroviaria di Porretta, che si trova nel centro cittadino, a pochi passi da tutti i servizi della città. Parliamo di abitazioni che si trovano a pochi passi dalla stazione ferroviaria.
Ovviamente le singole offerte possono cambiare di giorno in giorno, ma questo articolo serve per dare un'idea sull'ordine di grandezza generale del mercato immobiliare in questa area. Qui, ad esempio, c'è in vendita un appartamento al terzo piano di 98 metri quadri con cucina, tre camere da letto e due bagni ad appena 55mila euro. L'immobile si trova letteralmente a pochi passi della stazione, rendendo assolutamente non necessario l'utilizzo della propria auto per prendere il treno. Sempre per dare un'idea: su un mutuo trentennale per questa intera cifra, con i tassi attuali, la rata mensile potrebbe avvicinarsi ai 230 euro.
Qui è evidentente quanto i costi siano interessanti per abitazioni non da ristrutturare ma pronte per essere abitate da subito.
Sulla stessa via è in vendita un trilocale al primo piano a 60mila euro con due camere da letto, per un totale di 70 metri quadrati circa. Nelle immediate vicinanze della stazione sono presenti molte altre soluzioni, anche con metrature oltre i 100 metri quadrati a prezzi lievemente superiori, quasi tutti sotto i 100mila euro. Nel territorio di Castel di Casio, ma comunque a pochi passi dalla stazione di Porretta, troviamo altri appartamenti sui 50-60mila euro tra i 50 e i 60 metri quadrati, di cui uno addirittura a 45mila euro. Qui è evidentente quanto i costi siano interessanti per abitazioni non da ristrutturare ma pronte per essere abitate da subito.
Uno sguardo anche agli affitti, che sui principali portali online non sono così numerosi ma che, a detta degli agenti immobiliari del territorio, hanno il loro mercato appunto nelle varie agenzie. A Porretta la media degli affitti per un alloggio in centro si aggira sui 300-350 euro mensili. Cifre che, a Bologna, sono totalmente introvabili.