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Il calendario dice 2023, ma la climatologia è ancora sotto shock dal 2022 che, in Italia come nel resto d'Europa, è risultato essere l'anno più caldo di sempre. Per la prima volta, nel nostro paese, la temperatura media annuale ha fatto registrare una un aumento superiore a 1°C rispetto alla media del periodo 1991-2020, periodo peraltro già influenzato dal riscaldamento antropico. I dati recentemente diffusi dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr, maggiori informazioni al link https://www.isac.cnr.it), fissano il dato esatto di aumento della temperatura a +1,15°C rispetto al periodo 1991-2020.

Un altro elemento che emerge dai dati registrati (precisiamo: sono dati ufficiali già registrati, non parliamo di proiezioni o previsioni) è che l’aumento più corposo è avvenuto tutto negli ultimi 50 anni: si è passato da un aumento di circa 0.1 gradi centigradi al decennio agli attuali 0.4. Sembrano valori di poco conto, ma sommati anni dopo anno hanno portato il 2022 ad essere circa 3 gradi e mezzo più caldo in Italia del periodo pre-industriale. 


Facciamo alcune considerazioni attorno a questo dato: la temperatura, in media, aumenta di 0.6 gradi centigradi ogni 100 metri di quota. In alcuni casi questo valore più essere ridotto (nel caso, ad esempio, di omotermia verticale: https://www.centrometeoligure.com/meteowiki/omotermia/) o anche maggiore (nel caso della presenza di gradiente adiabatico secco http://glossariometeo.altervista.org/Adiabatica.php), ma un calo di 0.6 gradi centigradi ogni 100 metri di quota rappresenta una buon valore di riferimento. Ebbene, il clima che mediamente potevamo trovare in Italia nell'epoca pre-industriale di circa 3.5 gradi centigradi più freddo possiamo ritrovarlo oggi... poco sotto i seicento metri di quota, intorno ai 580 metri sul livello del mare. Allo stesso modo, il clima collinare che un 70 anni fa si trovava a tale quota, adesso lo troviamo sopra i mille metri, a parità di latitudine e longitudine. 


Se l'aumento di 0,4 ogni decennio venisse confermato (e, le proiezioni, purtroppo dicono questo, maggiori informazioni qui: https://www.open.online/2022/10/26/clima-onu-unfccc-report-surriscaldamento-globale/ ), ci ritroveremo ogni 15 anni circa a ritrovare le stesse condizioni climatiche 100 metri più in alto. Per questo, da alcuni anni a questa parte, le aree collinari e montani stanno attirando un numero crescente di nuovi residenti. I motivi, come molte volte abbiamo scritto, sono molteplici: il costo molto minore delle case, la possibilità di avere a disposizione ampi spazi verdi privati, l'eventualità di poter lavorare in smartworking, l'assenza di traffico e di calca.

A questo punto, però, c'è anche la questione climatica, soprattutto d'estate. Il bacino del Mediterraneo e, in particolare, l'Italia, è una delle aree più colpite dal riscaldamento estivo. Dinamica che, negli ultimi anni, si è tradotta in prolungate ondate di caldo africano che hanno portato le temperature, in pianura, a rimanere per giorni e giorni tra i 37 e i 40 gradi. Una peculiarità, purtroppo, non solo delle zone del centro-sud ma anche delle zone del nord Italia. Torino, ad esempio, nel 2022 ha vissuto per 74 giorni con una temperatura massima uguale o superiore ai 30 °C, a pari merito con quanto osservato nel 2003 fino a tutto settembre.

La media annua nel periodo 1991-2020 è invece di appena 42 giorni. «Le temperature massime non sono mai scese sotto i 30 °C dal 29 giugno al 28 luglio inclusi (30 giorni consecutivi), né sotto i 33 °C dal 14 al 26 luglio (13 giorni)» hanno scritto i climatologi Daniele Cat Berro e Luca Mercalli (qui http://www.nimbus.it/clima/2022/220907ClimaEstateItalia.htm l'articolo completo). 


Per questo d'ora in avanti, la quota della propria abitazione sarà sempre più determinante per la scelta di un immobile rispetto ad un altro. Un elemento fino adesso poco considerato ma che, alla luce dei cambiamenti climatici in corso, ora assumerà una sua rilevanza. I borghi nelle zone interne, per tanti anni oggetto di emigrazioni e dimenticati in favore delle città, hanno già iniziato a registrare inversioni di tendenza, con nuovi residenti, internet veloce ed altri servizi che un tempo mancavano. Viste le premesse, in molte aree questo processo di aumento dei servizi è destinato a continuare. Ricordiamo che sul nostro sito, nella sezione annunci (https://www.metropolirurali.com/annunci.html) è presente una lista, degli annunci immobiliari presenti in alcune aree interne a quota non di pianura. Buona ricerca! 

 

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