In questi ultimi giorni si è letto da più parti dell'abbassamento del Monte Bianco, la vetta più alta d'Europa, interpretato come un fatto eccezionale: ebbene, non lo è. Le vette sopra i 4500 metri alle nostre latitudine sono solite mutare di stagione in stagione e non c'è, dunque, granché da sorprendersi di quanto accaduto al “Bianco”. La vetta rocciosa del Monte Bianco, infatti, è a 4792 metri. Tutto quanto c'è sopra, infatti, è ghiaccio e neve compatta che varia da stagione a stagione. Anche il vento, capace di “spazzolare” o meno la cima innevata, può rappresentare una variabile. Si calcola che, in media, una vetta come il Bianco possa mutare anche di 5 metri nel giro di un biennio.
Attualmente la vetta, calcolata al centimetro, misura 4805 metri e 59 centimetri. Una rilevazione fatta a metà settembre da venti specialisti che si sono arrampicati sulla montagna con apparecchiature di ultima generazione ed un drone. Secondo i calcoli, dall'ultima rilevazione fatta due anni prima, il Bianco ha perso due metri e 22 centimetri. Un fatto, questo, dovuto alle scarse precipitazioni nevose avute quest'estate ed all'assottigliamento del ghiaccio a causa delle alte temperature registrare d'estate. Una differenza di altezza di due metri nel giro di due anni non risulta, insomma, niente di troppo clamoroso.
Le rilevazione biennali dell'altezza del Monte Bianco sono iniziate nel 2001. L'obiettivo delle rilevazioni era ed è quella di capire meglio l’impatto della crisi climatica sulle Alpi.
Ad esempio, il dato più alto è stato registrato nel 2007, con 4810 metri e 90 centimetri. Insomma, a detta degli stessi ricercatori che hanno effettuato le misurazioni, l'altezza di una montagna così «è normale che cambi». Ma perché è così importante lo stato di salute dei ghiacciai per il nostro pianeta? E perché ci spaventiamo tanto quando questi si assottigliano?
La risposta è piuttosto semplice: i ghiacciai sono una riserva di acqua dolce di vitale importanza. Non solo: grazie al loro effetto riflettente, disperdono il calore in eccesso nello spazio e mantengono il pianeta più fresco. Se si sciolgono, sparisce il ghiaccio e sparisce il potere riflettente di una grande porzione della crosta terrestre (il 10%), che sarà destinata a scaldarsi ancora di più. C'è poi la questione dell'innalzamento del livello del mare: basti pensare che se il ghiaccio si sciogliesse tutto in una volta, il mare aumenterebbe di 65 metri il suo livello. Ecco perché i ghiacciai sono di fondamentale importanza ed è altrettanto fondamentale studiarli e monitorarli.
Proprio per questo spaventa il dato secondo il quale, tra il 2000 e il 2020, i ghiacciai alpini hanno perso circa un terzo del loro volume. Un'infinità, considerando il breve lasso di tempo. Il Monte Bianco, che ha perso “solo” due metri, rientra appieno in questa statistica. Tuttavia il Bianco, essendo la vetta più alta d'Europa, è la montagna che soffre di meno le ondate di caldo africano rispetto alle altre, più basse e dunque più vulnerabili. Quelli andati in forte sofferenza (e destinati a sparire velocemente) sono i ghiacciai più bassi, tra 3500 e 4000 metri. É qui che si gioca la partita del clima europeo del futuro. Una partita che, dati alla mano, i ghiacciai stanno perdendo clamorosamente contro un avversario fortissimo: l'inesorabile riscaldamento globale.



