Metropoli Rurali
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Ha dell'incredibile quanto accaduto a Sambuca nella giornata di lunedì. I Carabinieri della Stazione di Sambuca Pistoiese hanno denunciato in stato di libertà,una quarantenne originaria della provincia di Pisa, perché ritenuta responsabile dei reati di omissione di soccorso e lesioni personali stradali.
La donna stava percorrendo via Nazionale, in località Ponte della Venturina del Comune di Alto Reno Terme, a bordo del proprio fuoristrada Hyundai Santa Fè quando, probabilmente a causa di una distrazione, ha tamponato l’autoe la precedeva, una Suzuki Ignis utilizzata dall’associazione di volontariato “Croce Verde” di Pistoia per il trasporto di persone gravemente malate che necessitano di essere accompagnate a fare terapie mediche.
Subito dopo lo schianto, il conducente della Suzuki Ignis è sceso dal mezzo per constatare l’entità del danno subito e tentare di scambiare i propri dati con la conducente dell’autovettura che lo aveva tamponato, ma questa non ha fatto discorsi: è scesa dall'auto insultandolo. Poi ha ingranato la prima e si è data alla fuga in direzione Pistoia con l'auto incidentata.
Il conducente del mezzo tamponato ha scattato una foto alla targa della Hyundai Santa Fè. I Carabinieri di Sambuca, una volta allertati, hanno inseguito e raggiunto sulla SS 64 “Porrettana”, a più di 15 km di distanza dal luogo del sinistro stradale.
Constata l'effettiva identità della “tamponatrice”, la donna è stata denunciata in stato di libertà per omissione di soccorso con conseguente immediato ritiro della patente di guida.
Che l'impatto non fosse cosa da poco lo dimostra anche il ferimento di una persona a bordo del mezzo tamponato: una donna sulla piccola jeep ha avuto la frattura di una costola, con una prognosi di guarigione di gg 30.
La quarantenne che ha tamponato il mezzo è stata quindi denunciata anche per il reato di lesioni personali stradali.
Non sono mancate le polemiche dei cittadini a seguito della frana tra Cespole e Lanciole. Alcuni residenti, riuniti nel comitato spontaneo “ Comitato Cittadini San Marcello Piteglio” hanno manifestato il proprio disappunto in seguito all'annuncio dei lavori di ripristino, considerati dalla provincia “di somma urgenza”.
«Tranquilli, lunedì tempo permettendo, inizieranno i lavori sulla frana caduta sulla strada provinciale SP 34 Val di Forfora, fra le frazioni di Crespole e Lanciole – ironizzano i membri del comitato –. Questo si legge nel comunicato della Provincia. Annunciano i lavori saranno effettuati in “somma urgenza”. Dopo una settimana dall’evento franoso?»
«La frana impedisce di fatto agli abitanti di Crespole di raggiungere San Marcello e Pistoia e per farlo si dovrà passare da Pescia. Comodo, vero? Non si poteva perlomeno aprire una carreggiata, regolamentando il transito ad un solo senso di marcia con l’ausilio di un semaforo, in attesa del lavoro definitivo?» incalzano i membri del comitato.
«Il Presidente della Provincia e Sindaco , anche di quel territorio, Luca Marmo è stato informato di questa criticità? Perché da quello che si legge non sembra essere informato dei fatti…» hanno sottolineato i cittadini del comitato. E poi, la conclusione.
«Chissà se gli amici della Val di Forfora, sono sempre convinti dei benefici promessi loro da Marmo con la fusione con il comune di San Marcello?».
Vedremo se nei prossimi giorni i lavori inizieranno effettivamente su questo tratto. Il comitato intanto, con una serie di fotografie che riportiamo, ha sottolineato anche lo stato fatiscente di alcune strade provinciale sul territorio dell’ex comune di Piteglio.
Le forti piogge delle ultime ore hanno dato luogo a un movimento franoso importante che si è prodotto lungo la Strada Provinciale 34, della Val di Forfora, fra le frazioni di Calamecca e Crespole.
Nella giornata del 14 maggio a struttura della Provincia ha effettuato i rilievi del caso avviando la procedura di somma urgenza per liberare la strada e mettere in sicurezza la pendice. I lavori, quantificati in qualche giorno di attività, dovrebbero essere avviati già dalle prossime ore.
Tutto il tratto della SP34, ricadente nel tratto fra il bivio per Calamecca e la frazione di Lanciole, è monitorato per il rischio di ulteriori frane.
Ne da notizia il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo, che aggiunge «invito tutti i cittadini a percorrere il tratto in questione utilizzando tutte le attenzioni fino a completo ripristino della viabilità».
Novità in arrivo per il grande comune di San Marcello Pistoiese a sostegno delle attività economiche che hanno subito danni a causa delle misure restrittive anti-contagio dei mesi scorsi. Le norme sono state discusse e ratificate nell'ultimo consiglio comunale. Tanto per cominciare, alle piccole attività economiche verrà riconosciuto per l’anno 2021 un incentivo economico pari alla Tari dovuta per il medesimo anno. Non si dovrà fare richiesta specifica: i beneficiari che ne hanno diritto riceveranno le bollette direttamente con il canone azzerato.
Per lo sport, saranno dimezzate le tariffe per le squadre che sceglieranno di effettuare ritiri sportivi soggiornando negli alberghi del comune fino a settembre 2021. Inoltre verrà organizzato un importante festival dello sport all'aperto tra il 15 al 19 settembre, proprio con base a San Marcello Pistoiese. Maggiori informazioni su questo grande evento arriveranno verso metà mese di maggio.
Sempre rimanendo in ambito San Marcello, è ancora in sospeso l'eventuale nuovo hub vaccinale nel comune montano. La settimana in arrivo potrebbe essere quella decisiva, visto anche l'incremento di vaccinazioni che si sta determinando a livello nazionale.
Prende campo la possibilità di realizzare un hub vaccinale a San Marcello Pistoiese, a servizio delle migliaia di persone residenti in montagna. Nei giorni scorsi è partita la richiesta ufficiale della regione Toscana alla Asl Toscana Centro. Un nuovo hub vaccinale che accelererà le iniezioni sulla popolazione, riducendo di molto i disagi dei residenti che non dovranno più spostarsi fino a Pistoia per ricevere la dose. A spingere verso questo nuovo hub sono stati i comuni di San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano, Sambuca Pistoiese e Marliana. La richiesta è stata accompagnata dall'adesione dei medici di famiglia e dalle associazioni di volontariato, che insieme assicureranno delle vaccinazioni e della logistica dell'hub.
Vedremo i tempi della Asl Toscana Centro ma, da quel che si è visto fino adesso, non ci sarebbero ostacoli per avere l'ok a procedere con l'hub di San Marcello. La sanità in montagna però non passa solo dall'hub vaccinale.
Il comitato “cittadini San Marcello Piteglio” è intervenuto sulla questione polemizzando, sullo svolgimento dell'ultimo consiglio comunale e -soprattutto- sull'assenza del medico pediatra di famiglia nel comune.
«In consiglio comunale – scrivono – si inizierà con le comunicazioni del presidente e del sindaco, e al secondo punto dell’Odg troviamo: Approvazione nuovo statuto dell'associazione Ecomuseo della montagna pistoiese, al punto numero 12, ultimo argomento da trattare, a notte fonda, interpellanza riguardo "assenza guardie mediche nei comuni di Abetone Cutigliano e San MarcelloPiteglio". Con tutto il rispetto per l’Ecomuseo e il suo statuto, non era forse più importante iniziare la discussione alle ore 20.30 con il grave disservizio causato durante le festività pasquali? Forse è stato inserito all’ultimo per poter dare la possibilità al sindaco e al vice di informarsi presso l’Asl, dal momento che anche questa volta nessuno dell’amministrazione sapeva niente?». E ancora: «Dal 30 aprile non avremmo più neppure il medico pediatra di famiglia, o meglio il servizio sarà assicurato solo il mercoledì dalle 15.30 alle 18, solo su appuntamento».
Era positivo al Covid ma, come niente fosse, se ne andava a spasso per il paese. Il paese di San Marcello è sotto shock dopo che i Carabinieri hanno denunciato un idraulico del posto che, sottoposto a isolamento domiciliare fiduciario da parte della ASL Toscana Centro, aveva comunque deciso arbitrariamente di uscire da casa per recarsi prima al bar e poi al lavoro. L’artigiano era risultato positivo al virus Covid 19 alla fine del mese marzo, a seguito di una festa organizzata a casa sua. A seguito di questo, era stato subito posto in isolamento fiduciario domiciliare.
Dopo 10 giorni l’uomo, anzichè attendere che gli fosse comunicato dalla ASL il giorno in cui effettuare il tampone molecolare di controllo, aveva deciso arbitrariamente di andare a Pistoia in una clinica privata ad effettuare un test rapido che aveva dato esito negativo. Da quel momento, senza aspettare alcun provvedimento da parte della ASL, l'idraulico aveva ricominciato a uscire liberamente, recandosi più volte a fare colazione presso i vari bar del paese e riprendendo addirittura a lavorare, con varie visite a domicilio effettuate presso i propri clienti.
Tale comportamento però non era passato inosservato: in molti, da subito, avevano avvertito i Carabinieri, preoccupati vedendolo in giro per il paese, in un momento, come quello di inizio aprile, in cui la Regione Toscana e la Provincia di Pistoia erano addirittura classificate in zona rossa.
A quel punto, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile si sono presentati a casa dell’idraulico, riscontrando che effettivamente non era presente al suo interno. Contattato telefonicamente e intimatogli di fare rientro presso il proprio domicilio, l’idraulico ha tentato di giustificarsi affermando di essere negativo al virus Covid 19 e di poterlo dimostrare producendo il certificato rilasciatogli dalla clinica privata, peraltro non valido come lasciapassare per il fine-quarantena.
Gli stessi Carabinieri hanno accertato come questo non fosse sufficiente a far venire meno il provvedimento di isolamento fiduciario a cui l’idraulico era stato sottoposto il quale pertanto era assolutamente ancora in vigore. Il test rapido, come si sa, ha una attendibilità minore rispetto al test molecolare solitamente prescritto dalla ASL ed infatti, ad un successivo esame molecolare effettuato nei giorni seguenti, l’idraulico risultava ancora positivo al virus Covid 19.
A questo punto è scattata la denuncia penale per il mancato rispetto delle misure emanate per arginare il Covid 19. Una condotta vergognosa che ha messo a serio pericolo la comunità che, faticosamente, da alcuni giorni sta riuscendo a mantenere i nuovi contagi su valori relativamente bassi.
Si vive va molti mesi ormai “alla giornata” e -purtroppo- continueremo a farlo ancora per un po'. Questo comunque non è un buon motivo per non lavorare per la prossima estate che – si spera – permetta un minimo di mobilità turistica, quanto meno verso le zone interne della nostra regione. Il quotidiano La Nazione ha riportato una serie di interventi in corso sulle aree montane pronte per ospitare – si spera – turisti e visitatori nei prossimi mesi. Tanto per cominciare, a Pianosinatico è stata ripristinata la storica passeggiata nel bosco denominata “via delle Panchine”: qui i lavori hanno interessato la ristrutturazione degli steccati, dei ponti e delle sedute in legno. L'area è disposta lungo un percorso pianeggiante in grado di essere facilmente percorso da escursionisti di ogni età.
Altri lavori sono in programma anche lungo viale di San Vito a Cutigliano lungo la passeggiata di Beatrice a Pian degli Ontani. Lavori anche a Maresca: finalmente ripristinato il “Sentiero delle Fontanelle” (CAI 1-3) dopo la frana e gli allagamenti che lo avevano devastato negli anni scorsi. Piccoli, piccolissimi segnali di ripresa in attesa che il mondo (e con esso il turismo che tanto ci manca) ricominci a girare. L'estate scorsa, nononstante il Covid-19, la montagna ha vissuto letteralmente una “seconda giovinezza”, con migliaia di persone che si sono spostate in altura chi per un giorno tra la natura e chi per periodi più lunghi, magari all'interno di una nuova seconda casa di proprietà. Il Covid-19 purtroppo ha cambiato e sta cambiando molti paradigmi, ma quello della riscoperta delle aree montane e uno dei pochi volani buoni che questa pandemia sta muovendo.
Sono terminati a Marliana i lavori al palazzo polivalente che ospita la sala consiliare, la biblioteca comunale e l’archivio storico. Il palazzo era chiuso dal 2012. Il costo dell’intervento è stato di circa 400mila euro, finanziati in parte dalla Regione e in parte dalla Fondazione Caript. Il nuovo locale è stato dotato di arredi nuovi e funzionali e verrà reso più efficiente e accessibile con il Wi-Fi. Verrà inoltre allestito uno spazio per i più piccoli con l’obiettivo di sviluppare in modo ludico la passione per la lettura.
«Il nostro obiettivo - dice il Sindaco - è quello di rendere la biblioteca un punto di riferimento per le scuole del territorio e per tutta la comunità, un luogo non solo di avvicinamento alla lettura, ma anche spazio di studio, di socialità e di incontro».
Conclusa l’attività di spostamento e riordino di tutto il patrimonio, la nuova sede verrà presentata alla cittadinanza, con l'auspicio di ritornare presto alla normalità delle attività e degli eventi.
Intanto, in attesa della fine del lockdown e del ritorno agli eventi in presenza, torna la cultura anche in questo angolo di Toscana: le biblioteche comunali di Marliana e Lamporecchio, nell’ambito di “Periodicamente. Festival Digitale delle Riviste” organizzato dalla Rete documentaria della provincia di Pistoia (REDOP) e realizzato con il contributo del Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario 2020, hanno curato un incontro che si terrà il 9 aprile alle 17.
L’incontro dal titolo “Due grandi riviste toscane. Il dibattito culturale e politico del secondo ‘900 sulle riviste fiorentine «Il Ponte» e «Nuova Antologia»” vedrà la prestigiosa partecipazione di Cosimo Ceccuti, direttore della rivista «Nuova Antologia», Marcello Rossi, direttore della rivista «Il Ponte» e Lanfranco Binni del Comitato di direzione della rivista «Il Ponte».
Tutti gli incontri del Festival si svolgeranno in modalità telematica all’indirizzo periodicamente.comune.pistoia.it con traduzione simultanea in Lingua Italiana dei Segni (LIS).
«L’invito – conclude il sindaco – per i cittadini del Comune di Marliana e non solo è di seguire tramite il sito ufficiale (www.comune.marliana.pt.it) e la pagina Facebook gli aggiornamenti sulla riapertura della biblioteca: tanta cultura e buone letture ci attendono».

Dopo i primissimi giorni del 2021 tutti abbiamo pensato: "oltre il danno, la beffa". Sulle nostre montagne, infatti, si era depositato un manto nevoso farinoso, soffice, compatto dai due metri ai tre metri e mezzo, ed era come neve avvelenata: non si poteva usare, perché gli impianti di risalita erano chiusi, le piste erano chiuse, bar e ristoranti chiusi, alberghi e negozi chiusi a causa delle misure antiCOVID-19. A lungo si è sperato che qualcosa cambiasse nel corso delle settimane, per salvare mezza stagione, un quarto della stagione, uno scampolo della stagione. Ma le cose non sono andate come sperato. Poi è arrivata la primavera, e con la primavera il DPCM "Sostegni" del governo Draghi, con un capitolo specifico per la filiera produttiva montana, cioè imprese e lavoratori bloccati dalle misure antipandemia e che sono stati danneggiati dalla perdita dell'intera stagione lavorativa.
Si tratta di un fondo nazionale di 700 milioni di euro (cento milioni in più rispetto a quanto preventivato in un primo momento), destinato per il 70% ai comuni montani con una presenza turistica, relativa all'anno 2019, pari a tre volte gli abitanti residenti nel comune; il 30% sarà destinato agli altri comuni montani e alle attività commerciali dei comprensori sciistici (tutte quelle attività che ruotano attorno all'attività scistica: scuole, maestri, noleggio, rifugi ecc.) Il fondo sarà predisposto dal Ministero delle Finanze e sarà disciplinato da un apposito decreto del Ministero del Turismo entro trenta giorni dall'entrata in vigore del DPCM "Sostegni".
A queste risorse, va aggiunta per i lavoratori stagionali e del turismo (quindi anche per molti lavoratori delle nostre montagne) che non godono di altre forme di sostegno (forme pensionistiche o cassa integrazione) un indennizzo una tantum ed omnicomprensivo di 2400 euro. In più ci saranno quote parti del fondo per le fiere (100 milioni di euro complessivi), del fondo per i bar e i ristoranti dei centri storici (200 milioni di euro complessivi), e una parte dei 10 miliardi di iindennizzi a fondo perduto, che fanno salire le risorse previste per il sostegno del settore turistico a un miliardo e settecento milioni di euro.
Ribadiamo, si tratta di cifre su base nazionale, per cui la parte che sarà destinata alle nostre montagne sarà frazionale, ma ci sarà. Ai nostri ministri il compito di disciplinare la materia con attenzione, equità e buon senso; ai nostri amministratori il compito di predisporre bene le carte e i numeri, per far sì che le nostre montagne e soprattutto tutta la gente che ci vive, possano risollevarsi. Almeno un poco.
Il turismo è fermo, ma alla Doganaccia ci si prepara alla ripartenza. Dopo anni di attesa riprende quota il progetto della seggiovia tra Doganaccia e Croce Arcana. Una ditta torinese, infatti, ha risposto positivamente al bando della provincia di Pistoia aperto per la ricerca di un esecutore dei lavori. Il progetto di riapertura del collegamento, quindi, potrebbe tramutarsi in realtà nel corso del 2021 partirà anche il cantiere, per una spesa complessiva di circa un milione e mezzo di euro, finanziati da Regione Toscana e Provincia di Pistoia.
Nei piani preliminari si prevede la totale ristrutturazione della tratto Doganaccia – Croce Arcana (chiuso a metà anni 2000 a causa della scadenza obbligatoria della revisione quarantennale, quando era una funivia) e la conversione dell'impianto a seggiovia. Inoltre, si è prevista la ristrutturazione del rifugio Manzani e Cecioni, dove è prevista anche la realizzazione di un'aula didattica e una terrazza panoramica. Secondo i piani il cantiere non dovrebbe durare più di un anno: l'opera dovrebbe essere pronta per l'estate 2022.
Sulla carta si tratta di una spinta importante per il turismo sia invernale che estivo, ed un notevole volano per le attività turistiche a cavallo del confine tosco-emiliano. Occorre però prudenza: già in passato c'erano stati tentativi di riapertura e ristrutturazione del collegamento, finiti presto con un “nulla di fatto” a causa della mancanza di fondi o fallimento delle aziende appaltatrici. L'essersi aggiudicati il bando di ricostruzione non significa ancora avere pronto il cantiere, ne tanto meno l'opera conclusa e funzionante. Seguiremo l'iter di questa opera, nella speranza che la crisi economica da Covid-19 non ci metta lo zampino.