Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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La classe media è sempre meno interessata ad acquistare case nella grandi città. I motivi sono quelli di cui parliamo spesso sul nostro portale: l'impennata dei tassi dei mutui e la conseguente meno disponibilità economica. Inoltre, la voglia di possedere spazi immersi nel verde, con giardini e spazi esterni, e non all'interno delle grandi metropoli dove anche un semplice balcone è un lusso non alla portata di tutti.  La dinamica sta colpendo, più o meno massicciamente, la stragrande maggioranza delle città italiane. Alcune più di altre. 


É il caso, ad esempio di Torino. Secondo le stime del centro ricerche Tecnocasa, sono già quasi 20mila i torinesi che hanno rinunciato alla città per trasferirsi nei paesi più periferici o in aperta campagna. Secondo i dati raccolti da portale, prima del Covid nel 2019, il 72,7% dei torinesi cercava casa dentro il capoluogo di regione. Oggi, quattro anni dopo, la quota di chi cerca casa in città è scesa al 60%. La ricerca di una casa in uno dei paesi periferici, invece, ha subito una contro-tendenza nelle ricerche: dal 24% al 35%. La motivazione è chiara: fuori dal capoluogo le case costano meno e gli spazi aperti sono molto più disponibili, sia in termini economici che quantitativi. 

Paesi periferici in crescita
Questo sta facendo la fortuna di paesi come Moncalieri, Grugliasco e Venaria Reale, ma anche Alpignano, Nichelino e Rivoli, molte delle quali adesso sono collegate col centro grazie alla metropolitana. Paesi, per chi non è pratico di Torino, non proprio di primissimo grido, ma che negli ultimi anni stanno subendo una costante rivalutazione urbanistica e sociale. Inoltre, bisogna anche considerare una seconda questione: chi ha la necessità di cambiare casa e non ha disponibilità economiche si trova ad avere poca scelta. O compra casa dove il prezzo al metro quadro è più basso, oppure non può comprare casa affatto. 

La collina di Torino, la zona “bene” della città
Torino è una città particolare: ai piedi della Alpi, è attorniata anche da una cinta di colline ad ovest, la cosiddetta “collina di Torino”. Una zona esclusiva, da sempre destinata alle persone più abbienti della città, dove le case costano più che in centro. Una situazione in contro-tendenza con la stragrande maggioranza delle città del centro-nord italiano, dove la casa in collina costa meno che in centro. 

Un'emorragia di abitanti anche qui
E, non a caso, anche Torino risente dell'effetto spopolamento che, ad esempio, abbiamo visto essere in corso a Firenze in questo articolo (Firenze emorragia di abitanti in corso, ogni anno spariscono 1000 fiorentini). Il tasso di natalità a Torino è sceso a 6,3 neonati ogni mille abitanti, uno dei dati più bassi di sempre. Un crollo non c'è, ma il decremento degli abitanti in città si traduce con un calo dello 0,5% in appena un anno. Non è, occorre dirlo, un caso isolato: dopo il picco del 2014, la città ha visto un progressivo lento calo dei suoi abitanti, ogni anno. 

 

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