Per quanto sia un argomento scomodo per buona parte della politica (specialmente quella al governo in questo momento), l'economia italiana in questa estate 2023 appare piuttosto piatta e poco incline alla crescita. Il report appena redatto da Confindustria non lascia spazio a troppe interpretazioni positive: l’economia italiana si salva sostanzialmente grazie al settore dei servizi (turismo su tutti) ma risulta molto “frenata” dai tassi elevati, col credito in ripiegamento proprio perché troppo caro.
Quella in corso non è una fase transitoria, secondo Confindustria: «Le attese sul proseguo del 2023 – si legge nel report – sono poco più positive. Il prezzo del gas ha esaurito la caduta e galleggia poco sopra i minimi, ma l’inflazione scesa solo in parte ha indotto la BCE a rialzare ancora i tassi, peggiorando le condizioni creditizie nel nostro paese. Oltre a questo, il traino estero all’export di beni si è arrestato».
Qualcosa di buono c'è: l'inflazione cala, ma non basta
Il dato attuale dell'inflazione vede una continua discesa, seppur su valori ancora piuttosto alti. A giugno l'indice segna +6,4% annuo, ma resta piuttosto alta sui prezzi alimentari che segnano un +10,7%, da un picco del 12,9%. Ci sono, invece, i tassi d'interesse che la BCE ha deciso nuovamente di rialzare al 4,25% giudicando l’inflazione ancora troppo alta. Una brutta notizia per tutte le persone che hanno mutui a tassi variabili con rate sempre più pesanti per l'acquisto di un'abitazione.
Una dinamica che si riversa anche sulle imprese: quelle italiane stanno subendo un continuo aumento del costo del credito, ormai posizionato sul 4,81%. L'industria non se la passa meglio. «A maggio – prosegue Confindustria – la produzione ha messo a segno un rimbalzo del +1,6%, ma da inizio anno si è comunque contratta molto: -1,9% in totale. La manifattura segna addirittura -2,4%, con i mezzi di trasporto unici in controtendenza al +3,0%».
Ci salva (per ora) il settore turistico
La principale spinta nei servizi del nostro paese rimane quella legata al turismo: la spesa degli stranieri in Italia a maggio registra un +13,2% sul 2022 e i passeggeri in aeroporto sono, nel 2° trimestre, sopra i livelli del 2019, quelli prima del Covid.
Almeno da questo punto di vista, l'economia italiana regge. Il turismo, tuttavia, non si manterrà su questi livelli per tutto l'anno: un calo, a fine estate, è assolutamente da mettere in conto.
Finito il boom del Superbonus
Secondo il report di Confindustria, le costruzioni non stanno più trainando l’industria. L’attività nel settore ha registrato il secondo calo consecutivo a maggio dello -0,7%, con un -4,3% da inizio anno. L'RTT Index (il nuovo strumento di analisi della variazione percentuale del fatturato in termini congiunturali di tutti i macrosettori economici italiani) segnala a giugno un altro forte calo del fatturato dopo quelli di inizio anno. Segnali discordanti dai permessi di costruire nel 1° trimestre: cresce il comparto residenziale, cala il non residenziale.
La Germania fa peggio: 2023 in recessione (di nuovo)
Confindustria mette l'accento sulla situazione tedesca, tra le più preoccupanti in Europa: la Germania ha iniziato il 2023 con un calo del PIL dello -0,1%, dopo quello di -0,4% a fine 2022. Quella in corso è la seconda recessione nell’arco di tre anni. La causa è da ricercare nello shock inflazionistico, che ha toccato il picco in Germania nell’ultima parte del 2022 con un incredibile +11,6% registrato ad ottobre, molto peggio che da noi.
C'è poco da rallegrarsi: in un'economia europea molto interconnessa come la nostra, una crisi tedesca può complicare di molto la già fragile economia nazionale. C'è, però, una differenza sostanziale con l'Italia: «La Germania – conclude Confindustria – sta investendo molto in settori strategici e high-tech. La produzione di batterie negli ultimi tre anni è cresciuta di oltre il +150%, mentre in Italia di appena il +6%. Gli investimenti, pubblici e privati, sono quindi stimolati dalla transizione dell’economia verso una produzione più sostenibile, come più volte annunciato dal governo tedesco. Ciò potrebbe alzare le prospettive di crescita per il futuro».



