Dedicato a chi abita o vuole tornare a vivere in collina o in montagna
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Immaginate una stagione invernale che inizia, a stento, verso il 20 di dicembre e una stagione primaverile che prende il sopravvento già metà gennaio. Sembra incredibile e fin troppo catastrofico ma questo è quanto potrebbe accadere, nel giro di ottanta anni, alle medie latitudini dell'emisfero nord. A stimare questo cambiamento radicale del clima è stato un team di ricercatori cinese in un lavoro pubblicato sulla rivista internazionale “Geophysical Research Letters”.

Gli autori dello studio scientifico rispondono al nome di Jiamin Wang, Yuping Guan, Lixin Wu, Xiaodan Guan, Wenju Cai, Jianping Huang, Wenjie Dong e Banglin Zhang. L'articolo integrale, in lingua inglese, si può leggere gratuitamente qui: Changing Lengths of the Four Seasons by Global Warming , Il team di studiosi ha utilizzato i dati climatici giornalieri storici di varie parti del mondo dal 1952 al 2011 per misurare la durata delle quattro stagioni. Per ottenere le proiezioni ha utilizzato modelli consolidati di cambiamento climatico per prevedere come cambieranno le stagioni in futuro. I risultati, purtroppo, sono quelli che vi abbiamo proposto nella nostra premessa.

“Nella lunga estate caldissimaaa...”
Il titoletto di questo paragrafo riprende una vecchia canzone di Max Pezzali che, ascoltata oggi, risulta davvero profetica. La dinamica mostrata dallo studio dei ricercatori cinesi è chiara: la stagione calda si allunga sempre di più, a discapito di quella invernale. Un trend non solo italiano ma che coinvolge tutte le medie latitudini dell'emisfero nord. 
É qualcosa, infatti, che stiamo già vedendo coi nostri occhi in questi anni in Italia: l'estate non finisce più a settembre ma va avanti senza problemi almeno fino a ottobre, con i bagni in mare che iniziano a farsi spesso e volentieri anche in questo mese pure al centro nord. L'inverno, per contro, si presenta già adesso con sempre più lunghe fasi anticicloniche che portano, in pianura e in montagna, le temperature ad alzarsi sopra la media per settimane e settimane. La neve in pianura diventa sempre più rara. 

Il cambio delle stagioni 
Nei grafici, ripresi dalla pubblicazione cinese, è riportata la lunghezza delle quattro stagioni in quattro diverse epoche: quella del 1952, 2011, 2050 e 2100. In particolare nel periodo che va dal 1951 al 2011, la lunghezza dell’estate è aumentata passando da 78 a 95 giorni, mentre la primavera, l’autunno e l’inverno sono passati da 124 a 115, da 87 a 82 e da 76 a 73 giorni rispettivamente. 

In base ai modelli di previsione (denominato, in gergo tecnico, RCP8.5) nel futuro l'estate potrebbe arrivare a durare quasi sei mesi mentre l'inverno meno di due. Tutto questo, lo ricordiamo, entro la fine di questo secolo, visto che le proiezioni si spingono fino al 2100. Un cambiamento epocale a cui stiamo già assistendo in Italia e in altre aree che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Soluzioni empiriche: montagna o grande nord
Visto il trend, ormai incontrovertibile, del cambiamento climatico, per sfuggire alla calura estiva sempre più opprimente occorreranno rimedi drastici. Su tutti, quello di considerare seriamente le aree in altura per stabilirsi e togliere qualche grado alle massime estive. Ricordiamo, infatti, che grossomodo la temperatura cala di 0.8 gradi ogni centro metri di altitudine. Per questo è bene iniziare ad entrare nell'ottica degli importanti stravolgimenti migratori che l'Europa potrebbe attraversare nei prossimi anni: una fuga verso l'alto interna (spostamenti e migrazioni dalla aree di pianura e quelle di collina e montagna) e una fuga verso nord extra territoriali (spostamenti e migrazioni verso le aree risparmiate dal grande caldo, come ad esempio la Scandinavia). Essere consapevoli e pronti verso queste possibilità, tutt'altro che remote, sarà utile per tutti ed è bene, già da ora, a prenderne contezza. 

 

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