La crisi economica di questo 2023 possiede molte sfaccettature e tanti sono i dati che possono inquadrarla. Uno dei più clamorosi è quello appena diffuso da Istat sul potere d'acquisto degli italiani nel quarto trimestre 2022, che segna uno sconfortante -3.7% rispetto al trimestre precedente. Prima di analizzare il quadro generale, cosa significa esattamente “potere d'acquisto”? Proviamo a definire il concetto: con “potere di acquisto” si intende la quantità di beni e servizi che possono essere acquistati con una specifica unità di valuta. Una seconda definizione, più diretta, lo intende come la quantità di merci che, dati i prezzi in vigore sul mercato, possono essere acquistati in uno specifico momento con una specifica quantità di moneta.
Vista la recente sovrapposizione di aumento del costo dell'energia, aumento dell'inflazione e non aumento degli stipendi medi italiani, un calo del potere d'acquisto nel nostro paese era tutto sommato prevedibile. Ciò che ha sorpreso gli analisi è l'entità di questo calo, come ha sottolineato il Codacons, che ha così commentato tramite il suo presidente: «Un'entità così grave del calo di questo indice rappresenta un vero e proprio allarme sociale ed economico – ha spiegato senza tanti giri di parole il presidente del Codacons Carlo Rienzi –: inflazione alle stelle e caro-bollette hanno eroso mese dopo mese la capacità di acquisto dei cittadini, interessando generi primari come luce, gas, alimentari, di cui le famiglie non possono fare a meno. Per arrivare a fine mese, sempre più italiani sono stati così costretti ad intaccare i propri risparmi».
Un tentativo, insomma, di mantenere lo stesso tenore di vita andando però ad intaccare i propri risparmi. Può essere una strada percorribile nel lungo periodo? No. Sempre per il Codacons, infatti, «I dati sulle vendite di febbraio dimostrano che il calo dell’inflazione registrato nell’ultimo periodo è solo una illusione ottica dovuta alla riduzione delle tariffe energetiche, mentre i prezzi al dettaglio continuano a mantenersi a livelli elevatissimi incidendo sulla spesa degli italiani».
Potere d'acquisto in crollo, dunque, ma il costo dell'energia e l'inflazione calano ormai da mesi. Perché per le famiglie italiane meno abbienti è ancora tempo di crisi profonda? Questo perché, sulle fasce più deboli, pesano gli attuali rincari nei prezzi finali dei beni prodotti nei mesi passati, quando i costi di produzione erano schizzati in alto a causa di un'inflazione a due cifre e all'energia al suo picco. Per questo “l'onda lunga” dell'inflazione continua a colpire una buona parte degli italiani.
In sostanza, quello che compriamo oggi nel carrello non è stato prodotto nel momento in cui acquistiamo, ma fa parte di un processo produttivo avvenuto nei mesi precedenti che risente, appunto, delle condizioni economiche dei mesi scorsi. Inoltre, è vero che l'inflazione è calata in Italia, ma rimane comunque intorno al 7%, ben superiore alla media europea.
A fronte di un’inflazione che rimane, dunque, elevata, la Bce continua ad applicare politiche monetarie restrittive, aumentando i tassi d’interesse e facendo aumentare le rate dei mutui, altra problematica che pesa tantissimo su milioni di famiglie ed aziende.
Una dinamica che comporta un effetto a cascata sul prezzo delle case e sul costo degli affitti, rendendo più complesso mettersi un tetto sopra la testa in modo legittimo. Gli stipendi che non sono mai davvero aumentati negli ultimi anni chiudono il cerchio: nel 2022 l'indice delle retribuzioni orarie è cresciuto solo del solo 1,1%, quasi niente rispetto all'andamento dei prezzi.
Se le cose così continuassero con questo trend, non sarebbe sbagliato parlare di recessione. A onor del vero, altri enti inquadrano una realtà diversa, meno drammatica.
Confcommercio, ad esempio, parla di «superamento dell’attuale moderata recessione, grazie alle esportazioni e al traino del comparto turistico, in un contesto di rientro delle tensioni sui prezzi al consumo». Pochi mesi, e vedremo dove penderà l'ago della bilancia. Intanto le bollette per le famiglie meno abbienti continuano a pesare come macigni e ogni giorno si ripropone la lotta per arrivare a fine mese per sempre più famiglie.
Noi, nel nostro piccolo, continueremo a “ragionare” e a valutare possibili vie di risparmio per i meno abbienti. La coperta, però, è sempre più oggettivamente corta ed in assenza di un vero cambio passo (dal Governo? Dall'Europa? Dall'economia mondiale?) trovare scappatoie al caro-vita diventa sempre più difficile.



