La natura ormai non sa più come dircelo: il cambiamento climatico è in atto e il mondo non sembra volersene curare granché, quanto meno quello che conta, quello che comanda. Anche la settimana di maggio appena conclusa e l'inizio di quella in corso mostrano in pieno questa tendenza di estremizzazione del clima: temperatura a metà maggio degne di inizio luglio, record di caldo costantemente ritoccati verso l'alto, grandine come palline da tennis e violenti tornado nel cuore dell'Europa non appena l'aria fresca di origine atlantica entra in contatto l'aria calda africana.
Temperature più alte e clima più caldo, infatti, significano più energia a disposizioni per i temporali quando si formano. Un mix esplosivo su cui vediamo gli effetti ogni giorno. Nelle città del centro e del nord le estati si annunciano sempre peggio, già a partire da maggio: a Firenze e Bologna, già a metà di questo maggio, si sono superati per più giorni i 30 gradi centigradi di massima, con valori assoluti vicini a quelli che si registrano di solito a inizio luglio. Purtroppo questo maggio 2022 non è un caso isolato: il consorzio Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale) ha calcolato che negli ultimi 40 anni, ben 30 mesi di maggio su 40 hanno fatto registrare temperature più alte della media. A cosa dobbiamo prepararci?
Il cambiamento climatico, come detto, non è fatto di solo caldo e afa, bensì di fenomeni meteorologici sempre più estremi, dalla siccità, alle ondate di caldo fino ad arrivare alle bombe d'acqua, alla grandinate e ai tornado nelle aree di pianura. Proprio un violento tornado nel fine settimana ha investito la città di Paderborn, in Germania, con venti fino a 150 km/h provocando ingenti danni e 40 feriti, di cui 10 gravi. Sempre nel fine settimana, in Francia, una violentissima grandinata ha messo a ferro e fuoco la zona di Sarthe, dipartimento nel nord del pease, costringendo i Vigili del Fuoco ad un centinaio di interventi. Tornado e grandinate sono sempre stati presenti in Europa ma non certo in numero così frequente come negli ultimi anni.
Anche la nostra Pianura Padana è un'area sempre più soggetta a tornado anche violenti. La causa è sempre la solita: tanto caldo, quindi energia, accumulata al suolo che viene fatta detonare in violenti temporali non appena vi sono infiltrazioni di aria fresca atlantica. Se per i temporali violenti c'è ben poco che possiamo fare per proteggerci, per il caldo estremo qualcosa è possibile metterlo in pratica: allontanarsi dalla pianura e scegliere di abitare in altura, possibilmente sopra i 5/600 metri di altitudine. Sopra questa quota, infatti, i giorni con caldo estremo alle nostre latitudini passano dai 30/40 della pianura ad appena 4/5 in media dell'alta collina. Numeri con giorni di caldo estremo che scendono ancora di più se si sale maggiormente di quota.
In media, infatti, la temperatura scende di sei gradi ogni mille metri di quota, motivo per cui anche quando la temperatura in pianura raggiunge i 36 gradi centigradi, a mille metri di quota si è appena intorno ai 30 e per molte poche ore per poi ritornare verso i 20 gradi. Alla lunga (ma nemmeno così tanto...), alzarsi di quota sarà una necessità per poter vivere in condizioni climatiche accettabili nel corso dei mesi estivi. Le zone collinari a nord di Le Piastre in provincia di Pistoia, la mediavalle garfagnana, il Mugello a nord di Borgo San Lorenzo sono alcuni esempi dove il caldo estremo si vede e si vedrà molto meno rispetto alle relative zone di pianura, così come per le aree di collina a sud ovest di Bologna da Vergato verso sud.
Per quest'estate è presto per fare previsioni degne di tale nome, visto che scientificamente non ci sono correlazioni tra i mesi di maggio caldi come quelli che stiamo vivendo e le estati che seguono. Visto le tendenze in Europa, però, le prospettive per un'altra estate di sconforto climatico in pianura, purtroppo, ci sono tutte.



