Un tornado a inizio dicembre sulle colline di Vinci, in Toscana. No, non siamo impazziti. No, non abbiamo esagerato con le parole. Quanto scritto è accaduto veramente nel pomeriggio di lunedì 5 dicembre, documentato da racconti, foto e video che hanno spopolato sul web. Il fenomeno è ai limiti dell'assurdo per più di una ragione e ci indica, ancora una volta, come eventi estremi un tempo ai limiti dell'impossibile ora possono diventare realtà in ogni momento.
La prima ragione per cui parliamo di evento al limite dell'impossibile è la zona collinare in cui il fenomeno è avvenuto: i tornado sono tipici delle zone di pianura, dalle sterminate Plains Americane ai fenomeni vorticosi della Pianura Padana giusto per citare alcune zone “classiche”. Le colline, proprio per il loro territorio mosso, mal si prestano per la formazione di tornado, anche deboli. I casi sono una manciata al mondo ogni anno, per far capire di cosa stiamo parlando.
Un altro elemento sorprendente è la tempistica. Parliamo di un tornado avvenuto a inizio dicembre, a pochi giorni dal solstizio d'inverno, in uno dei periodi dell'anno in cui il sole è meno alto all'orizzonte e quindi, teoricamente, con meno energia a disposizione per far strutturare un tornado. Infine, la macro-area. La Toscana è una regione in cui i tornado sono poco diffusi durante l'anno, in particolar modo nell'area tra empolese e Valdinievole dove è accaduto il fenomeno del 5 dicembre. L'unico elemento catalizzatore di fenomeni estremi in zona è il Padule di Fucecchio, ben distante comunque dalle colline di Vinci dove il tornado a toccato terra.
Occorre comunque precisare che, seppur si sia trattato di un vero e proprio tornado, i danni sono stati lievi e il fenomeno di breve durata. Il vortice si è formato sotto un modesto temporale che è nato sull'empolese, allungandosi fino a toccare terra nel suo moto da sud ovest verso nord est, colpendo il terreno all'altezza della frazione Vitolini, Montalbano. Dopo un paio di minuti il vortice si è dissolto, lasciando però dietro di sé una lunga scia di immagini e video che lo hanno ritratto in tutta la sua maestosità.
Nulla a che vedere con quello che, con ogni probabilità, è stato il tornado più forte del 2022 in Italia: si tratta della tromba d'aria (ricordiamo che tornado e tromba d'aria in italiano sono due termini assolutamente sinonimi) che domenica mattina ha devastato il territorio di Isola di Capo Rizzuto, in Calabria, causando notevoli danni a case ed edifici, finendo per coinvolgere anche la zona archeologica di Capocolonna. Addirittura, si legge nelle cronache del luogo, un traliccio dell’energia elettrica si è abbattuto su un’abitazione in località Le Cannella sfondando il tetto e finendo nel bagno della casa. Solo per miracolo non si sono registrati feriti.
Il vortice, nato in mare aperto, ha risalito la costa per una decina di chilometri, rimanendo attivo e pericoloso anche una volta che ha toccato terra, continuando la sua marcia verso nord quasi indisturbato e dissolvendosi solo molti chilometri dopo. Il motivo di un tornado così forte a dicembre? Tanti fattori tecnici favorevoli alla formazione di fenomeni intensi ma, su tutti, spicca il Mar Ionio molto caldo dopo le temperature estreme subite da questi territori nel corso dell'estate, con picchi di quaranta gradi sulla terraferma toccati più volte.
Una situazione che serve come monito anche per le altre zone costiere, più vicine a quella grandissima fonte di energia per i temporali che è il Mar Mediterraneo: estate caldi significano acque più calde e dunque ulteriore carburante, come testimoniato da diversi studi di letteratura scientifica, a favorire e rendere più frequenti, rispetto al passato, i tornado lungo le coste italiane e l'immediato entroterra. Fenomeni estremi ma sempre più frequenti con i quali, volenti o nolenti, dobbiamo imparare a convivere.



