Metropoli Rurali
AKB s.r.l.c.r
Loc Case Bezzi 30 - 51020 - Sambuca Pistoiese (PT)
P.iva/C.F. 01791770470
Con un discorso analogo per quello fatto su Porretta in un altro articolo, analizziamo oggi la situazione nell'abitato di Silla, distante a tre chilometri dal centro di Porretta, raggiungibile con cinque minuti di auto. Parliamo di Silla in quanto anche qui è presente una stazione ferroviaria dove i treni regionali da e per Bologna fermano regolarmente. Nel raggio di 450 metri dalla stazione, troviamo già due soluzioni molto interessanti per quanto riguarda il prezzo di vendita: un quadrilocale con due camere da letto, totale 75 metri quadri (+ altri 20 metri quadri di soffitta) al secondo e ultimo piano a 48mila euro.
Nel raggio di 450 metri dalla stazione, troviamo già due soluzioni molto interessanti per quanto riguarda il prezzo di vendita...
Sempre poco distante dalla stazione, è presente un appartamento bifamiliare al piano terra di circa 100 metri quadri con 500 metri quadri di giardino esclusivo in vendita a 85mila euro. Chi ha la possibilità di vendere a sua volta un immobile o per chi magari ha disponibilità economiche più elevate, sempre in zona stazione di Silla troviamo anche un appartamento 2 camere da letto, infissi con doppi vetri e zanzariere, parquet in entrambe e porta blindata a 150 mila euro.
A rendere più appetibile l'offerta ci pensano anche un giardino privato di 140 mq con barbecue in muratore ed un garage di 17 mq con accesso con cancello automatico. Lo stesso immobile, a Bologna, giusto per fare un confronto, costerebbe almeno tre volte tanto. Nel caso si abbia a disposizione un'autovettura parca nei consumi, da Silla il centro di Bologna si raggiunge in circa un'ora. Il treno, che impiega praticamente lo stesso tempo, è preferibile in quanto l'ora di viaggio può essere utilizzata per riposarsi, leggere o anche (nel caso uno sia impiegato in lavori che necessitano di un pc) avvantaggiarsi col lavoro.
Il mercato immobiliare nella zona dell'Alto Reno ha vissuto un anno a dir poco particolare: da una parte il Covid, con tutte le paure per il rischio contagio e la necessità di spostarsi verso zone meno densamente abitate. Dall'altra, la possibilità di usufruire dell'Ecobonus e delle sue detrazioni, che arrivano ad un massimo del 110% dell'importo fatturato. In parole povere: una persona, nei migliori dei casi, può investire 50mila euro in una ristrutturazione e ritrovarsene, nel giro di qualche anno, con 55mila euro in tasca e la casa ristrutturata di proprietà. Ecco che, piano piano, le vendite di abitazioni o i nuovi affitti delle zone rurali dell'Alto Reno iniziano ad incrementare.
Non vogliamo vendere niente a nessuno: il nostro consiglio spassionato è quello di informarsi, di prendere in considerazione l'acquisto di case in queste aree, anche semplicemente andarle a vedere, in quanto in molti casi le cifre al metro quadro sono la metà se non un terzo delle grandi città come Pistoia o Bologna.
In particolare, come testimoniato da diversi agenti immobiliari della zona, l'area di Porretta sta vedendo una buona serie di vendite a prezzi estremamente interessanti. Parliamo, giusto per dare qualche riferimento, di bilocali in centro offerti a 30mila euro, trilocali a 50/60mila euro nella stessa zona fino ad arrivare a ville in posizione lievemente defilate con tremila metri quadri di giardino privato a poco meno di 90mila euro. Altre opzioni possono essere quelle di acquistare abitazioni, anche di grande metratura, a costi di favore (15-20mila euro) ma necessari di interventi di ristrutturazione. É qui che arrivano a far comodo le detrazioni previste dallo Stato fino al 110%. La burocrazia per ricevere queste detrazioni non è banalissima, ma niente di non affrontabile con un minimo di pratica e attenzione ai regolamenti imposti dal Governo
Non vogliamo vendere niente a nessuno: il nostro consiglio spassionato è quello di informarsi, di prendere in considerazione l'acquisto di case in queste aree, anche semplicemente andarle a vedere, in quanto in molti casi le cifre al metro quadro sono la metà se non un terzo delle grandi città come Pistoia o Bologna. Prezzi e situazioni simili si trovano in molti altri paesi dell'area: Treppio, Sambuca Pistoiese, Granaglione, Ponte alla Venturina. In questo “speciale immobiliare”, articolo dopo articolo, cercheremo di scoprire insieme queste dinamiche che possono rivelarsi determinanti per chi, per un motivo o per l'altro, ha necessità di spostarsi dai grandi centri urbani di pianura.
Un territorio non servito dai mezzi pubblici è un territorio destinato allo spopolamento. Fortunatamente, le zone della cosiddetta “Area Metropolitana Rurale dell'Alto Reno” sono collegate da una rete piuttosto fitta di trasporti pubblici, che trovano il loro fulcro nevralgico nel paese di Pracchia. Qui si trova una delle più importanti stazioni della Ferrovia Porrettana, autentico gioiello di tecnologia ottocentesca, che ha fatto scuola a decine di ferrovie montane costruite ad inizio dello scorso secolo in tutta Europa. A Pracchia il primo collegamento ferroviario del giorno è, a cose normali, alle 6.30 e permette di raggiungere Bologna (con cambio a Porretta) alle 7.55.
In direzione Pistoia, il 07.15 e permette di raggiungere il capoluogo di provincia alle 7.45.
Non abbiamo scritto “a cose normali” casualmente: l'emergenza Covid-19 ha imposto il blocco momentaneo del servizio su rotaia da parte di Trenitalia, che nel periodo estivo appare limitato alla domenica, con una serie di corse - prevalentemente improntate a favorire il turismo - da Firenze a Porretta e ritorno. Nel corso del fine settimana, gli spostamenti sull'asse Pistoia – Pracchia – Bologna sono assicurati, momentaneamente, da autobus sostitutivi, in attesa della ripresa delle corse regolari su rotaia. Quello di Pracchia però non è solo lo snodo sull'asse nord-sud, ma anche est-ovest. Il piazzale antistante la stazione, infatti, viene servito da due tratte extra-urbane: la 67 Pracchia – Orsigna, la 65 che collega Rivoreta con Pracchia e Porretta via San Marcello, dalla quale è possibile spostarsi verso Abetone o verso Pistoia sfruttando il collegamento della linea 54.
A Pracchia il primo collegamento ferroviario del giorno è, a cose normali, alle 6.30 e permette di raggiungere Bologna (con cambio a Porretta) alle 7.55.
In direzione Pistoia, il 07.15 e permette di raggiungere il capoluogo di provincia alle 7.45.
Un intreccio di collegamenti pubblici che permettono quotidianamente, a chi abita in montagna, di spostarsi nei vari luoghi del territorio anche senza usare mezzi privati.
Il Covid-19 però non deve essere un pretesto per depotenziare i servizi in montagna: in un momento in cui questo territorio può essere riscoperto come luogo ideale da dove ripartire in vista del periodo di crisi economica del prossimo biennio, chi sceglierà la montagna come nuova soluzione abitativa deve poter contare su un sistema di trasporto adeguato, che permetta agli abitanti non solo di spostarsi in montagna ma anche e soprattutto di raggiungere i capoluoghi della pianura in tempo utile per l'inizio della giornata lavorativa. Controlleremo attentamente che le aziende di trasporto, in collaborazione con le Regioni, assicurano questo diritto allo spostamento. Lo abbiamo scritto come prima frase: un territorio non servito dai mezzi pubblici è un territorio destinato allo spopolamento.
Non solo aria buona, tranquillità ed innegabili vantaggi in termini di poco traffico negli spostamenti: mettere su casa in montagna è anche una scelta appagante da una punto di vista economico in questo periodo dal futuro incerto, ad un passo dalla recessione economica. La Regione Emilia-Romagna offre un aiuto concreto destinato a chi compra o ristruttura immobili nelle aree montane, attraverso un bando specifico, approvato dalla Giunta in questa prima metà di 2020. L'iniziativa mette a disposizione 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto in 119 comuni appenninici dell’Emilia-Romagna, compresi quelli dell'area dell'Alto Reno.
Il singolo contributo monetario va da un minimo di 10mila a un massimo di 30mila euro ed è finalizzato all’acquisto della casa in proprietà (limitatamente ad alloggi o immobili già esistenti, senza consumo di suolo ulteriore) o al recupero di patrimonio edilizio esistente adibito o da adibire a prima casa.
L'opportunità è molto allettante ma è bene fare attenzione al calendario. Le domande alla regione potranno essere presentate per un mese, dal 15 settembre al 15 ottobre 2020. La domanda si potrà fare non prima di aver definito la scelta di acquisto o ristrutturazione. Il bando è pubblicato in formato .pdf al seguente link: https://bit.ly/2yAxIrh. L'obiettivo alla base dei fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna è quello di sostenere concretamente chi vive o va a vivere in un comune montano, contrastando l’abbandono e lo spopolamento dei paesi e dei borghi dell’Appennino. La misura può essere colta da tutti i nuclei famigliari, anche se composti da una sola persona.
Le domande alla regione potranno essere presentate per un mese, dal 15 settembre al 15 ottobre 2020. La domanda si potrà fare non prima di aver definito la scelta di acquisto o ristrutturazione
E non è tutto: se da una parte ci sono i soldi messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna, in questo 2020 sono previste anche detrazioni al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, infatti, lo Stato prevede la ripartizione dell’agevolazione in 5 rate di pari importo a favore della persona proprietaria degli immobili ristrutturati.
Infine, sono rimasti invariati gli incentivi già previsti per gli interventi sugli immobili, come quelli volti al recupero del patrimonio edilizio, che consentono di beneficiare della detrazione IRPEF del 50% e quelli di riqualificazione energetica (parliamo dunque di Ecobonus) per i quali, ove non sia possibile fruire del bonus al 110%, permettono di ottenere comunque la detrazione IRPEF/IRES nella misura del 50% o del 65%.
La "rivoluzione" a cui il mondo, volente o nolente, andrà in contro nei prossimi mesi post-pandemia vede nell'acquisto di una casa in montagna una concreta possibilità di svolta per molte persone. Una via di ripartenza da tenere bene a mente, in questi mesi che si prospettano difficili.
Il lockdown che ci ha costretto a rimanere in casa per lunghe settimane, cambiandoci profondamente. Un periodo di angoscia, paura e privazione della libertà personale, che in tutto il mondo, ha mutato schemi e percezioni. Adesso che il peggio da un punto di vista sanitario - lo diciamo con cauto ottimismo - sembra essere alle spalle occorre iniziare a ripensare il futuro di ognuno di noi. Il virus è stata la miccia accesa che ha scatenato l'esplosione, i quali effetti però si propagheranno ancora per anni. Quali effetti? Le prospettive non sono buone, a partire dalla crisi economica che volente o nolente arriverà sull'Italia e sui nostri risparmi. Il lavoro si è ridotto in molti settori ma il peggio, dicono gli esperti, deve ancora arrivare.
L'augurio di tutti è queste fosche previsioni siano eccessivamente negative; saremo felicissimi di sbagliare.
L'uomo saggio, però, è previdente ed è dunque opportuno pensare a come reagire ad un eventuale recessione economica su larga scala. Sul nostro territorio, la montagna e i suoi paesi possono tenderci una mano in questa complicata situazione. Come? In almeno due modi: la densità di popolazione nell'area montana, in particolare in quella dell'Alto Reno, non è e non sarà mai a livello delle grandi città come Bologna o anche di una più piccola Pistoia. In una fase storica in cui il distanziamento sociale sta giocando un ruolo così importanti nella vita di tutti noi, la scarsa possibilità di trovarsi in luoghi pubblici fortemente affollati non è affatto da sottovalutare.
Sono tanti, infatti, i punti di forza misconosciuti delle nostre aree rurali montane: farli conoscere e discuterne è proprio uno degli obiettivi di questo strumento di informazione.
Ma c'è dell'altro: il mercato immobiliare nelle zone di alta collina o montagna offre soluzioni a prezzi estremamente vantaggiosi rispetto alle aree di pianura. Parliamo di cifre più basse della metà se non di un terzo, a parità di metratura, con quelle del centro città. Sparse per tutto la nostra “area metropolitana dell'Alto Reno” ne troviamo a centinaia di abitazioni pronte per essere abitate a prezzi di saldo. Sappiamo bene che alcuni servizi (banche, uffici postali, trasporti pubblici, etc.) possono essere meno efficaci nelle zone di montagna rispetto a quelle di pianura, ma negli ultimi anni i territori montani hanno subito un'evoluzione sorprendente.
Sono tanti, infatti, i punti di forza misconosciuti delle nostre aree rurali montane: farli conoscere e discuterne è proprio uno degli obiettivi di questo strumento di informazione. Per certo, possiamo concludere, che in una fase di “reset” come quella che stiamo vivendo, ripartire dalla montagna può rappresentare un'opportunità da tenere bene in considerazione, soprattutto vista la possibilità di acquistare casa con “piccole” cifre di denaro a qualche decina di minuti di auto dalle aree più industriali della piana.
Ore e ore di pioggia monsonica senza sosta, col cielo illuminato a giorno dai lampi dalla sera fino alle prime luci dell'alba successiva hanno scatenato il caos sulla viabilità montana. La tempesta del fine settimana del 5 giugno ha provocato danni ingenti su tutto il territorio appenninico, dalla Garfagnana fino alla Val di Luce, accanendosi con particolare forza sull'area dell'Alto Reno. Innumerevoli frane e smottamenti; due di questi, hanno ricoperto di detriti la strada provinciale 632. Un'arteria strategica, che collega le zone di Ponte della Venturina (e da lì Porretta Terme) con San Marcello Pistoiese, veicolando tra l'altro tutto il traffico da e per Pracchia.
Gravi disagi per i residenti, che sono stati costretti a lunghe deviazioni per ben quattro giorni: tanto è stato necessario per ripristinare la circolazione sulla SP 632 da parte dei tecnici. E come ogni estate, la montagna si trova a fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico, fatto di temporali sempre più intensi e duraturi che mettono dura prova strade e infrastrutture della montagna. Le conseguenze di frane e interruzioni sono state molteplici: da una parte, gli abitanti dell'Alto Reno hanno visto per giorni estremamente ridotta la propria mobilità privata, costretti a lunghe deviazioni per raggiungere il luogo di lavoro o i propri affetti. Dall'altra, la politica locale si è attivata per chiedere aiuto dopo la calamità naturale, con l'obiettivo di tutelare non solo le infrastrutture ma anche gli abitanti dell'area montana e la loro mobilità.
gli effetti del cambiamento climatico, fatto di temporali sempre più intensi e duraturi che mettono dura prova strade e infrastrutture della montagna
Dall'alto arriveranno gli aiuti per rimettere a posto i danni? Ai posteri l'ardua sentenza. Per certo, uno dei provvedimenti già arrivati “dall'alto”, come dicevamo prima, lascia quantomeno perplessi: la provincia di Pistoia ha emanato a inizio giugno 2020 tre ordinanze con le quali si impongono limitazioni al traffico su altrettante strade provinciali: la 633 che collega Montecatini con Prunetta e Mammiano, la 34 della val di Forfora e la 38 che collega Femminamorta a Calamecca. Limitazioni che prevedono il limite di 30 km/h di velocità per auto e moto ma soprattutto il divieto di transito per le biciclette. Il motivo? L'impossibilità di garantire l'opportuna manutenzione del manto stradale.
Se, quindi, da una parte la strada provinciale 632 è stata riaperta dopo quattro giorni dalla frana, le vie di accesso all'area montana lato sud vengono gravemente penalizzate da questo provvedimento. In un periodo di bonus verdi, turismo eco-sostenibile e riscoperta della montagna, risulta davvero paradossale vietare l'accesso alle biciclette su ben tre strade che dalla pianura portano alla bellezza incontaminata delle nostre aree montane come quella dell'Alto Reno. Per non parlare della percorrenza a velocità massima di 30 km/h su tratti di strada così lunghi, che rendono difficoltosi anche gli spostamenti più semplici, a cose normali. La montagna sta “ripartendo” e continuerà a farlo perché le persone che la abitano sono forti e determinate, ma certe scelte economico-politiche non fanno il bene di questi territori.
"Quelle mattine sul finire dell'autunno sempre uguali e sempre nuove: le vette lontane con la neve e il sole, il bosco freddo e in ombra, la valle in basso con i pascoli coperti di brina lucente, i larici gialli e contorti sulle rupi, lo scagnare dei segugi lontani e il canto frettoloso e breve degli uccelli di passo, il fumo della sigaretta e tutto il resto con lui lì in quel posto. E lui più padrone di tutti i padroni del mondo messi insieme; che nessuno comandava e neanche lui, ma ogni cosa era più sua di ogni altro perché la terra, l'aria, l'acqua non hanno padroni ma sono di tutti gli uomini o meglio di chi sa farsi terra, aria, acqua e sentirsi parte di tutto il creato. Per questo era anche tornato, per questo sarebbe ritornato ancora e sempre e sarebbe vissuto così sino a che la terra lo avrebbe chiamato...". A scrivere queste righe fu Mario Rigoni Stern. Uno che la montagna l'aveva non solo capita, ma anche amata.
L'incanto della montagna: un incanto più semplice da evocare di quanto si pensi. Per uscire dalla poesia e per entrare nella prosa concreta, fatta di numeri, una casa sui crinali appenninici potrebbe rappresentare un'opportunità da cogliere al volo per vivere quest'incanto esclusivo. Il mercato immobiliare montano gode di due elementi ottimali di base: la disponibilità e la convenienza. E' sufficiente una semplice ricerca su Google per trovare un gran numero di offerte di agenzie immobiliari relative a quasi tutto il territorio appenninico pistoiese, bolognese e modenese, con prezzi alla portata di ogni tasca, più bassi mediamente del 50-60% di quelli degli immobili di pianura. Una bella partenza, certo, ma i conti della serva sulla convenienza non si fermano qui.
...un gran numero di offerte di agenzie immobiliari relative a quasi tutto il territorio appenninico pistoiese, bolognese e modenese, con prezzi alla portata di ogni tasca...
Se si vuole ricorrere ad un mutuo ipotecario per l'acquisto di una prima casa , nell'attuale congiuntura non è difficile spuntare dai vari istituti di credito tassi inferiori all'1% per i mutui a tasso variabile e abbondantemente sotto il 2% per quelli a tasso fisso. Si può quindi contare su un budget significativo per le eventuali ristrutturazioni. In montagna, si sa, l'aria condizionata la fornisce la natura, per cui ci si può concentrare sull'efficientamento energetico. Non appena sarà convertito in legge e saranno pubblicati i decreti attuativi del DL 34/2020, il cosiddetto "Decreto Rilancio", si potrà godere di un "ecobonus" del 110% in 5 anni sulle spese sostenute a partire dal 1.7.2020 per gli efficientamenti energetici.
Ma non solo: se la nostra proprietà oltre alla casa è composta da un appezzamento di terreno più grande di un giardino, potremo fruire anche dell'esenzione IMU prevista dalla Circolare ministeriale 9 del 14.6.1993, per i terreni agricoli ricadenti in aree montane. Infine, se siamo fortunati, possiamo aver fissato la nostra residenza in un comune che ha partecipato al bando per l'assegnazione di fondi regionali per 2,5 milioni di euro scadente il 1.8.2020, e godere dei benefici che sicuramente le Amministrazioni metteranno a disposizione dei propri cittadini. A volte gli aridi numeri possono creare l'incanto.